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scritto da Amministratore   04/09/2017

Agosto 2017


Il Mattino di Padova - Sabato 12 agosto
INIZIATA LA CAMPAGNA BIETICOLA PER 116 LAVORATORI STAGIONALI

di Alessandro Cesarato PONTELONGO È iniziata da qualche giorno la campagna bieticola. Un vero e proprio rito che, nello storico zuccherificio, si ripete ormai da oltre un secolo. Sono previsti circa cento di giorni di lavorazione con lo stabilimento pontelongano pronto ad accogliere complessivamente, insieme a quello gemello di Minerbio (Bo), oltre 2 milioni di tonnellate di bietole coltivate su 32.600 ettari che saranno conferite da 3.700 aziende agricole, principalmente venete ed emiliane. La novità epocale è che si tratta della prima campagna fuori dal regime delle quote europee di produzione nazionale. Da ottobre, infatti, ogni nazione potrà produrre e vendere senza alcun vincolo. Una vera rivoluzione perché con la fine del sistema delle quote il prezzo potrebbe scendere ulteriormente e spingere molti agricoltori a smettere di coltivare le barbabietole per passare a colture più remunerative. Questo soprattutto perché nel 2020 finiranno anche i sussidi europei alle barbabietole. «Una grande sfida, ma anche una grande opportunità di rinnovamento della filiera», dichiara Claudio Gallerani, presidente di Coprob, «che punta sulla crescita produttiva e la valorizzazione del "Made of Italy", proseguendo quanto avviato in questi anni insieme agli operatori dell'agroalimentare, consapevoli che è un'opportunità che possiamo cogliere». Per Coprob questa sarà la sua 54ª campagna: la prima come unico produttore di zucchero italiano, con l'obiettivo di produrre 300 mila tonnellate di zucchero. Una cooperativa nata per competere con le aziende private Italiane e da oggi con le grandi aziende europee. Le prime giornate hanno messo in evidenza una buona qualità delle barbabietole nonostante le avverse condizioni climatiche: le elevate temperature unite alla persistente mancanza di precipitazioni non sono infatti le condizioni ottimali per questa coltura. «Questi primi dati», dice Gallerani, «sono il risultato del costante lavoro di informazione e formazione che Coprob sta mettendo in campo da alcuni anni che ci hanno permesso di incontrare i bieticoltori e mostrare loro le più moderne tecniche di coltivazione e di lavorazione, fondamentali per aumentare le produzioni e di conseguenza la redditività».Sul fronte lavorativo, lo zuccherificio padovano è riuscito ad assorbire 116 lavoratori stagionali. «Nonostante le difficoltà del settore agricolo», ha evidenziato il sindaco Fiorella Canova, «abbiamo motivo di essere soddisfatti perché Coprob ha garantito anche quest'anno l'occupazione degli anni precedenti, con un'attenzione particolare per i giovani. Una conferma dell'impegno della cooperativa e della sua buona gestione economica anche in prospettiva futura».

 

Il Mattino di Padova - Martedì 15 agosto
IN BREVE

PONTELONGO Quattro feritiin due incidentinn Nottata di incidenti nel Piovese. A Pontelongo, lungo la Sr 516, all'una, scontro fra una Citroen Picasso e una Opel Astra. Le due conducenti, L.T. di 43 anni di Chioggia e A.P. di 52 anni di Polverara, sono rimaste ferite. Lievemente ferita anche un'altra donna, P.D. di 46 anni di Polverara, che viaggiava come trasportata nella Opel. Ha fatto tutto da solo invece J.C.Z., un ecuadoregno di 24 anni di Saccolongo, rimasto coinvolto in una fuoriuscita autonoma a Codevigo, all'altezza dell'incrocio semaforico sul fiume Brenta. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Martedì 15 agosto
PADOVA TRE, ECCO TUTTI I SINDACI NEL MIRINO DELLA MAGISTRATURA

