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scritto da Amministratore   22/01/2018

Gennaio 2018


Il Mattino di Padova - Martedì 9 gennaio
BORSE DI STUDIO PER SEI STUDENTI MERITEVOLI

PONTELONGO Sono sei gli studenti meritevoli a cui l'amministrazione comunale in questi giorni ha consegnato le tradizionali borse di studio messe a disposizione dal Comune per i risultati conseguiti nello scorso anno scolastico. In particolare sono stati valorizzati alunni e studenti residenti in paese che sono usciti dalle scuole medie e che si sono diplomati alle superiori con il massimo dei voti. I nomi dei premiati sono: Diego Ciobutaru, Zineb Bourass (nella foto con il sindaco), Giulia Rocca, Alice Pinato, Mattia Ponchio, Gaia Vansiempsen. «Questi ragazzi» ha detto il sindaco Fiorella Canova in occasione della cerimonia di consegna «rispecchiano un'eccellenza del nostro paese, della quale siamo orgogliosi. Sono giovani che partecipano alla vita del paese, alcuni inseriti anche nelle associazioni di volontariato sia civili che parrocchiali. È su di loro che dobbiamo puntare, per pensare in grande e guardare lontano». (al. ce.)

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 12 gennaio
IN BREVE

PONTELONGO Biscaro entra in FdI Il consigliere comunale di maggioranza Davide Biscaro è entrato in Fratelli d'Italia. Ad ufficializzarlo è Elvio Turlon, portavoce provinciale del partito  di Giorgia Meloni. «FdI» dice Turlon «continua a crescere, puntando fortemente ad estendere la sua rappresentanza politica in tutta la Saccisica e più in generale su tutta la Provincia». «Ho aderito» conferma lo  stesso  Biscaro  «perché FdI rappresenta la destra politica che è da sempre la mia casa». (al.ce.)

 

Estensione - Venerdì 12 gennaio
GIUGGOLE DI ARQUÀ PETRARCA E ZUCCHERO DI PONTELONGO TESORI DEL GUSTO SECONDO COLDIRETTI NAZIONALE

Le giuggiole di Arquà Petrarca e lo zucchero di Pontelongo fra i “tesori del gusto” presentati stamattina da Coldiretti a Roma in occasione dell’anno nazionale del cibo italiano. La tipicità dei Colli Euganei, dalla quale si ottengono marmellate, confetture oltre al celeberrimo liquore, ben rappresenta il potenziale agroalimentare dei Comuni sotto i 5 mila abitanti insieme allo zucchero prodotto a Pontelongo. Oggi anche una delegazione guidata dalpresidente di Coldiretti Padova Federico Miotto ha raggiunto la capitale per  la prima rassegna dei prodotti tipici dei comuni con meno di 5mila abitanti per far conoscere le specialità territoriali conservate da generazioni negli angoli piu’ remoti del Paese. Una vera e propria “mappa gourmet” dei tesori nascosti nei 5567 borghi d’Italia che raccontano la storia di un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali per la popolazione locale ma anche per il numero crescente di turisti italiani e stranieri che vanno alla ricerca dei tesori del Belpaese. «E’ una risorsa custodita fuori dai tradizionali circuiti turistici» ricorda Miotto «che potrà ora essere finalmente tutelata e promossa grazie alla nuova legge n.158/17 che contiene misure per il sostegno e la valorizzazione del patrimonio enogastronomico dei piccoli borghi. A Padova, è bene ricordarlo, ben 50 Comuni su un totale di 104 contano meno di 5.000 abitanti ma vantano un’agricoltura viva e dinamica. Possiamo affermare che l’agricoltura non solo mantiene vivi questi Comuni ma li rende anche “famosi” visto che spesso questi prodotti sono accompagnati dal nome del Comune d’origine. Un patrimonio conservato nel tempo dalle nostre imprese agricole presenti nei piccoli Comuni con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari. Come è stato messo in evidenza dallo studio Coldiretti – Symbola queste realtà locali straordinaria opportunità per l’Italia: un’economia più a misura d’uomo che punta su comunità e territori, sull’intreccio fra tradizione e innovazione, fra vecchi e nuovi saperi. Qui si producono la maggior parte delle nostre Dop e Igp e dei nostri vini più pregiati, insieme a tanta parte di quel made in Italy apprezzato a livello internazionale».

