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scritto da Amministratore   03/10/2017

Settembre 2017

 

Il Mattino di Padova - Martedì 5 settembre
PISTOLA E CARTUCCE ILLEGALI: VA A PROCESSO

BRUGINE Una pistola Helwan con matricola e caricatore funzionanti e, nella stessa busta trasparente, ben 42 munizioni. Quell'arma pronta per l'uso, che risultava rubata quattro mesi prima, aveva fatto scattare gli arresti domiciliari per Yassine Nekkach, 33 anni, origine marocchina, un permesso di soggiorno regolare con residenza a Brugine, un domicilio dichiarato nella casa dei genitori a Pontelongo e un domicilio di fatto a Candiana nell'appartamento dove arma e cartucce sono stati sequestrati. È il 6 giugno scorso e ora il 33enne dovrà affrontare il processo sollecitato dal pubblico ministero padovano Benedetto Roberti che contesta due reati, la detenzione illegale di un'arma e delle munizioni e anche la ricettazione. Il 6 giugno scorso, a colpo sicuro, i carabinieri della stazione di Piove di Sacco erano piombati nell'alloggio di Candiana: a tradire il nordafricano una probabile soffiata. Immediatamente erano scattate le manette ma dopo due giorni erano stati concessi gli arresti domiciliari. Tuttavia a fine luglio durante un normale controllo nel territorio una pattuglia dell'Arma lo aveva notato in piazza Pontelongo: la banca dati delle forze dell'ordine aveva confermato che si trattava di un evaso. Così il 29 luglio il gip ha firmato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Da allora Nekkach (già condannato a 6 mesi per evasione) si trova in una cella del carcere di Padova. Nel frattempo è stata accertata la provenienza dell'arma: il 25 febbraio era stato svaligiato un appartamento ad Agna. I ladri avevano rubato soldi insieme alla pistola e alle cartucce come risultava dalla denuncia del proprietario.

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 7 settembre
PRETE SALVA LA VITA ALL'AMICO CON IL MASSAGGIO CARDIACO

di Elvira Scigliano PONTELONGO I sacerdoti salvano le anime e si occupano della vita ultraterrena, ma se il religioso è don Carlo Pampalon, si ha salva anche la vita terrena. Parroco di Sant'Andrea Apostolo di Pontelongo da un anno, don Carlo, 51 anni, lo scorso 22 agosto era in vacanza sull'Altopiano di Asiago e qui ha salvato la vita ad un amico, praticandogli il massaggio cardiaco. Quell'infarto ha rischiato di essere fatale ad un uomo di 77 anni che invece oggi è protagonista di una storia a lieto fine. «Eravamo intorno ad un tavolo a chiacchierare», racconta don Carlo, «quando il mio amico è caduto violentemente dalla sedia, battendo la testa sul pavimento e perdendo sangue. L'abbiamo girato e abbiamo chiamato i soccorsi. Ma mi sono accorto che non c'era battito e che respirava appena. Ad un certo punto ho realizzato che era la stessa situazione che la giovane dottoressa Giulia (Mormando, specializzanda in Medicina d'Urgenza a Padova, ndr)) mi aveva illustrato in parrocchia, a giugno, in un corso sul massaggio cardiaco». Ed è stato allora che don Carlo, affidandosi alla Madonna, con le gambe che tremavano, ha deciso di agire. Come gli aveva spiegato la giovane dottoressa: «Un mio animatore», spiega il don, «che studia medicina ci ha invitati ad ospitare l'Associazione Padova fa battere il cuore per seguire un breve corso, tanto che poi abbiamo assicurato un defibrillatore al patronato e credo che siamo l'unica chiesa della provincia. Avevo già frequentato un corso in Seminario, prima di diventare sacerdote, dunque conoscevo la teoria. Ma in chiesa con Giulia ho fatto soprattutto "esercizio" ed è quel movimento ripetuto e spiegato con precisione che mi ha dato il coraggio di agire. Avevo paura, in un secondo mi sono posto molte domande, prima di tutto se ero capace. Ma il volto del mio amico diventava sempre più cianotico e allora mi sono chinato sul petto e ho cominciato a massaggiare. Sono andato avanti per 12-15 minuti che mi sono sembrati infiniti. Ero stanco ma l'adrenalina è di grande aiuto». L'infartuato è stato poi trasportato in cardiologia a Vicenza ed oggi sta benissimo. «Ci ha aiutati la Madonna», sorride il sacerdote, «il 22 agosto era proprio la festa di Maria Regina, il mio amico era venuto a messa da me e poi avevamo deciso per una passeggiata sull'altopiano. Non è la prima volta che la Vergine gli dà una mano. Ha rischiato di morire già due o tre volte: prima l'aorta che gli si è rotta e il primario di Padova che è scappato in bicicletta per raggiungere la sala operatoria saltando il traffico della città; poi un edema polmonare; poi ancora un tumore e le valvole del cuore che hanno fatto le bizze». «Se ho potuto aiutare il mio amico», sottolinea oggi il parroco, «è merito del corso in patronato. In quei momenti il tempo è questione di vita o di morte e tutti dovremmo essere in grado di praticare un massaggio cardiaco. Chiunque può trovarsi in quella situazione e chiamare i soccorsi può non essere sufficiente: due minuti sono appena il tempo necessario a dare le spiegazioni al telefono. Ma imparare il massaggio è facile ed alla portata di tutti. Oggi sono molto fiero che la nostra chiesa abbia un defibrillatore».

