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scritto da Amministratore   10/04/2017

Marzo 2017

Il Mattino di Padova - Mercoledì 1° marzo

BIENNALE D'ARTE DELLA SACCISICA
Da sabato al via la sedicesima edizione Venticinque artisti ospitati a Palazzo Maestri.
Da sabato 4 a sabato 18 prossimi toccherà a Selvazzano Dentro ospitare la 16° Biennale d'arte della Saccisica. Al Palazzo Eugenio Maestri di via Roma 32 verranno esposte le opere di venticinque artisti diversi provenienti da tutto il Veneto. Ad allestirla in forma itinerante è però un gruppo con base stabile a Pontelongo, in collaborazione con il comune. Nell'esibizione vengono inclusi più campi delle arti plastiche: la pittura a olio e ad acquarello, l'incisione nonché la scultura in rilievo e a bassorilievo. L'inaugurazione è prevista alle 11 di sabato prossimo. Per l'occasione verranno lette le poesie di 17 autori locali diversi. Gli orari di apertura: martedì, mercoledì, venerdì e sabato 9-13; lunedì, martedì, mercoledì e giovedì dalle 14,30-19. Ingresso libero, con la possibilità di prelevare gratuitamente il catalogo delle opere presenti. Per altre informazioni, si può telefonare allo 049 9776550, o allo 049 8733910. (r.t.)

 

Il Mattino di Padova - Martedì 7 marzo
UCCISE A BOTTE LA COMPAGNA, IN AULA A MAGGIO

PONTELONGO Omicidio preterintenzionale perché “con atti diretti a commettere lesioni ai danni della convivente Leticia Fanny Garces Franco... ne cagionava la morte dopo averla ripetutamente colpita al capo”: ecco l’accusa contestata a Emilio Bertin, il sessantenne di Pontelongo finito ieri sul banco degli imputati davanti alla Corte d’assise di Padova. Fuoriprogramma immediato: l’udienza è slittata al 16 maggio perché sarà modificata la composizione del collegio giudicante formato da due giudici togati e sei giurati popolari. Tuttavia si è già costituita parte civile la sorella della vittima residente a Padova, tutelata dall’avvocato Carlo Covi, mentre Bertin (che è sempre stato indagato in stato di libertà) è difeso dall’avvocato Claudio Todesco. La donna, 38 anni, dominicana, ex prostituta con il vizio dell’alcol, era stata trovata senza vita all'alba del 23 dicembre 2015 nell'appartamento in cui viveva la coppia, un modesto alloggio in via Martiri di Belfiore 67 a Pontelongo (dietro il municipio). La segnalazione ai carabinieri era stata fatta da Bertin stesso: «La mia compagna è morta». All’arrivo dei soccorsi e dei carabinieri, Leticia Fanny era stesa sul letto con il cranio sfondato. «È caduta dalle scale» la spiegazione dell'uomo, che lavora in un ristorante a Padova. Alcune lesioni sul volto avevano insospettito perché compatibili con urti violenti causati da un corpo contundente, mentre altre apparivano riconducibili a pugni che avrebbero innescato un'emorragia cerebrale. L'autopsia, eseguita dal dottor Giovanni Cecchetto, aveva confermnato la morte violenta. (cri.gen.)

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 10 marzo
NARCOS TRADITO DAL CONSUMO DI CORRENTE

