IN RICORDO DI SILVIO LAZZARIN - Comune di Pontelongo (PD)

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IN RICORDO DI SILVIO LAZZARIN

 
IN RICORDO DI SILVIO LAZZARIN

Tanta gente, la sua gente, a dare l'ultimo saluto a Silvio Lazzarin, il nostro storico campanaro.

Una messa partecipata e officiata dal nostro parroco Don Carlo, assieme a Don Amelio Brusegan, Don Aldo Manfrin, nostri passati parroci, assieme in spirito a Monsignor Giorgio Facchin assente a causa di un recente intervento ospedaliero. Hanno partecipato anche Don Luca Milani, amato nipote di Saturnino Franzolin e Luca Spinello, prossimo Diacono, due nostri giovani paesani che hanno intrapreso la missione sacerdotale. Ha partecipato, inoltre, Don Roberto Turato parroco di Arzergrande. Don Carlo, Don Amelio e Don Aldo hanno tracciato un profilo umano e di fedele cristiano di Silvio, con emozionanti ricordi personali.

A portare il saluto a Silvio, il Sindaco Roberto Franco, a nome dell'Amministrazione e facendosi interprete dei sentimenti di fraterna vicinanza a Zita e ai figli dell'intera nostra comunità".

Pubblichiamo l'intervento del Sindaco e un messaggio di ricordi di Vincenzino Furlan pontelongano emigrato in Canadà.


Silvio Lazzarin, il nostro Campanaro

In questi giorni, tanti in Paese hanno detto di Silvio: ERA UN’ISTITUZIONE!

Potrebbe suonare come un luogo comune, una buona parola di circostanza. Invece è la semplice verità!  Non c’è retorica né esagerazione nel dire che Silvio Lazzarin è stato ed è un’istituzione.

Silvio tanto è stato presente e attivo nella sua Chiesa di Sant’Andrea, nei luoghi e ambienti della Parrocchia (dalla Canonica, al Palazzo “perché figlioli siate migliori di noi”, al cinema-teatro Italia), tanto è stato presente e attivo in questo ambiente da costituirne un elemento caratteristico.  Era tutt’uno con questo suo ambiente. Diventandone appunto un’istituzione!

Non c’era messa, funzione religiosa di festa (un battesimo, un matrimonio) o di lutto (un funerale, un'ufficiatura) in cui lui non comparisse da protagonista. Ciascuno di noi presenti ne siamo stati testimoni perchè lo abbiamo visto e perchè abbiamo sentito la sua voce tenorile. 

Ho citato il teatro-cinema Italia, anche qui lo ritrovavamo, assieme al Maestro Giaconi era uno dei capicomici della compagnia teatrale di Don Caon. Mi ricordava, nell’intervista che facemmo dieci anni fa (che potete vedere nel sito del Comune), l’incontro della sua vita con Il Vicario, presente il Sindaco Lino Toffano, in cui decise di farsi Campanaro. Una scelta condivisa con il Parroco e il Sindaco. A quei tempi c’era chi si faceva prete o frate, lui si fece custode e vigile della Chiesa e Parrocchia di Sant’Andrea. Sempre di una missione si trattava.

Con il Vicario fu un rapporto fianco a fianco per oltre 30 anni. Silvio è stato fedele e amico fraterno dei suoi preti. Aveva a cuore la cura del suo Vicario, un uomo Don Caon che badava poco alla sua persona, al suo vestire. I Zaggia, i sarti del Paese, possono ricordarci la sollecitazione e l’insistenza di Silvio perché facessero delle tonache nuove al suo Vicario che andava con le pezze su quelle che indossava.

Permettetemi un’ultima notazione personale su Silvio e il suo rapporto con i ragazzi e i giovani. Un mio amico, uno di quei giovani di una volta (anni 50 e 60), mi ha ricordato che tutti noi davamo semplicemente del tu a Silvio, nonostante la differenza d’età e il suo ruolo. Con lui si instaurava un rapporto confidenziale naturale, una familiarità e una dimestichezza che riduceva del tutto la distanza che invece ci separava da altre persone della sua età.   A settanta anni compiuti quando lo incontravo e lo salutavo lui mi rispondeva come allora, come sempre, “ciao beo”.

Lo ricorderemo come un’istituzione della nostra Chiesa ma anche un amico confidenziale che merita il saluto, l’abbraccio corale di una comunità, la nostra di Pontelongo, testimone della sua vocazione di vita e lavoro in questo ambiente e nei suoi luoghi.                              

Ciao Silvio.

Roberto Franco, Sindaco di Pontelongo

Mercoledì 22 settembre 2021


Dal Canada.

Questa mattina ho appena seguito il sito del Comune di Pontelongo e con tristezza ho visto la notizia che Silvio Lazzarin è morto. Immediatamente mi è subito venuto in mente i miei anni giovani quando facevo il chierichetto e ovviamente eravamo vicinissimi con Silvio per ogni cosa.

Da chierichetto ad aiutare a suonare le campane, aiutare a preparare la chiesa con le sedie per il weekend e anche a aiutarlo a vendemmiare l'uva bianca per fare il vino per la Messa e anche quando lo filtrava.

Ricordo anche che lo aiutavo a pulire con la sabbia, dove stavano costruendo il cinema, i pendoli di ottone che appendevano sull'altare e anche sugli altari laterali.

Pensa te quanti anni sono stato vicinissimo a lui e anche alla moglie Zita.

Silvio è stato parte della mia giovinezza, non lo dimenticherò mai; ha fatto parte della mia vita.

Grazie Silvio, God Bless you.

Vincenzo Furlan


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