Benvenuto nella Rete Civica del Comune di PONTELONGO (PD) - clicca per andare alla home page

 indirizzo: via Roma, 271 - 35029 Pontelongo (Pd)  telefono: 049/9775265  fax: 049/9775565  e-mail: segreteria@comune.pontelongo.pd.it  posta elettronica certificata: comunepontelongo.pd@legalmailpa.it  p.iva: 01833500281  cod.fiscale: 80009850282
 Codice fatturazione elettronica: UFGV7W

cerca nel sito
motore di ricerca
HOME » Dai giornali locali | 2017 | Febbraio 2017

clicca per stampare il contenuto di questa paginastampa

scritto da Amministratore   01/03/2017

Febbraio 2017

Il Mattino di Padova - Giovedì 2 febbraio
RINCARO DELL’11% IN DUE ANNI NELLE TARIFFE DI ETRA E ACEGAS

di Claudio Malfitano PADOVA Scattano i rincari nelle bollette dell’acqua. E in due anni la tariffa ha fatto un balzo di oltre l’11% sia per Padova che per i comuni dell’Alta e della zona dei Colli. Il rialzo è scattato dal primo gennaio, anche se il via libera da parte dell’Autorità nazionale per l’energia elettrica, il gas e il sistame idrico è arrivato lo scorso 19 gennaio. Per il 2017 il rincaro è del 5,97% per AcegasApsAmga che gestisce il servizio idrico per Padova, Abano, Arzergrande, Brugine, Codevigo, Cona, Correzzola, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo e Sant’Angelo di Piove. Più contenuto, cioè del 3,6%, invece il balzo della tariffa di Etra, che si gestisce l’acqua in 44 comuni del Padovano: tutti quelli dell’Alta, più Saonara e tutta l’area dei Colli (a parte Abano). Le tariffe approvate dall’Authority nazionale sono quelle predisposte e approvate dall’assemblea dei sindaci dei due consigli di bacino che si occupano del servizio idrico: il Bacchiglione per l’area di Acegas e il Brenta per quella di Etra. Ogni azienda prevede delle agevolazioni per le famiglie numerose. Acegas applica uno sconto del 10% se il nucleo familiare è composto da 6 persone, meno 15% per 7, meno 20% per 8 e meno 25% per 9 o più. Il servizio idrico integrato. Negli anni scorsi la tariffa dell’acqua, grazie alla creazione di una Authority nazionale è stata razionalizzata, così da parametrarla al servizio che i cittadini ricevono. Nelle bollette dell’acqua infatti finiscono anche i costi dei lavori di miglioramento di condotte e tubature realizzati dalle aziende. In particolare le aziende gestiscono il cosiddetto «Servizio idrico integrato», cioè si occupano della gestione dell’acquedotto dalle falde sino alle utenze, ma anche della fognatura con la raccolta delle acque di scarico e della depurazione delle acque reflue. La bolletta dunque non serve a coprire solo il consumo effettivo di acqua ma anche tutti gli altri servizi. Le tariffe dell’acqua. Il processo per arrivare alle tariffe è dunque complesso. Ecco come funziona. L’Authority nazionale stabilisce il “moltiplicatore tariffario”: è una formula piuttosto complicata che prende in considerazione diverse variabili: i ricavi stimati per i gestori, il tasso di inflazione, un fattore di ripartizione e un limite di prezzo. Poi tocca ai Consigli di bacino (che una volta erano le Autorità d’ambito, dette anche Ato), formati dai sindaci del territorio. Hanno il compito di preparare un piano degli interventi con tutti i lavori necessari all’acquedotto e alla rete fognaria, interpretando le esigenze del territorio. In più calcolano i costi di gestione (tra materie prime, servizi e personale) e elaborano una proposta di tariffa. Che poi viene nuovamente approvata dall’Authority. L’ok definitivo alle tariffe per il quadriennio 2016-2019 è arrivato lo scorso 19 gennaio. Le fasce di utenza. Le tariffe si dividono nei diversi servizi offerti: c’è l’utenza completa, quella di chi utilizza acquedotto, fognatura e depurazione. E chi utilizza invece solo l’acquedotto. Poi c’è chi usufruisce solo di acquedotto e fognatura: la sentenza della Consulta numero 335 del 2008 ha stabilito che gli utenti che non sono allacciati a un impianto di depurazione non devono pagare quella quota di tariffa che copre appunto la depurazione. Questo ovviamente non vale per il Comune di Padova che è dotato di depuratore. La tariffa si divide in una quota fissa annuale e poi una quota variabile divisa per fasce di consumo. Le tariffe inoltre sono differenziate tra residenti e non residenti. E anche per tipi di utenza: oltre alla residenziale, c’è quella agricolo-zootecnica che riguarda le coltivazioni e gli allevamenti; l’allacciamento produttivo è quello riservato alle utenze industriali; e infine i "grandi utenti qualificati", cioè ospedali, case di cura e di riposo. La componente perequativa. Oltre alle normali tariffe stabilite dai Consigli di bacino nella bolletta c’è una componente in più, introdotta dal 2013 dall’Authority. Si chiama UI1: si tratta di un’aggiunta “perequativa” che serve a compensare le agevolazioni tariffarie applicate nelle zone colpite dai terremoti in Emilia (nel 2012) e poi nel Centro Italia. Un segnale di solidarietà che “pesa” per 0,04 centesimi per ognuna delle componenti della tariffa (acqua, fognatura e depurazione).