E’ da questo tessuto che nascono molte delle tipicità del nostro territorio, oggi rappresentate a Roma dalle giuggiole di Arquà Petrarca, trasformate in confetture, liquore o sotto grappa le cui piante contornano i colli euganei dando un tocco particolarissimo al paesaggio. Tra i duemila abitanti, molti dei quali agricoltori, c’è l’attenzione a questo prodotto come emblema di un piccolo gioiello medievale meta ogni anno di migliaia di visitatori. Da non dimenticare che ad Arquà in particolare viene prodotto anche il celebre olio extravergine d’oliva dei Colli Euganei, altro fiore all’occhiello dell’agricoltura padovana che proviene dai borghi storici. Sono 4mila invece i residenti di Pontelongo nella bassa padovana, città che vanta forse l’unico zuccherificio ancora in funzione in tutta la Penisola. E’ qui che si lavorano quintali di barbabietole per ottenere lo zucchero nostrano tutto italiano. Chapeau, per dirla alla francese, a tanta cura e bellezza mantenuta dalle realtà locali dove il senso di comunità si allea con l’appartenenza territoriale nell’obiettivo condiviso della custodia di valori e tradizioni.

«La nuova legge sui piccoli Comuni» conclude Miotto «misure per favorire la diffusione della banda larga, la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, il turismo di qualità. La legge punta su una dotazione di servizi adeguata, sulla cultura, sulla manutenzione del territorio, sulla tutela dell’ambiente, sulla messa in sicurezza di strade, scuole e del patrimonio edilizio pubblico».


Il Mattino di Padova - Sabato 20 gennaio
ADDIO A MONS. BELLINATI, SPIEGÒ PETRARCA E GIOTTO

di Claudio Baccarin Si aggirava tra gli scaffali delle novità, nella libreria San Paolo Gregoriana di via Vandelli, con la stessa curiosità che aveva riservato, per tutta la vita, alle sue ricerche d'archivio. Sembrava aver fermato il tempo monsignor Claudio Bellinati, presidente emerito della Commissione diocesana per l'arte sacra, che se n'è andato l'altro giorno a un mese dal traguardo dei 96 anni. Era nato a Pontelongo il 19 febbraio 1922; era diventato prete nel 1945, ordinato dal vescovo Carlo Agostini, che nel 1949 sarebbe diventato patriarca di Venezia. Laureato in Lettere e Filosofia al Bo, per 43 anni, dal 1961 al 2004 è stato archivista e bibliotecario della Curia e della Biblioteca Capitolare, direttore del Museo diocesano. In preparazione dell'ottavo convegno degli archivisti ecclesiastici, che si sarebbe svolto a Padova dal 25 al 28 settembre 1967, il vescovo Girolamo Bortignon decise di avvalersi della sua preziosa collaborazione, nominandolo segretario del comitato esecutivo. E monsignor Bellinati non tradì certo le attese del presule, allestendo, a latere dell'assise, impreziosita dalle presenze del cardinale Èugéne Tisserant e del ministro della Pubblica istruzione Luigi Gui, una mostra dei codici miniati del Trecento della Biblioteca Capitolare e una mostra storica della tipografia del seminario di Padova (cioè della stamperia fondata da San Gregorio Barbarigo nel 1684). Proprio al fondatore del seminario patavino, che nel 1670 poteva contare su 82 chierici, monsignor Bellinati dedicò due libri: "San Gregorio Barbarigo ai suoi sacerdoti", pubblicato nel 1997, e "Gregorio Barbarigo, un vescovo eroico", uscito nel 2009. Ma la vera passione del nonagenario canonico della Cattedrale (con il titolo di San Giacomo) era Francesco Petrarca. Come scrive Lorenzo Brunazzo sul sito della Difesa del Popolo, Bellinati «si sentiva erede del grande aretino, non tanto per eguagliarne la fama poetica, ma piuttosto per tenerne viva la memoria di grande intellettuale e, ancor più, di fervente cristiano, proteso, non senza inquietudini, verso un'autentica e profonda ricerca interiore». Chi lo ha avuto come docente al liceo classico Tito Livio (insegnò anche in seminario Minore e al Collegio Barbarigo) ne ricorda la passione sconfinata per la storia dell'arte. Al centro dei suoi studi anche lo scrigno degli Scrovegni: scandagliato nei "Nuovi studi sulla Cappella di Giotto nell'Arena di Padova" (2003) e nell'atlante iconografico "Giotto. Padua Felix" (2003), pubblicato anche in francese e in inglese.Tra le sue ultime scoperte l'attribuzione a San Bernardo da Chiaravalle del volto di un affresco di Giotto (un santo dalla folta barba candida, dal saio bianco e dalla mantella nera). Martedì il funerale, alle 10 in Cattedrale.