ESTE Un pingue capitolo dell'inchiesta sulla gestione dei rifiuti nella Bassa padovana ha come protagonisti i componenti del cda del Consorzio Padova Sud che hanno approvato il 16 marzo del 2015 la delibera con cui quasi dieci milioni di debiti della società controllata Padova Tre srl sono stati di fatto scaricati sui Comuni soci. Doveva essere una sorta di "partita in pari": tot debiti per tot crediti. Peccato che solo i primi siano certi e per altro, ormai, solo una parte del buco che grava oggi sui conti del Consorzio. Dei crediti, invece, con cui dovevano essere compensati i debiti, non s'è più trovata traccia. Prima dovevano essere gli insoluti, ovvero anni di bollette non pagate da utenti poco diligenti, poi le differenze di gestione a carico degli stessi Comuni che avrebbero pagato il servizio meno di quanto costasse. Entrambe le ipotesi sono tuttavia naufragate. I soldi, insomma, non si sa dove andarli a trovare. Tant'è che l'unica ipotesi in piedi, oggi, è quella di farli pagare - di nuovo - ai cittadini. Quel giorno a votare la delibera-galeotta proposta dall'allora presidente del Consorzio Simone Borile e illustrata dal fido direttore Stefano Tromboni, c'erano il vice presidente Romano Boischio - che era sindaco di Sant'Angelo di Piove - il sindaco di Carceri Tiberio Businaro, l'allora assessore di Merlara Nicola Ferro, l'ex vice sindaco di Pontelongo Enzo Battisti, l'ex sindaco di Ospedaletto Euganeo Antonio Battistella e l'ex primo cittadino di Due Carrare Sergio Vason. Votò anche Stefano Chinaglia, in qualità di commissario liquidatore del Bacino Padova 4. Non partecipò alla riunione il sindaco di Montagnana Loredana Borghesan. Presenti nell'occasione i revisori dei conti Gian Marco Rando e Antonio Olivato. «Nel corso della discussione» si legge nel verbale del Consorzio, «è emersa la chiara volontà di garantire ai comuni diverse possibilità rispetto al semplice aumento delle tariffe, come ad esempio il diretto contributo a favore del Consorzio con fondi propri del bilancio comunale».Ricapitolando: il Consorzio fa una gara per affidare il servizio rifiuti. Se l'aggiudica un associazione temporanea di imprese composta da Padova Tre, Sesa, De Vizia Transfer e Abaco per 30 milioni di euro l'anno. Queste accumulano insoluti senza adoperarsi - almeno non in modo efficace - per recuperarli, il Consorzio se ne fa carico e chiede che siano di nuovo i cittadini (quelli onesti) a pagare. O gli stessi Comuni, sottraendo risorse da altri servizi. Senza quella delibera, Padova Tre sarebbe fallita di lì a poco. Invece è stata temporaneamente "salvata" e a guidarla furono promossi Ferro (presidente) e Businaro) vicepresidente: l'anno scorso sono stati revocati dopo aver presentato un bilancio incredibilmente in utile (200 mila euro). Quello stilato pochi mesi dopo dal nuovo board tecnico segnava un rosso di due milioni. Tant'è che, fra le altre, si indaga anche sull'ipotesi di falso in bilancio.

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 30 agosto 2017
SESA SI FA CARICO DEL PERSONALE CHE LAVORAVA PER PADOVA TRE

ESTE Da Padova Tre a Sesa: l'altra mattina si è concretizzato il passaggio di altri sette dipendenti addetti alla raccolta dei rifiuti dall'organico di Padova Tre, società in grave crisi per il livello d'indebitamento raggiunto negli ultimi anni, a Sesa. Quest'ultima ha assorbito il servizio di gestione e raccolta dei rifiuti nei Comuni di Codevigo e Pontelongo: assieme al servizio, Sesa si è fatta carico anche degli addetti che già se ne occupavano per conto di Padova Tre, nel rispetto della normativa fissata dal contratto di settore. Rispetto ai 24 addetti inizialmente in carico a Padova Tre per il servizio di raccolta, sono ad oggi 15 gli elementi passati a Sesa. Commentano dalla società atestina: «Per le restanti posizioni si è deciso di rimandare ad una successiva riunione rivolta alle organizzazioni sindacali e alle aziende dell'Ati, nella quale saranno ricercate idonee soluzioni occupazionali anche eventualmente per servizi diversi». L'operazione ha ottenuto il parere positivo anche delle organizzazioni sindacali. Commenta Oscar Dalla Rosa di Cisl: «In questa vicenda i lavoratori sono parte lesa, a loro deve essere data la massima garanzia sulla tutela del posto di lavoro». Si accoda Claudio Scapin di Uil: «Si è fatto un ulteriore passo avanti nel garantire i posti di lavoro agli operatori, assicurando il corretto trasferimento del personale senza un aumento ingiustificato di costi, che andrebbero a gravare sulle bollette». (n. c.)

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