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 3 febbraio
RAPINA UNA TABACCHERIA A FELTRE: «NON MI RICORDO NULLA»

PONTELONGO È fissata per questa mattina a Feltre (Bl) l’udienza di convalida dell’arresto dell’uomo accusato della rapina di mercoledì alla tabaccheria Ricci in Largo Castaldi, a Feltre. Il giovane si chiama Abdellatif Khetta, è nato nel 1989 in Marocco ma da molti anni risiede e Pontelongo. Ieri il suo avvocato, Pierangelo Conte, ha parlato con lui in carcere a Baldenich, tentando di ricostruire i fatti. Dall’agosto del 2015 al primo febbraio (cioè il giorno della rapina), per un precedente specifico, Khetta si trovava alla comunità Dumia di Feltre, inserito in un programma di terapia e riabilitazione dall’uso di stupefacenti. Il giovane era stato affidato in prova alla Dumia attraverso i servizi sociali per scontare la pena e, a quanto pare, aveva superato il periodo con esito positivo. Qualcosa però non ha funzionato. Nella serata del 30 gennaio, infatti, Khetta è stato ricoverato all’ospedale di Feltre con i sintomi dell’overdose, dichiarando di aver assunto eroina con intento suicida. Sottoposto a ossigenoterapia, il giovane ha trascorso la notte nel reparto di psichiatria, dal quale è stato dimesso il 31 gennaio. Pare che oltre ad avere problemi di dipendenza, l’indagato soffra anche di disturbi psichiatrici. Lui stesso ha spiegato al suo avvocato di non ricordare con precisione cosa ha fatto mercoledì e si dice disperato per il suo gesto e per essersi rimesso nei guai. Armato di pistola giocattolo, l’uomo è entrato nella tabaccheria intorno alle 15 minacciando la commessa: «Dammi i soldi o ti faccio male», le ha detto e lei non ha potuto fare altro che consegnare tutto quello che poteva: 5 euro che aveva nel portafogli e la cassa, praticamente vuota a quell’ora, visto che a fine mattinata era stato versato in banca l’incasso della mattinata. Con un bottino di 10 euro, il giovane è uscito dalla tabaccheria e si è messo a vagare per il centro, mentre la ragazza urlava «aiuto, aiuto!» ma nessuno dei passanti ha mosso un dito per soccorrerla. A quel punto la giovane ha chiamato i carabinieri di Feltre che si sono subito attivati in forze per rintracciare il rapinatore, trovato e arrestato rapidamente proprio perché non era scappato. Oggi, davanti al giudice Federico Montalto e al pm Marco Faion, l’avvocato Conte si rimetterà per la convalida dell’arresto e chiederà la misura meno afflittiva possibile, cioè gli arresti domiciliari alla Dumia o al Sert.

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 3 febbraio
PIOVE E PONTELONGO PROVANO L’UNIONE DELLE CASE DI RIPOSO