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 7 settembre
«DON CARLO IN NOSTRO MIGLIOR TESTIMONIAL»

PONTELONGO Giulia Mormando è all'ultimo anno di specializzazione in medicina d'emergenza. Ora è in Israele, ci resterà fino ad ottobre e qui sta approfondendo il delicato capitolo dei traumi. Ma soprattutto è uno dei volti dell'Associazione Padova fa battere il cuore che nel salvare la vita umana, magari con un "semplice" massaggio, ci crede tanto. La presidente dell'Associazione è Luisa Cacciavillani, responsabile dell'Ucic, Unità di cure intensive cardiologiche di Padova. Il gruppo è formato da medici e infermieri di cardiologia, medicina d'emergenza, anestesia ed altri reparti. Hanno un sito - www. padovafabatterilcuore. it - e da qualche anno organizzano corsi gratuiti di rianimazione cardiopolmonare per diffondere questa cultura responsabilizzando le persone. L'anno scorso, durante la festa di medicina, hanno raccolto fondi per installare defibrillatori pubblici e diffondere la conoscenza delle manovre rianimatorie in caso di arresto cardiaco. E naturalmente fanno anche lezioni per fornire le nozioni di base. Battono il territorio come "segugi" della vita: scuole, patronati, uffici pubblici, aule universitarie. Proprio lo scorso giugno Giulia e le specializzande Alessandra Gadaldi e Marta Zuffellato e l'infermiera Cristina Favero si erano recate all'oratorio di Pontelongo per uno dei loro corsi. «Abbiamo mostrato slide e video», riferisce Giulia, «poi abbiamo iniziato la parte pratica di rianimazione cardiopolmonare sui manichini. Proprio il parroco all'inizio era riluttante, ma poi lo abbiamo convinto a provare anche la parte pratica e oggi ne siamo davvero felici». «Tutti possono salvare una vita», scandisce la presidente Cacciavillani, «questa bella storia del sacerdote di Pontelongo dimostra che una lezione di poche ore (come quella frequentata dal prete), è già molto per permettere ad un "laico" (digiuno di medicina) di eseguire le manovre salva vita. (e. sci.)

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 13 settembre
CANI TORTURATI NELLA ROULOTTE-LAGER

PONTELONGO Avranno una vita migliore i 9 cuccioli pitbull sequestrati ai giovani proprietari che li tenevano rinchiusi, in condizioni terribili, in un camper. A seguito di alcune segnalazioni, le guardie zoofile della Lac di Padova e i carabinieri di Codevigo sono intervenuti con un mandato di ispezione della Procura in un casolare fatiscente di via San Lorenzo dove da qualche tempo è parcheggiato il vecchio camper di una coppia della zona. Le segnalazioni riguardavano il protrarsi da un paio di mesi di lamenti e latrati disperati dall'interno del veicolo. Le guardie e i carabinieri, nel corso dell'ispezione, hanno trovato rinchiusi nel camper uan femmina e un maschio pitbull adulti costretti in un piccolo e malsano box. Entrambi i cani erano stati maltrattati ed erano martoriati da ferite di vecchia data. La femmina, in particolare, è apparsa subito molto denutrita. Le erano state tagliate le orecchie, pratica esplicitamente vietata dalla legge. La sorpresa più grande è stata però la presenza di ben 9 cuccioli. Nati da un mese, sarebbero stati con molte probabilità rivenduti.Il magistrato alla fine ha convalidato il sequestro degli animali, presi inizialmente in cura da un veterinario. Il proprietario è stato segnalato alle autorità sulla base del disposto dell'articolo 727 del codice penale in tema di maltrattamento degli animali. «La nostra associazione», fanno sapere dalla sezione padovana della Lac, «quest'anno si è già occupata di casi analoghi. I canili sono pieni di cani che cercano famiglia e rivolgersi a questi personaggi contribuisce invece ad aumentare la mercificazione dell'affetto e nasconde molto spesso gravi maltrattamenti Ringraziamo il canile che ha accolto la numerosa famiglia e il veterinario Elia Cassetta per la disponibilità e la professionalità dimostrata». Alessandro Cesarato