di Nicola Cesaro PONTELONGO Rimanere nell'ombra era veramente difficile. Con tutta quell'elettricità, d'altro canto, c'era luce tutto il giorno nell'abitazione di via Indipendenza che ieri ha ricevuto la visita dei carabinieri e dei tecnici Enel. Lì, in una casa in mezzo a tante altre praticamente in centro a Pontelongo, un cinese rubava oltre 3 mila euro di corrente elettrica al giorno. E, soprattutto, coltivava almeno 400 piante di marijuana. I militari e i tecnici hanno scoperto la coltivazione della droga e il furto di energia elettrica nell'ambito di un'operazione investigativa internazionale, partita dalla Compagnia dei carabinieri di Prato e giunta fino al Piovese. Dalla Toscana, ma anche dalle province di Padova e Treviso, un'organizzazione cinese riusciva da mesi a produrre marijuana e a spedirla a connazionali dislocati nel Nord Europa. Uno dei punti di coltivazione delle piantine di marijuana è risultata appunto un'abitazione di via Indipendenza a Pontelongo. Qui viveva una famiglia di cinesi, per i quali verrà formalizzata una serie di denunce. A destare sospetti è stato il consumo elevato di energia elettrica che arrivava da quella zona. E non a caso: il residente si era allacciato abusivamente alla linea elettrica pubblica, riuscendo a "succhiare" 3.300 euro di corrente ogni giorno. Con questa venivano ovviamente alimentate le lampade necessarie a garantire l'apporto di luce alla cannabis coltivata. Che il furto di energia durasse ormai da qualche tempo lo conferma lo stato delle oltre 400 piante curate dall'orientale, già in fase di fioritura e dunque pronte alla fase di essiccazione e poi all'immissione sul mercato dello spaccio. L'intervento dei carabinieri, dunque, ha causato una perdita notevole, anche in termini di guadagno e vendita per i trafficanti. Il blitz di ieri mattina a Pontelongo è stato bissato nel pomeriggio a Candiana - non ne sono stati resi noti gli esiti - e fa il paio con quelli già compiuti nei giorni scorsi tra Piove di Sacco, Bagnoli, Codevigo e Agna. Il risultato: quattro case e un capannone passati al setaccio, 3.050 piante sequestrate, assieme ad altri 100 chili di marijuana essiccata. E poi cinque arresti, tutti a carico di cinesi provenienti da Prato. E poi ci sono i blitz messi a segno nel Trevigiano o nel Montagnanese. Tre gioni fa, all'interno di un capannone di via Callalta a Riese, i carabinieri hanno sequestrato oltre duemila piantine di marijuana, mettendo in manette due cinesi. Della stessa nazionalità pure il "titolare" della serra scovata due settimane fa dalla Questura di Padova in un casolare di Montagnana. In via Ruggero a Borgo Frassine l'orientale di 33 anni coltivava 1.640 piante di marijuana, in vario stato di maturazione, e deteneva 550 grammi di marijuana già essiccata. Pure in questo caso il coltivatore utilizzava l'energia elettrica della linea pubblica, allacciandosi in maniera illecita. Nella struttura il giovane cinese aveva installato un elaborato impianto di illuminazione e aerazione con trasformatori e ventilatori. Il sequestro a Pontelongo non è ancora stato direttamente legato a quello di Montagnana, ma il fenomeno pare lo stesso e dunque non è escluso che i due orientali proprietari delle serre rientrino nello stesso traffico internazionale.

 

Il Mattino di Padova - Domenica 12 marzo
PONTELONGO, ANCHE QUINDICI PROFUGHI ALLA PULIZIA DEGLI ARGINI