di Alessandro Cesarato PIOVE DI SACCO Prove tecniche per creare un grande Comune della Saccisica. Si parte intanto con il progetto di aggregazione delle case di riposo. A muovere i primi passi concreti sono stati Piove di Sacco e Pontelongo che, dopo una serie di incontri preliminari, hanno deciso di intavolare un ragionamento complessivo sulla condivisione di alcuni servizi con la prospettiva finale di una fusione degli enti municipali. Un obiettivo ritenuto oggi alla portata, che potrà essere catalizzatore di fondi e di opportunità. I finanziamenti, specie quelli europei, sono infatti sempre più indirizzati a vasti territori dotati di una propria identità e capaci di proporre progetti che valorizzino tessuti e reti socioeconomiche nelle quali siano applicabili anche economie di scala. Un tavolo di lavoro, quello dei due comuni, che lascia la porta spalancata a chiunque volesse effettivamente mettersi in gioco seriamente per l’aggregazione. In tale ottica si è voluto partire con un primo segnale concreto: la fusione delle case di riposo del Craup di Piove di Sacco con la “Galvan” di Pontelongo. In un incontro tenutosi nei giorni scorsi sindaci e presidenti delle strutture hanno condiviso, infatti, la necessità di avviare quanto prima il percorso di fusione per mettere insieme i rispettivi punti di forza e di debolezza. Il Craup “Umberto I” gestisce tre strutture residenziali (due a Piove di Sacco e una a Stra), con due centri diurni e due sezioni per l’assistenza alle persone in stato vegetativo. Il Centro servizi Galvan di Pontelongo è una struttura residenziale destinata all’accoglimento e all’assistenza socio sanitaria di anziani in condizione di non autosufficienza con 90 posti e fornisce anche servizi di natura territoriale come quello di assistenza domiciliare e di fornitura di pasti caldi in favore di anziani in stato di disagio e di alunni frequentanti le scuole del territorio. Tali aggregazioni sono, peraltro, ben viste anche dalla Regione. La fusione di due eccellenze del territorio, che hanno saputo investire nel rinnovamento e in un’offerta in termini di servizi di alta qualità, dovrebbe portare ad avere così una struttura moderna e all’avanguardia. Anche perché, in un territorio che ha una soglia di invecchiamento del 136%, è necessario essere preparati nell’affrontare la presa in carico e l’assistenza dell’anziano. «Sono molto soddisfatto di questo punto di partenza» afferma il sindaco di Piove, Davide Gianella, «perché così il nostro territorio sarà in grado domani di dare risposte in termini di assistenza agli anziani alle nostre famiglie». «È arrivato il momento», gli fa eco la collega di Pontelongo Fiorella Canova, «di vincere sterili campanilismi per assicurare servizi efficienti ai nostri cittadini. La scelta di avviare percorsi per strette collaborazioni o fusioni non è più procrastinabile». Anche i presidenti delle case di riposo sottolineano gli aspetti positivi del progetto. «Abbiamo», spiega Paolo Lovato della Galvan, «peculiarità e specializzazioni di eccellenza. Attivare sinergie significherebbe ottimizzare i servizi di assistenza al territorio, ponendo al centro le esigenze di assistenza dell’anziano». «Accolgo positivamente gli indirizzi politici dei nostri sindaci», aggiunge Antonietta Ranzato del Craup, «non solo per contribuire, anche con i nostri servizi, a realizzare economie di scala e contenimento di costi, ma per avviare anche nuovi processi organizzativi e gestionali e forme di collaborazione e di confronti qualitativi. Le nostre strutture rispondono ai bisogni dei nostri ospiti e alle numerose

attese dei familiari di tutta la Saccisica. Nuove sfide necessitano il consolidamento dei nostri servizi e l’implementazione di altri adeguati e rispondenti alla nostra realtà come l’assistenza domiciliare riabilitativa e le strutture intermedie di ospedale di comunità che possono utilizzare e valorizzare le competenze professionali maturate nei nostri enti».

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 3 febbraio
WORKSHOP SUL BACCHIGLIONE PER UN TURISMO SOSTENIBILE
PONTELONGO L’idrografia europea come patrimonio culturale. È questo il tema del workshop gratuito aperto a tutti che si terrà oggi alle 20.30 nella sede municipale di villa Foscarini (nella foto). Il fiume Bacchiglione è stato individuato e censito come uno dei casi di studio più rilevanti all’interno del progetto europeo Eu.Wat.Her di cui l’Università Ca’ Foscari è capofila. Si tratta di un nuovo metodo partecipativo non solo per elaborare strategie comuni per rilanciare le vocazioni ricreative e sportive legate all’antica navigazione fluviale ma anche per produrre nuove App sul turismo sostenibile. Nel corso della serata ci sarà spazio anche per una discussione aperta, domande e la distribuzione di questionari per il coinvolgimento della comunità locale. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 3 febbraio
BEACH, È REAL QUELLO DI VILLATORA
PADOVA La Real Beach di Padova si sta sempre più affermando come una realtà del volley del territorio. Sia a livello organizzativo, sia legato ai risultati. Domenica scorsa si è giocata la prima giornata del campionato invernale per società: alla manifestazione, che ha visto 560 atleti impegnati su 17 campi d'Italia, ha preso parte anche la Real Beach di Padova, sotto rete in quattro diverse categorie, e teatro di un raggruppamento nella sua struttura a Villatora di Saonara. Nella tappa di Mantova ha ottenuto il terzo posto nella categoria Pro sia nel settore maschile (Marianni, Bovolenta, Maniero e Chinellato), sia in quello femminile (Ferrazzo, Arboit, Barbuiani e Guidi). Sui campi di Villatora, invece, nella categoria 2x2 amatoriale maschile affermazione per Delle Donne, Canella, Daniele e Fregonese e vittoria anche a Modena, con Anselmi, Giuliani, Marangoni e Modolo, prime fra le donne. Tre di coppa. Si avvicina l'atto conclusivo della Coppa Veneto. Nel trofeo maschile semifinale tutta padovana tra Vergati Eagles e Zr Impianti, due squadre che si stanno sfidando anche in campionato e che giocheranno il 14 febbraio a Mestrino e il 2 marzo a Bagnoli. In Coppa Veneto femminile, invece, l'ultima padovana in corsa è il Legnaro Pgs 2000, che il 15 febbraio ospiterà il Dolo, cui farà visita il 28. Under 13 3x3. Torna il campionato Under 13 maschile 3x3, che permette di aumentare le opportunità di gioco per le fasce più giovani. Domenica a Codiverno, dalle 15, con l'organizzazione del Campodarsego, il primo concentramento vedrà in campo Silvolley Tosatto, Cds Bianca, Silvolley De Marchi e Cds Azzurra. Seguiranno il 12 Cittadella e Fossò, e il 19 Massanzago e Altichiero. Minivolley. Domenica si va in campo a Pontelongo con il quadrangolare organizzato dal Pool Volley. (d.z.)