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 13 settembre
L'AUTO VOLA DALL'ARGINE, DUE GIOVANI FERITI

BOVOLENTA Due giovani sono finiti in ospedale dopo che l'auto che li trasportava è volata giù dall'argine del Bacchiglione. L'incidente (nella foto) si è verificato ieri pomeriggio, poco dopo le 14, lungo via Argine Sinistro, in prossimità dello svincolo per la località Ca' Molin. La Mini condotta da E.L., un diciannovenne di Brugine, stava viaggiando verso Pontelongo quando, per cause ancora in corso di accertamento, è uscita dalla carreggiata, scivolando in fondo all'argine esterno del fiume. Nell'auto c'era anche A.T., una diciasettenne di Candiana. Sul posto, insieme ai carabinieri, sono sopraggiunti anche i vigili del fuoco di Piove di Sacco, che si sono occupati di estrarre i feriti dall'abitacolo e metterlo in sicurezza. Da Padova nel frattempo si era alzato anche l'elisoccorso di cui poi, fortunatamente, non c'è stato bisogno. Il conducente è stato portato in ambulanza a Piove di Sacco mentre la ragazza è stata ricoverata all'ospedale di Schiavonia. Entrambi hanno riportato forti traumi ma non sono in pericolo di vita. Alessandro Cesarato

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 14 settembre
INCIDENTE A PONTELONGO

PONTELONGO Scontro tra due auto ieri mattina intorno alle 7 in via Candiana. Una Ford Fiesta e una Chevrolet Matiz, per cause in corso di accertamento, sono entrate violentemente in contatto fra di loro. Alla guida c'erano P.C., una cinquantenne del posto, e V.B. , una coetanea di Candiana che, rimanendo leggermente ferita, è dovuta ricorrere alle cure del Pronto soccorso di Piove di Sacco.Sul posto, per i rilievi e per governare il traffico, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Agna. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 22 settembre
IL DON METTE IN FUGA IL RAPINATORE

PONTELONGO Aveva rapinato a gennaio dello scorso anno l'anziano parroco di San Giovanni a Chioggia, don Mario Pinton: una figura storica in città, tanto che per il suo saluto alla comunità, qualche settimana fa, c'erano centinaia di persone. Ora per Anwar Moufadil, marocchino di 30 anni residente a Pontelongo e attualmente in carcere per reati contro il patrimonio, è iniziato il processo. Difeso dall'avvocato Roberto Rechichi, Moufadil sarà giudicato dal collegio composto dai giudici Stefano Manduzio, Fabio Moretti e Claudia Ardita. Ieri la prima udienza, subito rinviata all'1 febbraio.«O mi dai i soldi o ti ammazzo», aveva detto il rapinatore al sacerdote dopo aver fatto irruzione in canonica. Contro l'anziano parroco, il marocchino aveva puntato un coltello, riuscendo a prendere quattro cellulari (di cui tre rotti) e un portaostie in bagno d'oro contenente delle particole, oltre alle chiavi della Fiat Punto del sacerdote. E proprio a bordo dell'utilitaria, il rapinatore si era dato alla fuga, abbandonando la Punto lungo la Romea, a Rosara di Codevigo. Erano stati gli agenti della polizia stradale a rintracciare Anwar Moufadil a piedi lungo la statale 516, in evidente stato di ubriachezza. Erano scattati i controlli che avevano permesso di risalire al marocchino quale autore della rapina. Addosso aveva infatti i cellulari e il portaostie. Per l'episodio, il 30enne era stato denunciato e quindi era stata disposta l'espulsione. Evidentemente la procedura non era andata a buon fine, visto che tre mesi dopo la rapina al sacerdote, Moufadil aveva tentato di rapinare un tredicenne della bicicletta, dei soldi e del cellulare lungo la pista ciclabile nei pressi dell'ospedale di Chioggia. Il giudice aveva allora deciso per la custodia cautelare in carcere, ritenendolo una persona pericolosa. Ora la rapina al sacerdote finisce davanti al giudice. «Mi ero svegliato pochi secondi prima», aveva raccontato al tempo don Pinton, «disturbato da una luce che non aveva saputo identificare ma che, avrei poi capito, era quella emessa da un cellulare che il ladro usava per muoversi nella mia stanza». Don Mario non si era fatto prendere dal panico: «Ho afferrato le mani dell'uomo e ho cominciato a scalciare con i piedi. Così sono riuscito ad allontanarlo e ad alzarmi. Lui aveva una mia camicia avvolta intorno alla mano che teneva il coltello e, forse per questo motivo, non aveva una presa molto salda. Così sono riuscito a disarmarlo e ho gettato il coltello dall'altra parte della stanza. Non so come ho fatto: la paura mi ha dato la forza». Rubina Bon