PONTELONGO Si è tenuta ieri mattina l'annuale manifestazione "Puliamo il nostro territorio e i nostri argini" organizzata dal Comune e dal gruppo locale della Protezione civile. Insieme a cittadini e amministratori (nella foto) questa volta c'era anche la quindicina di richiedenti asilo (provenienti da Nigeria, Pakistan e Bangladesh) ospitati da circa un anno in un'abitazione privata di via San Valentino e gestiti dalla cooperativa Villaggio globale. «Anche quest'anno», ha commentato il sindaco Fiorella Canova, «c'è stata una buona partecipazione di cittadini e associazioni, con la lieta sorpresa di avere al nostro fianco anche i ragazzi della cooperativa. È stata anche un'occasione per conoscersi e socializzare con loro». Alla fine i rifiuti raccolti sono stati tanti. «L'abbandono selvaggio», ha aggiunto il sindaco, «è una piaga alla quale tutte le amministrazioni comunali devono far fronte. In molti sacchetti recuperati abbiamo trovato documenti che ci permetteranno di risalire e multare i colpevoli di questa inciviltà». (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Domenica 12 marzo
SPACCIATORE FUGGITO IN FRANCIA ESTRADATO E PORTATO A SAN VITTORE
di Alessandro Cesarato PIOVE DI SACCO Aveva trovato riparo in Francia, riuscendo a sottrarsi momentaneamente all'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Padova. Dopo oltre un mese e mezzo di serrate ricerche è stato però rintracciato, estradato in Italia e chiuso in galera a San Vittore È così finita la latitanza anche dell'ultimo membro della banda di malviventi, composta da italiani e nordafricani, che aveva monopolizzato lo spaccio di sostanze stupefacenti nella Saccisica e nei territori circostanti. Una maxi operazione messa a segno dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Piove di Sacco al termine di una prolungata e complessa attività d'indagine. Venerdì mattina, all'aeroporto milanese di Linate, con un volo proveniente da Parigi, è stato rimpatriato Hassen Hbiri, un cittadino tunisino di 35 anni nullafacente, indagato, insieme con altre diciassette persone, per reati in materia di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti effettuate nel periodo compreso tra il 2009 e lo scorso settembre. La banda era in grado di fornire non solo eroina, ma anche cocaina, hashish, marijuana e metadone, oltre al farmaco ipnotico-sedativo denominato Halcion. Gli acquirenti contattavano gli spacciatori formulando le loro richieste sulla base di un tariffario predefinito. Le consegne avvenivano, anche alla luce del giorno, in luoghi pubblici come parchi giochi, bar e negozi. Insomma un'organizzazione solida e collaudata che gestiva anche il traffico di urina "pulita" messa a disposizione degli assuntori che dovessero effettuare analisi biomediche per eludere i risultati degli accertamenti di laboratorio in relazione al possesso dell'idoneità fisica al mantenimento o al conseguimento della patente di guida. Hbiri, insieme a un altro tunisino catturato però dopo qualche giorno, era riuscito a fare inizialmente sparire le proprie tracce. A seguito dell'estensione del provvedimento restrittivo in ambito internazionale, l'uomo è stato rintracciato dalla Gendarmeria francese nella periferia della città transalpina di Metz, dover aveva trovato riparo per sfuggire alla cattura. Come previsto dalle disposizioni internazionali lo spacciatore è stato quindi scortato in territorio italiano dove ha trovato ad attenderlo i Carabinieri della Compagnia guidata dal capitano Enrico Zampolli, che gli hanno notificato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip Mariella Fino, su richiesta del Pm Benedetto Roberti. All'indagato sono stati contestati numerosi e reiterati episodi di spaccio di ingenti quantità di eroina, tra il 2013 e il 2015. Nel maggio 2015, a Pontelongo, i militari di Codevigo lo avevano arrestato in flagranza per la detenzione di 147 grammi di eroina destinata allo spaccio.

 

Il Mattino di Padova - Martedì 14 marzo
L'AUTISTA DI GIOVANNI FALCONE RACCONTA IL VALORE DELLA LEGALITÀ

PONTELONGO Il 23 maggio del 1992 era in macchina con Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo. Giuseppe Costanza era l'autista del giudice palermitano e quella Fiat Croma l'avrebbe dovuta condurre lui. Invece Falcone volle personalmente mettersi al volante per colmare quel breve tragitto che divideva l'aeroporto dalla propria abitazione. Costanza così si accomodò sul sedile posteriore. Quando, qualche minuto dopo, l'auto della scorta, all'altezza di Capaci, fu fatta saltare in aria, lui riuscì miracolosamente a salvarsi. Domani sera Giuseppe Costanza sarà a Pontelongo per testimoniare la sua personale vicenda che lo ha visto, suo malgrado, diventare protagonista di una delle stragi di Mafia più efferate della storia d'Italia. Una testimonianza che Costanza porta in giro per l'Italia, soprattutto nelle scuole, per trasmettere alle nuove generazioni i valori della legalità e della verità. L'evento è stato promosso dagli assessorati alla Cultura e alle Politiche sociali. Appuntamento alle 21 nella sala municipale di villa Foscarini Erizzo in via Roma.

 

Il Mattino di Padova - Martedì 14 marzo
CINQUANTADUENNE PORTATO IN CARCERE DAI CARABINIERI