 

Il Gazzettino (online) - Venerdì 3 febbraio
TRE COLPI IN 24 ORE, RAPINATORE MAROCCHINO ERA IN PROVA IN UNA COOP

BELLUNO - Rapinatore seriale per comprarsi la droga: è  Abdellatif Khetta, 27enne marocchino, residente a Pontelongo (Padova) ma domiciliato alla coop tossicodipendenti Dumia, è l'uomo che mercoledì pomeriggio alle 15.05 è entrato alla tabaccheria Delaito di Largo Castaldi e ha messo a segno una rapina. Puntando la pistola contro la proprietaria ha urlato: «Dammi i soldi o ti faccio male». È uscito con soli 10 euro: tutto quello che aveva la tabaccaia.
Quella era la sua sesta rapina. Per questo ha agito come un rapinatore consumato. E lo è: suo il record di 3 rapine in meno di 24 ore. Avvennero a Padova a cavallo del Ferragosto 2013, ma quella non era la sua prima volta. Aveva iniziato appena ventenne con due colpi sempre ai danni di edicole e supermercati: venne fermato dopo un anno tradito da un mozzicone di sigaretta. Le cronache riportano un totale di 5 rapine messe a segno dei negozianti e alcuni precedenti per droga: quando comincia, nel 2008, è in cura al Sert.
Abdellatif è  diplomato perito meccanico grazie alla solida famiglia (papà con una macelleria a Piove di Sacco, mamma e due fratelli). Proprio il papà, dopo i primi guai con la giustizia del figlio emerse con le perquisizioni effettuate dai carabinieri, voleva rispedirlo in Marocco.

 

Il Mattino di Padova - Sabato 4 febbraio
IN BREVE

PONTELONGO Ricordo di Capovilla Il circolo Auser "Il ponte" promuove un incontro per ricordare monsignor Loris Capovilla, storico segretario di Papa Giovanni XXIII, nato in paese nel 1915 e mancato lo scorso maggio dopo essere stato nominato cardinale da Papa Francesco. Saranno proiettati un video e presentate testimonianze. Interverranno monsignor Giorgio Facchin, don Gianfranco Zenatto e lo scrittore Edoardo Pittalis. Appuntamento oggi alle 15 nella casa delle associazioni di via Martiri d'Ungheria. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Domenica 5 febbraio
UNA DISCARICA DAVANTI ALL’ECOCENTRO

Una vera e propria discarica di immondizie di ogni genere proprio accanto all’ingresso dell’ecocentro di Pontelongo: è il deplorevole spettacolo che si sono trovati di fronte i cittadini che ieri mattina si sono recati nel deposito di via Dante per consegnare i rifiuti.

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 8 febbraio
INCONTRO CON ERNESTO OLIVERO

Il fondatore del Sermig (Servizio missionario giovani) Venerdì sera in municipioIn vista del Mondiale dei giovani della pace del 13 maggio a Padova, venerdì, ore 20.45, l'attivista e scrittore Ernesto Olivero (nella foto) terrà un incontro al municipio di Pontelongo. Origini salernitane, Olivero ha fondato nel 1964 il Sermig (Servizio missionario giovani) di Torino, che in collaborazione con l'agenzia Armando Testa ideò una bandiera della pace diventata il simbolo dell'Arsenale. Dal 1983, grazie al lavoro volontario di molte persone, l'edificio è stato trasformato in una sorta di monastero metropolitano, che funge da punto di incontro fra culture, religioni e schieramenti diversi dando ospitalità a madri sole, carcerati, stranieri e persone disagiate. Amico personale di Madre Teresa di Calcutta e Papa Giovanni Paolo II, che hanno avanzato la sua candidatura al premio Nobel per la pace, Olivero porterà una testimonianza del suo impegno solidale e dei giovani, che lo affiancano nell’attività. (m.r.)