 

Il Mattino di Padova - Domenica 21 gennaio
SCUOLA, NON ALL'ACCORPAMENTO DEGLI ISTITUTI

PIOVE DI SACCO Niente da fare. La commissione regionale, formata da alcuni funzionari del settore scuola della Regione Veneto, guidati dall'assessore Elena Donazzan e dai colleghi dell'Ufficio Scolastico Regionale (dirigente Daniela Beltrame), ha bocciato le delibere approvate il 22 settembre 2017 sia dal Comune di Piove di Sacco che da quello di Pontelongo, che prevedevano la fusione tra l'IC 1 di Piove e l'IC 2 di Piove-Pontelongo. Quindi anche per il prossimo anno scolastico 2018-2019, tra Piove di Sacco e Pontelongo continueranno ad esistere due Istituti Comprensivi Statali e non uno solo accorpato, come avrebbero voluto le due amministrazioni comunali limitrofe guidate dai sindaci Davide Giannella e Fiorella Canova. La Regione, sul sito dell'Ufficio Scolastico Regionale, ha anche motivato il responso negativo. In pratica il progetto dei due Comuni è stato bocciato perché il nuovo IC unificato avrebbe avuto troppi alunni (circa 1900) e, quindi, avrebbe avuto una "gestione difficile" e, nello stesso tempo, l'operazione amministrativa avrebbe causato la perdita di due posti. Ossia di un direttore dei servizi generali Amministratici), ossia quello che prima veniva chiamato il segretario della scuola ed un altro personala Ata. Attualmente l'IC 1 (guidato dalla preside titolare Franca Milani) ha due materne, tra cui quella di Tognana, tre elementari (Umberto Primo, Zanella a Corte e Marconi ad Arzerello) e due medie (Regina Margherita e Jacopo da Corte), mentre l'IC2 raggruppa tre materne (Borgo Rossi, Piovega e Sant'Anna), tre primarie (Boschetti-Alberti, Dante Alighieri a Sant'Anna e Montessori) e due medie (Davila di Piove e la Leopardi a Pontelongo). La preside Franca Milani, come dirigente reggente, guida anche l'Istituto Comprensivo N. 2. Felice Paduano

 

Il Mattino di Padova - Lunedì 22 gennaio
EZIO BADOCCHI COMPIE CENTO ANNI

PONTELONGO Un secolo di vita per Ezio Badocchi che l'altro giorno ha spento le sue prime cento candeline. Badocchi, dopo avere lavorato allo zuccherificio di Porto Tolle, ha ricoperto, dal 1976 al 1983, l'incarico di direttore dello stabilimento paesano, al tempo di proprietà della Società italiana industria zuccheri, società del gruppo Montesi. Da quel momento si stabilì a Pontelongo dove ancora ridiede con la moglie Gloria. Il sindaco Fiorella Canova, insieme con alcuni assessori e consiglieri comunali, ha voluto portagli di persona gli auguri di tutta la comunità. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Lunedì 22 gennaio
DANNI MAGGIORI A MAIS, CEROSO E SOIA