 

Il Mattino di Padova - Domenica 24 settembre
PIOVE, SI TORNA ALLA SCUOLA UNICA

PIOVE DI SACCO Le giunte di Piove di Sacco e Pontelongo hanno deliberato di tornare, dal prossimo anno, a un Istituto comprensivo unico che raggrupperebbe, con i numeri attuali, i 1. 948 alunni che frequentano le aule di quindici tra scuole materne, elementari e medie. L'ultima parola ora spetta alla Regione che dovrà autorizzare la confluenza degli attuali Istituti comprensivi 1 e 2, nati all'indomani della scelta fatta nel 2012 e che, a conti fatti, per varie vicissitudini, ha portato per lo più solo problemi. Tra le criticità che più hanno influito sul mancato decollo dei due istituti separati c'è stata la mancata nomina di un dirigente titolare per l'Istituto 2 che è stato retto pro tempore proprio da quello dell'Istituto 1. La richiesta alla Regione è stata fatta ora per permettere agli attuali istituti, in caso di autorizzazione, di programmare in modo più efficace e sereno l'orientamento scolastico e l'offerta formativa, oltre che per ottimizzare le prossime iscrizioni. L'attuale amministrazione piovese da tempo si sta muovendo per modificare l'organizzazione delle scuole. «Nel 2014», spiegano il sindaco Davide Gianella e il suo vice Lucia Pizzo, «abbiamo costituito un tavolo permanente di confronto con le scuole. Si è poi iniziato a parlare di dimensionamento, coinvolgendo consigli di istituto, corpi docenti, genitori, provveditorato provinciale e il sindaco di Pontelongo. Ringraziamo tutti per la fattiva collaborazione e per i toni sereni tenuti. A differenza di cinque anni fa, la delibera sul dimensionamento è l'esito di un percorso partecipato. Non essendo uscita una visione unitaria dalle scuole, abbiamo valutato che la migliore strategia per garantire mantenimento e potenziamento dell'offerta scolastica fosse quella di un Istituto comprensivo unico, che muova i suoi passi partendo dal punto fermo della continuità scolastica. In Provincia esistono diversi esempi di Istituti unici che funzionano bene. Abbiamo stabilito inoltre lo spostamento dell'attuale scuola media "Regina Margherita" nella nuova scuola in costruzione a Sant'Anna». L'amministrazione di Pontelongo è invece la stessa del 2012. «In questi anni», spiega il sindaco Fiorella Canova, «gli scenari sono mutati. L'autonomia che nelle intenzioni avrebbero dovuto avere i due istituti non si è poi di fatto concretizzata. Ora è tempo di razionalizzare i costi eliminando inutili doppioni». Alessandro Cesarato

 

Il Mattino di Padova - Domenica 24 settembre
ARZERGRANDE, SCATTA LA VIDEOSORVEGLIANZA

ARZERGRANDE Il Comune lavora per predisporre e attivare un impianto di videosorveglianza sul territorio. L'obiettivo dell'amministrazione Lazzarin è quello di rispondere a una richiesta sempre più forte di sicurezza e tutela da parte dei cittadini. È già in partenza il primo stralcio dei lavori per i quali sono stati stanziati 30 mila euro. In particolare, oltre all'apparecchiatura tecnica da predisporre in municipio per la registrazione e la visione delle immagini, saranno installate 3 telecamere che vigileranno sul centro del capoluogo e di Vallonga, oltre che sul via Umberto I. Inoltre saranno istallati, ai varchi di accesso con Pontelongo, Codevigo e Arzerello, delle strumentazioni in grado di immortalare le targhe delle auto di passaggio. «Vogliamo tutelare i nostri cittadini», spiega il sindaco Filippo Lazzarin, «e mettere a disposizione delle forze dell'ordine una strumentazione molto utile per svolgere le indagini. Ora ci siamo concentrati nel controllo dei centri dei nostri paesi ma nei prossimi anni l'intenzione è quella di estendere la rete anche su altri punti sensibili». (al.ce.)

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