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 9 febbraio
ABBRACCIA UN UOMO MATURO E GLI SFILA IL PORTAFOGLI GONFIO
LEGNARO I carabinieri della locale stazione hanno denunciato per furto una nomade senza fissa dimora. Alcuni mesi fa era riuscita a circuire un anziano e a sottrargli, con destrezza, il portafogli. L.D., che ora ha 21 anni, è una ragazza già nota alla giustizia per episodi simili. I fatti che hanno portato all’ultima denuncia risalgono allo scorso 7 novembre. A Piove di Sacco un uomo di 72 anni residente a Pontelongo, mentre si trovava in via Jacopo da Corte, era stato avvicinato dalla ragazza che, con una scusa, lo aveva abbracciato in maniera molto calorosa. Peccato non fosse un gesto d’affetto ma semplicemente un espediente per sottrarre dalla tasca dei pantaloni del malcapitato il portafogli con 500 euro in contati. Il derubato, che sulle prime non si era accorto di nulla, non appena aveva realizzato cosa era successo, si era subito recato dai militari per denunciare il furto. Il lavoro di indagine ha portato a identificare la ladruncola che è stata così denunciata. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 10 febbraio
BULLISMO, SCUOLA E FAMIGLIA VIA AGLI INCONTRI PER GENITORI

PONTELONGO Al via il nuovo ciclo di appuntamenti “Genitori incontriamoci” promosso dall’assessorato alle Politiche sociali. «Quest’anno», spiega l’assessore Alessandro Barbierato, «le serate sono state pensate in collaborazione con gli insegnanti delle scuole del paese. Inoltre, oltre al Comune, le scuole stesse metteranno a disposizione gli ambienti per gli incontri serali aperti ai genitori, agli educatori e tutta la comunità». Il primo incontro si terrà stasera alle 20.45 in villa Foscarini ed avrà come ospite Ernesto Olivero, fondatore del Sermig e dell’Arsenale della pace di Torino. Giovedì 16 febbraio alle 9.30 in municipio si terrà la conferenza-spettacolo sul bullismo con l’attore Fabrizio Palma. Venerdì 17 febbraio alle 20.45, alla scuola statale “Montessori”, interverrà Gabriella Tognon, consulente familiare e collaboratrice dell’ufficio famiglia della Diocesi di Padova, che tratterà il tema: “L’importanza di dire dei no ai figli”. Ultimo appuntamento venerdì 23 febbraio alle 20.45, alla scuola dell’infanzia e primaria paritaria “Galvan”, con Roberto Pittarello che parlerà dell’importanza della comunicazione fra scuola e famiglia in quanto agenzie educative. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 10 febbraio
RAPINÒ LA TABACCAIA INCASTRATO DA VIDEO E ABITI

di Alessandro Cesarato CORREZZOLA Individuato e arrestato il responsabile della rapina commessa sabato scorso nella frazione di Concadalbero ai danni di una tabaccaia. Si tratta di Mustapha Es Sabery, un cittadino marocchino di 21 anni, clandestino in Italia. Quando i carabinieri della stazione di Codevigo lo hanno rintracciato l’altra notte in un bar a Pontelongo, indossava ancora gli stessi abiti che aveva utilizzato per compiere la rapina. Sottoposto a una meticolosa perquisizione all’interno del suo domicilio, un appartamento proprio a Pontelongo e che condivideva con un connazionale, i militari hanno ritrovato e sequestrato tutti gli indumenti usati in occasione del reato, oltre a 130 euro in contati della cui provenienza il ragazzo, privo di qualsiasi lavoro, non ha saputo fornire giustificazioni plausibili. La rapina era stata commessa sabato scorso, poco dopo le 20, quando la proprietaria di una tabaccheria di via Giotto, una cinquantunenne del posto, dopo aver chiuso il negozio, si stava dirigendo verso la sua auto parcheggiata nelle vicinanze. Una volta salita a bordo del veicolo era stata però raggiunta da uno sconosciuto, vestito di scuro e con il volto parzialmente travisato da una sciarpa, che, dopo avere spalancato all’improvviso la portiera destra della macchina, aveva afferrato la borsa della donna che conteneva circa 1.500 euro, un telefono cellulare e vari assegni bancari. Presa dal panico, la tabaccaia aveva tentato di abbozzare una reazione, aggrappandosi con tutte le sue forze alla borsetta, ma il marocchino, con gravi minacce, l’aveva costretta a desistere. Il malvivente era poi fuggito salendo su un’auto di colore chiaro parcheggiata poco lontano, al volante della quale c’era un complice ad attenderlo. I carabinieri di Codevigo, raccolta la denuncia, si sono dati da fare, accertando, grazie alle immagini registrate da un sistema di videosorveglianza, che poco prima di aggredire la donna, l’uomo, per scrutarne i movimenti, era entrato in un vicino esercizio commerciale. La sua presenza sul posto della rapina è stata inoltre confermata dalle immagini estrapolate dalle telecamere della stessa tabaccheria. A incastrarlo definitivamente è stata infine la vittima che, malgrado non lo avesse visto in faccia, ha riconosciuto gli indumenti che le sono stati mostrati dai militari una volta eseguito il fermo. Accusato di rapina aggravata in concorso, Mustapha, per il quale è stato rilevato il pericolo di fuga, si trova ora in carcere a Padova a disposizione dell’autorità giudiziaria.