PONTELONGO In esecuzione di ordine di cattura emesso dal Tribunale di Padova i carabinieri della stazione di Codevigo hanno arresto e condotto in carcere Massimo Battisti. L'uomo, un cinquantaduenne pregiudicato, dovrà scontare al penitenziario padovano Due Palazzi una pena di due anni, quattro mesi e ventotto giorni. Si tratta di un cumulo pene per vari reati, in materia di furto e di stupefacenti, commessi nel territorio provinciale nel periodo compreso tra il 2009 e il 2005. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Martedì 14 marzo
IL PONTECORR FUORI DALLA ZONA PLAYOUT
PONTELONGO Rialzare la testa e tornare a respirare. In Prima Categoria crisi alle spalle per il Pontecorr, che con le due vittorie consecutive contro Cavarzere e Medio Polesine ha messo per la prima volta entrambi i piedi fuori dalla zona playout. Stagione tribolata quella dei gialloverdi, che molti davano tra le favorite per l’alta classifica dopo la splendida cavalcata dello scorso anno, conclusa con l’eliminazione ai playoff nello spareggio con la Tagliolese. Un avvio sottotono ha, invece, messo in difficoltà la compagine di Pontelongo e spinto la dirigenza ad intervenire durante la sosta natalizia, con l’esonero di Samuele Broggio e l'arrivo di Alessio Pizzinato. Così il Pontecorr ha ripreso slancio, risalendo posizioni su posizioni fino ad uscire dalla zona-retrocessione. «È una stagione molto complicata», afferma il centrocampista Leonardo Favorido, uno dei pilastri della linea mediana gialloverde. «Alcuni giocatori importanti hanno avuto dei brutti infortuni e la buona sorte ci ha spesso voltato le spalle. Nel calcio ripetersi è sempre difficile: venivamo da un anno meraviglioso e ora lottiamo per la salvezza. Mister Pizzinato sta facendo un grande lavoro, soprattutto sul piano mentale, ma non dobbiamo dimenticare Broggio, che ci ha portati dalla Seconda sino ai playoff di Prima». Nelle ultime sei giornate sarà vietato sbagliare. «La squadra è unita e la società ci supporta in tutto e per tutto. Affronteremo “corazzate” come Tagliolese, CastelbaldoMasi e Scardovari, ma anche avversarie alla nostra portata. Scenderemo in campo con il sangue agli occhi ogni domenica». Matteo Lunardi

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 17 marzo
DA AUTISTA DEL GIUDICE FALCONE A PORTINAIO, COSTANZA SI RACCONTA A PONTELONGO

Una testimonianza forte, di quelle che lasciano senza parole e fanno sorgere mille domande. Un pubblico numeroso ha partecipato a Pontelongo all'incontro con Giuseppe Costanza, l'autista del giudice Giovanni Falcone. Il 23 maggio del 1992, il giorno della strage, erano insieme in una delle tre auto che si apprestavano alle 17.58, lungo l'A29, a superare lo svincolo di Capaci. Falcone volle mettersi alla guida a fianco della moglie Francesca Morvillo, così Costanza si accomodò nel sedile posteriore. Costanza era al fianco di Falcone dal 1984. Dopo l'attentato rimase in ospedale per oltre un mese. L'unico ad andare a fargli visita fu Paolo Borsellino. Rientrato in servizio, fu emarginato. Fu degradato da autista a portiere. L’amministrazione gli ha consegnato una targa. Costanza è sempre convinto che la mafia, in quell'attentato, abbia prestato solo la manovalanza. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Lunedì 20 marzo
A PONTELONGO L'OCA IN TAVOLA SECONDO LO CHEF SIVIERO A FAVORE DELLA RICERCA

Solidarietà a tavola per finanziare la ricerca scientifica. “Tavoli trasparenti”, l’iniziativa che coinvolge i primi 300 ristoranti italiani, fa tappa mercoledì a Pontelongo nello storico ristorante “Lazzaro 1915” con l’evento benefico a favore de “Il gusto per la ricerca”. Piergiorgio Siviero (in foto), chef del “Lazzaro 1915” propone una cena dedicata all’oca. I proventi della serata a “Il gusto per la ricerca”, mentre le donazioni saranno destinate a strutture impegnate nella ricerca scientifica pediatrica e nell’accoglienza dell’infanzia in difficoltà. Amore per la buona tavola e solidarietà: per l’occasione Siviero porta in tavola l’oca declinata in piatti di successo, partendo dalle carni dell’azienda agricola padovana di Michele Littamè: ecco il “gras” senza foie, il carpaccio d’oca, il raviolo di ravanello con rigaglie d’oca, royale d’oca alla diavola, taglierini con ciccioli d’oca, petto d’oca laccato al miele e altro, il tutto abbinato alla birra Antoniana. Costo 65 euro, prenotazione al n.049.9775072. (n.s.)