Questa la lista dei Comuni che, secondo Avepa, sono stati colpiti dalla siccità dei mesi scorsi: Abano, Agna, Albignasego, Anguillara, Arquà, Arre, Arzergrande, Bagnoli, Baone, Barbona, Battaglia Terme, Boara Pisani, Bovolenta, Brugine, Cadoneghe, Candiana, Carceri, Cartura, Casale, Casalserugo, Castelbaldo, Cervarese, Cinto Euganeo, Codevigo, Conselve, Correzzola, Due Carrare, Este, Galzignano, Granze, Legnaro, Limena, Lozzo, Maserà, Masi, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Merlara, Mestrino, Monselice, Montagnana, Montegrotto Terme, Noventa, Ospedaletto, Padova, Pernumia, Piacenza, Piove di Sacco, Polverara, Ponso, Ponte San Nicolò, Pontelongo, Pozzonovo, Rovolon, Rubano, Saccolongo, Saletto, San Pietro Viminario, Santa Margherita d'Adige, Sant'Angelo di Piove, Sant'Elena, Sant'Urbano, Saonara, Selvazzano, Solesino, Stanghella, Teolo, Terrassa, Torreglia, Tribano, Urbana, Veggiano, Vescovana, Vighizzolo d'Este, Vigodarzere, Vigonza, Villa Estense, Vo'. Le colture più danneggiate sono mais, ceroso, soia, barbabietola da zucchero, girasole, asparago, vigneto pianura, vigneto collina, olivo, melo, pero, pesco. (n.c.)di Nicola CesarowESTEUn appello ufficiale al Governo per rimediare alla siccità estiva. La giunta regionale del Veneto, su istanza dell'assessore all'Agricoltura Giuseppe Pan, ha richiesto al Ministero delle Politiche agricole la declaratoria di eccezionale avversità atmosferica per la siccità primaverile ed estiva che, nella nostra provincia, ha colpito pesantemente almeno un'ottantina di Comuni. Il riferimento è al periodo di arsura e siccità che ha interessato mezzo Veneto dal 21 marzo al 21 settembre. Già a metà aprile un'ordinanza firmata da Luca Zaia aveva adottato misure di limitazione delle derivazioni irrigue in particolare dall'Adige (-50 per cento) e per i fiumi Brenta e Piave (-20 per cento). Gli apporti modesti di neve e pioggia di aprile e maggio e della prima parte di giugno non hanno modificato lo stato di preoccupante siccità confermato anche dal rapporto sulla risorsa idrica di fine aprile 2017 di Arpav: «Il permanere di assenza di piogge, in presenza di elevatissimi consumi da parte delle colture, hanno portato, specie laddove è assente un servizio irriguo strutturato, ad una situazione di tragicità» si legge nella delibera regionale «Temperature più elevate della media, unitamente a persistente e anomala ventosità, hanno aumentato gli effetti dannosi della siccità per il comparto agricolo, l'evapotraspirazione giornaliera (la quantità di acqua che dalla terra passa all'aria sottoforma di vapore acqueo, ndr) ha raggiunto e superato, in molte giornate del mese di luglio 2017 i 7 mm, dato particolarmente rilevante se raffrontato alla quantità media di 6 mm che un impianto irriguo è in grado di distribuire. La situazione ha portato sin dall'inizio colturale ad una fase di difficoltà dei seminativi in genere che, comunque, avevano avuto un avvio positivo per le condizioni ottimali dei terreni al momento delle semine. Il mais, già nella prima metà del mese di giugno, è entrato in stress idrotermico con la compromissione, in vaste aree della bassa pianura veronese e della provincia di Padova, anche totale delle produzioni». I dati sono allarmanti: nelle zone dei Colli Euganei, ad esempio, la siccità ha interessato in particolare le produzioni di uva da vino - sia bianca che rossa - e di olive da olio, con danni nell'ordine del 40 e dell'80 per cento. Da qui la scelta di richiedere la cosiddetta declaratoria di eccezionale avversità atmosferica, passaggio fondamentale per far sì che il Ministero invii indennizzi a tutte quelle imprese agricole danneggiate dalla siccità e prive di polizze assicurative agevolate a copertura dei rischi. La lista dei Comuni padovani colpiti dalla siccità è stata stilata da Avepa, l'Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura secondo cui sono ben 79 i Comuni - praticamente tutta la Bassa padovana, i Colli Euganei e alcune municipalità della cintura patavina - in cui la siccità ha causato danni superiori al 30 per cento della produzione lorda vendibile.

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