 

Il Mattino di Padova - Domenica 12 febbraio
IN BREVE

PONTELONGO Arrestato per reati legati agli stupefacenti I carabinieri della stazione di Codevigo hanno eseguito venerdì un ordine di carcerazione nei confronti di Leonardo Redi. L'uomo, 36 anni, è stato portato al carcere Due Palazzi di Padova dove dovrà scontare due anni, sei mesi e venti giorni di reclusione. È stato condannato per una serie di reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. (al.ce)

 

Il Mattino di Padova - Martedì 14 febbraio
L’AUTO PIOMBA NEL FIUME POLIZIOTTO MUORE ANNEGATO

di Alessandro Cesarato PONTELONGO Filippo Mabea aveva compiuto 44 anni lo scorso 2 novembre. Era un poliziotto esemplare della sezione scientifica di Padova. Era anche un marito affettuoso e un papà amorevole. Ieri mattina, mentre stava smontando dal turno di notte, con la sua auto è finito nelle gelide e torbide acque del fiume Bacchiglione. Per lui non c'è stato nulla da fare. I sommozzatori dei vigili del fuoco non hanno potuto fare altro che recuperare la salma rimasta intrappolata nel veicolo. Una morte assurda. Una fine inspiegabile e inaccettabile, quella di Mabea. Una tragedia per la sua famiglia e non solo. Lascia la moglie Milena Perini e i figli di sette e cinque anni. Con loro abitava a Correzzola, proprio nel centro della frazione di Villa del Bosco, dove tra l'altro era nato e cresciuto. L'incidente mortale intorno alle 7.30 di ieri in via Roma, la strada arginale che da Bovolenta porta a Pontelongo costeggiando l’argine sinistro del Bacchiglione. Per cause ancora tutte al vaglio degli inquirenti, l'Opel Corsa di colore bianco condotta dal polizotto è improvvisamente uscita di strada, correndo giù lungo l'argine e finendo in acqua prima di sprofondare irrimediabilmente. Prima un volo lungo una discesa interminabile, quindi un tuffo impressionante nel letto del fiume, con il veicolo arrivato quasi in mezzo al grande e profondo corso d'acqua. La ricostruzione del dramma. Le ipotesi più attendibili formulate subito dopo l'accaduto fanno ritenere che la disgrazia sia da attribuirsi a un colpo di sonno o a un malore fatale Ad accorgersi dell'auto che stava finendo in canale sono stati alcuni automobilisti, che hanno subito chiamato i soccorsi. Un altro automobilista, che sopraggiungeva alle spalle della vittima, avrebbe visto il veicolo uscire di strada senza neppure frenare. Tutto dovrà essere chiarito in fase di indagine. I soccorsi. Insieme ai vigili del fuoco sono arrivati anche i sommozzatori, che sono scesi in acqua per tentare un disperato salvataggio dell'uomo. Il tratto stradale, per permettere le operazioni, è stato chiuso al traffico, con la Polizia locale e i carabinieri che hanno deviato i mezzi su una viabilità alternativa. Sul ponte che attraversa il fiume all'altezza del municipio molte persone si sono fermate per assistere sconsolate alle operazioni di soccorso. La moglie. «Filippo mi ha telefonato alle 7.20», racconta la moglie Milena, «dicendomi che sarebbe arrivato a casa nel giro di un quarto d'ora. Non vedendolo rientrare, ho provato a richiamarlo, ma il telefono ha continuato a suonare a vuoto». Quando il destino si accanisce, non risparmia nulla e nessuno. Mai avrebbe pensato che quella sarebbe stata l'ultima volte che avrebbe sentito la sua voce. Milena Perini è un medico del lavoro. Ieri mattina aveva un appuntamento in municipio proprio a Pontelongo. Così, dopo essersi preparata, non vedendo arrivare il marito ha portato uno dei figli, colpito da un male di stagione, a casa della suocera, e l'altro a scuola. A recuperarli, come era capitato tante volte, ci avrebbe poi pensato il papà che stava tornando a casa. L’atroce sorpresa. Quando, verso le 8.30, Milena è arrivata a Pontelongo, la strada arginale nei pressi del municipio era già stata chiusa e interdetta al transito. Vigili del fuoco e carabinieri erano in fermento. «Ho avuto un tuffo al cuore», ha svelato con tristezza. «Ho capito tutto subito». Davanti ai suoi occhi l'Opel Corsa, la sua Opel Corsa, è stata recuperata dal fondo del Bacchiglione. A lei, spettatrice inconsapevole di una scena che mai avrebbe voluto vivere e vedere, è spettato lo straziante compito di riconoscere il marito nel corpo senza vita estratto dall’abitacolo e dargli un nome. Le operazioni di recupero del corpo e dell'auto sono durate tutta la mattinata. I vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per diverse ore. Il fratello. Sul luogo dell'incidente è arrivato anche Alessandro Mabea, fratello minore di Filippo, anch'egli poliziotto. I carabinieri hanno nel frattempo effettuato tutti i rilievi. Nel frattempo molti colleghi di Filippo, chi in divisa chi in borghese, hanno voluto portare il loro sostegno al fratello e collega direttamente sul posto. Le indagini. Sulla salma di Filippo Mabea è stata disposta l'autopsia per chiarire quali siano state le cause del decesso. È annegato oppure, quando è piombato con l’auto in acqua, qualcosa era già successo? Intanto, rispettando le sue disposizioni testamentali, sono state donate le cornee. Fino alla fine, e anche oltre, Filippo ha saputo essere un esempio di generosità.