 

Il Mattino di Padova - Sabato 25 marzo
MURATORE CADE

PONTELONGO Infortunio sul lavoro venerdì pomeriggio alla casa di riposo Galvan. P.S., un operario moldavo di 60 anni, dipendente di una ditta che sta effettuando dei lavori edili all'edificio, è accidentalmente caduto da un'impalcatura. Dopo un volo di due metri e ha sbattuto a terra con la zona lombosacrale ed è finito all’ospedale. Sul posto lo Spisal e i carabinieri di Codevigo. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 29 marzo
CONGRESSO PD, TRA GLI ISCRITTI RENZI AL 60% E ORLANDO AL 38%

di Claudio Malfitano Matteo Renzi al 60%, il ministro della Giustizia Andrea Orlando al 38,5% e il governatore della Puglia Michele Emiliano fermo all’1,5%. Il Pd padovano dunque diventa moderatamente renziano. Almeno secondo i risultati registrati quando siamo a metà del voto degli iscritti nei circoli, che si concluderà il prossimo 2 aprile. Il 30 aprile invece sono in programma le primarie, aperte a tutti, per la scelta del segretario. Ma tra i problemi che i nuovi dirigenti dovranno affrontare c’è quello del drammatico crollo della partecipazione, frutto anche della recente scissione che ha visto protagonisti in città l’ex sindaco Flavio Zanonato e il consigliere regionale Piero Ruzzante. L’ex premier in testa. Le previsioni per il risultato finale sono di un’ulteriore accelerazione per l’ex presidente del consiglio che dovrebbe attestarsi attorno al 65% mentre il ministro della Giustizia potrebbe scendere attorno al 35%. Un ribaltamento rispetto a quattro anni fa: nel 2013 infatti, al precedente congresso, il voto dei circoli nel Padovano finì con Cuperlo al 44,8%, Renzi al 39,7%, Civati al 14,8% e Pittella allo 0,8%. Nel frattempo però molto è cambiato tra i dem: oggi c’è un partito che, come un serpente, sembra nel pieno di una muta di pelle. Senza la scissione e la nascita di Articolo1 Mdp, infatti a Padova avrebbe con molta probabilità vinto Orlando. Si nota infatti un calo di partecipazione rispetto agli iscritti (dove sono ancora contati anche gli “scissionisti”), e in particolare in circoli tradizionalmente orientati a sinistra, come Savonarola e Voltabarozzo, dove ha votato la metà degli iscritti. I feudi di Orlando. Nelle assemblee di circolo, fino ad oggi, la mozione di Andrea Orlando ha vinto in città soltanto a Forcellini-Terranegra e a Savonarola-Porta Trento. In provincia invece ha vinto bene ad Abano Terme (33 a 22) e ha conquistato i circoli di Conselve, Battaglia, Ponte San Nicolò, Saonara, Selvazzano e Villa del Conte. Mentre il governatore della Puglia Michele Emiliano ha raggranellato appena 8 voti, due dei quali al circolo di Santa Croce. L’Alta per Renzi. Per quanto riguarda i renziani invece si assiste a una larga maggioranza nei circoli dell’Alta e del Piovese: a Camposampiero Renzi vince 21 a 3, a Galliera 12 a 3, a Pontelongo 13 a 1 e a Legnaro 10 a 1. Sono le zone in cui il Pd è più tradizionalmente legato all’eredità democristiana, mentre è più debole la componente degli ex Ds. In città vittoria netta per Renzi a Camin: 9-0. E alla Guizza con un 13-6. Il circolo più spaccato finora è stato quello di Forcellini, dove è finita 22 a 20 per Orlando. Chi sta con chi. A presentare la mozione Renzi-Martina (l’ex premier infatti è in tandem con il ministro dell’Agricoltura) l’altra sera alla Guizza c’era Alessandro Zan, che è coordinatore assieme al senatore Giorgio Santini. Con loro i parlamentari Gessica Rostellato, Gianpiero Dalla Zuanna, Giulia Narduolo, e gran parte delle componenti del partito. Nella mozione Orlando si trovano i parlamentari Alessandro Naccarato (coordinatore nazionale della campagna), Vanessa Camani e la bindiana Margherita Miotto. A loro si uniscono gli esponenti di ReteDem, cioè gli ex “civatiani” rimasti nel partito. Michele Emiliano invece non ha alcun rappresentante nel Padovano, tanto che la mozione nelle assemblee dei circoli spesso non viene presentata. Affluenza in calo. Non particolarmente buoni sono i dati sull’affluenza. La stima finale è che voteranno circa 1.500 iscritti sui 2.544 totali. Un calo dovuto soprattutto alla scissione, con l’uscita di una parte del partito, e alla disaffezione che si percepisce in particolare nella sinistra dei dem. Ora toccherà a Renzi provare a ridare motivazioni ai propri iscritti.