 

Il Mattino di Padova - Martedì 14 febbraio
IN BREVE

Stretta, ma non pericolosa. A parlare, in riferimento a via Roma a Pontelongo, sono le statistiche che non registrano altri incidenti negli ultimi anni. Anche perché è fondamentalmente destinata al traffico locale. Un tratto poi che si deve percorrere necessariamente a velocità ridotta, in quanto si conclude con uno stop proprio sul ponte del paese. La strada arginale che percorre il lato sinistro del Bacchiglione, al contrario della parallela Sp 9 che corre sul lato opposto, non però è dotata di guardrail. Questo per un motivo di sicurezza nei confronti nei ciclisti che, vista la carreggiata stretta, rischierebbero di rimanere schiacciati dai mezzi in transito. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 15 febbraio
UN MALORE AVREBBE STRONCATO IL POLIZIOTTO

di Alessandro Cesarato CORREZZOLA Un’interminabile corsa di settanta metri lungo l’argine del Bacchiglione prima di finire in acqua. Nessuna frenata e nessun tentativo di correggere disperatamente la manovra. Filippo Mabea probabilmente era già privo di conoscenza quando lunedì mattina a Pontelongo è andato incontro al suo tragico destino. Appare confermato quindi che sia stato un malore fatale la causa dell’incidente. Un’ipotesi che già era stata avvalorata dai rilievi dei carabinieri circa la dinamica della fuoriuscita, e dalle testimonianze raccolte da chi ha assistito al fatto. L’Opel Corsa di colore bianco, una volta finita in acqua, ha impiegato quasi mezz’ora per inabissarsi completamente. Nell’abitacolo si riusciva a scorgeva un uomo inerme che per tutto il tempo è rimasto piegato in avanti, adagiato sul volante. Filippo Mabea era un poliziotto in forza come videofotosegnalatore al Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica del Triveneto. Era rientrato al lavoro nel fine settimana, dopo essere rimasto a casa qualche giorno a causa dell’influenza. Non era perfettamente guarito, ma il suo riconosciuto senso del dovere, unito al fatto che anche altri colleghi erano fuori causa per lo stesso motivo, lo aveva spinto a tornare in servizio anticipatamente. Lunedì mattina, dopo il turno notturno, si apprestava a raggiungere la sua abitazione di Villa del Bosco. Da Padova, accompagnato da un collega, aveva fatto sosta a Brusadure di Bovolenta dove aveva recuperato la sua auto. Mentre era ancora in auto con il collega, alle 7.20 Filippo aveva telefonato alla moglie per avvertirla che da lì a poco sarebbe rincasato. Dopo pochi chilometri tuttavia, in via Roma, lungo l’argine sinistro che porta al centro di Pontelongo, la sua auto senza nessun motivo è uscita di strada finendo in acqua. Sul posto, una volta attivata dai passanti la macchina dei soccorsi, sono arrivati i vigili del fuoco che, insieme ai sommozzatori, hanno tentato il disperato recupero. Intanto la moglie Milena Perini, medico del lavoro, intorno alle 8.30 è arrivata in paese per un appuntamento in municipio. Ignara di ciò che stava accadendo si è avvicinata al luogo dell’incidente dove freneticamente si stavano svolgendo le operazioni di recupero del mezzo. Davanti ai suoi occhi si è materializzato ciò che mai avrebbe potuto neppure lontanamente immaginare. Filippo Mabea, oltre alla moglie, ha lasciato i figli Susanna e Riccardo di 5 e 7 anni. Poliziotto dai tempi del servizio militare, negli ultimi anni presiedeva, insieme alla moglie, l’associazione no profit All For Life che si occupa di diffondere la cultura del primo soccorso attraverso corsi dedicati all’utilizzo del defibrillatore, delle pratiche di primo intervento e delle pratiche di disostruzione delle vie aeree per i bambini. Un’attività che, come un tempo la pratica sportiva, lo appassionava in una maniera tale da contagiare chi lo circondava. Tra questi anche il fratello Alessandro, di otto anni più giovane, anche lui poliziotto. È assistente capo della Polizia di Stato in servizio nella Squadra cinofili della Questura di Padova. «Filippo per me», racconta, «è stato un esempio e un sostegno. È stato lui ad accompagnarmi nel 2000 al mio giuramento». Alessandro aveva sposato anche il progetto portato avanti dal fratello con la sua associazione All For Life. «Una volta» continua «ho partecipato a una serata informativa e dal quel momento sono stato coinvolto sempre più nell’attività, sino a diventare io stesso un istruttore». Una vera e propria missione, che Filippo insieme al fratello hanno allargato anche al lavoro. «Da ottobre», spiega orgoglioso, «avevamo iniziato a tenere, senza sosta, corsi per i nostri colleghi per dare a tutti la possibilità di usufruire della palestra interna al reparto, che da un giorno all’altro era stata vietata a chi non fosse abilitato ad usare il defibrillatore». Non solo. «Mio fratello non riusciva a concepire», svela, «che un poliziotto non fosse in grado di prestare un aiuto di primo soccorso. Secondo lui tutti dovrebbero essere in grado di farlo e per questo si stava operando il più possibile per diffondere, anche in campo lavorativo, questo tipo di cultura. Pensava che bisognasse integrare il più possibile, ciascuno con il proprio impegno personale, agli strumenti, purtroppo a volte carenti, messi a disposizione dallo Stato». Sarà intitolato a Filippo un nuovo defibrillatore che sarà presto installato direttamente in Questura a Padova, a cui seguirà anche la formazione di tutti gli operatori.