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 31 marzo
FUGA DEI MACCHINISTI, I TRENI RISCHIANO LO STOP

«Il problema esiste, ma non certo nei termini indicati dal sindacato», ribatte Gian Michele Gambato. «Sino ad oggi si sono dimessi solo 8 macchinisti, quasi tutti per andare a lavorare con le società private che effettuano trasporto merci anche nel Veneto. Non posso prevedere niente per il futuro. In compenso ci stiamo già organizzando per formare nuovi macchinisti. Del resto cosa devo fare? Se, in futuro, non avremo macchinisti disponibili, non potrò fare altro che tagliare un parte del servizio. Trovo strano la totale liberalizzazione delle patenti quando anche noi di Sistemi Territoriali abbiamo speso tanti soldi per la formazione dei nostri dipendenti avvenuta, dopo la teoria, a bordo dei treni. Noi siamo obbligati a chiudere i bilanci in pareggio e, quindi, più di tanto non possiamo fare. Peraltro la Legge Madia ha bloccato le assunzioni. In pratica siamo davanti ad un problema a caratura nazionale, che dovrebbe essere preso in mano dalla classe politica». (f.pad.)di Felice Paduano wPIOVE DI SACCO I treni gestiti da Sistemi Territoriali, società controllata al 100% dalla Regione Veneto e che effettuano servizio pubblico sulle tratte Mestre-Piove di Sacco-Pontelongo-Adria, Chioggia-Adria-Rovigo e Verona-Legnago-Badia Polesine-Rovigo, rischiano di restare, in tempi medio-brevi, senza macchinisti. Questo perché dal primo gennaio sono state liberalizzate le patenti per guidare i treni, compresi quelli che trasportano merci di vario genere; numerosi macchinisti, dipendenti della società regionale guidata da Gian Michele Gambato, esponente di rango di Confindustria Veneto, si stanno dimettendo per essere assunti, già nei prossimi mesi, dalle Ferrovie dello Stato oppure dalle tante società private di trasporto ferroviario, che, ad esempio, nel Veneto lavorano anche all’interno del Porto di Venezia, dell’Interporto di Padova e del Quadrante Europa di Verona. Tutto questo perché possono guadagnare di più. La conferma della “fuga” dei macchinisti da Sistemi Territoriali, la cui sede centrale è a Padova, in Piazzetta Zanellato (280 dipendenti, dei quali 50 macchinisti), arriva dagli uffici veneti di Rfi ed anche da Renzo Varagnolo, segretario regionale della Filt-Cgil e da Andrea Castellan, co-segretario della Filt di Padova, peraltro dipendente di Sistemi Territoriali. «I lavoratori di Sistemi Territoriali hanno il contratto degli autoferrotranvieri, mentre quelli di TrenItalia godono del contratto storico dei ferrovieri di Fs», osserva Varagnolo. «Tanti macchinisti preferiscono avere il contratto targato Fs perché, in genere, hanno stipendi più alti e una normativa più a loro vantaggio». Esplicito il commento del macchinista Castellan: «Molti miei colleghi se ne stanno andando da Sistemi anche per andare a lavorare nelle tante società private, che offrono più soldi per guidare i treni che, dal Veneto, trasportano le merci e i container nei principali porti d’Europa, leggi Genova, La Spezia, Napoli, Gioia Tauro, Rotterdam, Amburgo, Le Havre. Tra l’altro la fuga dei macchinisti è destinata a crescere perché i dirigenti di Sistemi Territoriali, sino ad oggi, non hanno saputo sviluppare alcun tipo di progetto di rilancio sulle linee di competenza, come, invece, hanno fatto i loro colleghi sulle linee gestite da Trenord in Lombardia e su quelle della Fer, in Emilia Romagna». Non a caso, proprio nei giorni scorsi, l’assessore regionale Elena Donazzan ha tenuto una conferenza stampa per pubblicizzare un nuovo corso di formazione professionale per 23 macchinisti e tecnici della mobilità, tenuto alla Fondazione Its Marco Polo.

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