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 16 febbraio
L’IMPEGNO DI FILIPPO RIVIVRÀ NELLA CULTURA DEL PRIMO SOCCORSO

di Alessandro Cesarato CORREZZOLA L'impegno di Filippo Mabea rivivrà in tutte le scuole italiane. La Salvamento Academy, l'ente didattico nazionale a cui è affiliata All For Life, l'associazione fondata e presieduta proprio dallo sfortunato poliziotto, ha deciso infatti di intitolargli e dedicargli l'iniziativa "A scuola di cuore", un progetto di diffusione della rianimazione cardiopolmonare che sarà portato nelle scuole di tutta Italia. «Non è solo la Salvamento Academy», fanno sapere i vertici nazionali, «a perdere uno dei suoi migliori istruttori, oltre ad un carissimo amico, ma è tutta la comunità a soffrire della prematura scomparsa di un uomo che aveva fatto della diffusione del Primo Soccorso la sua principale missione. Abbiamo deciso di dedicare il progetto alla sua memoria. Filippo continuerà a vivere dentro di noi e in ogni studente che, imparando le manovre salvavita, sarà portatore dei suoi stessi ideali». Filippo Mabea, che aveva 44 anni, è mancato lunedì mattina, intorno alle 7.30 a Pontelongo, mentre tornava a casa in auto dopo il turno notturno. Dopo aver condiviso il viaggio da Padova a Bovolenta con un collega, ha recuperato la sua Opel Corsa e ha imboccato la strada arginale che costeggia il lato sinistro del fiume Bacchiglione. Improvvisamente, a causa di un malore fulminante, all'altezza del tratto pontelongano di via Roma, ha perso il controllo del suo mezzo che ha corso in discesa, senza nessuna opposizione, per settanta metri lungo il fianco dell'argine, per poi finire in acqua. L'auto lentamente si è inabissata ma l'uomo era già inerme. Tutta la scena si è svolta davanti agli occhi di numerosi testimoni. L'intervento di recupero, a opera dei sommozzatori e dei vigili del fuoco, è avvenuto davanti agli occhi della moglie che, per un crudele destino, si era recata proprio a Pontelongo per un impegno lavorativo. In Polizia dai tempi del servizio militare, Filippo Mabea, insieme alla moglie Milena e i figlioletti Susanna e Riccardo di 5 e 7 anni, abitava da sempre in via Sandano, nella frazione di Villa del Bosco. A piangerlo ora ci sono anche mamma Elda e il fratello minore Alessandro, anche lui poliziotto. Il funerale sarà celebrato sabato alle 10 nella chiesa parrocchiale di Villa del Bosco. Per l'occasione la piazza del paese sarà chiusa e saranno predisposti degli altoparlanti all’esterno della chiesa. La famiglia ha chiesto a tutti di sostituire i fiori con delle offerte (raccolte all'ingresso della chiesa parrocchiale) che saranno destinate alla Fondazione Città della Speranza, al Cuamm Medici per l'Africa e all'installazione del defibrillatore, intitolato a Filippo, in Questura a Padova. Domani alle 20.30, sempre in chiesa a Villa del Bosco, sarà recitato un rosario comunitario.

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 17 febbraio
DOMANI L’ADDIO AL POLIZIOTTO MORTO NELL’AUTO INABISSATA

CORREZZOLA Sarà celebrato domani alle 10, nella chiesa di Villa del Bosco, il funerale di Filippo Mabea. Questa sera alle 20.30, sempre in chiesa, sarà recitato un rosario in suffragio. Il poliziotto, che aveva 44 anni, è mancato lunedì mattina a Pontelongo mentre, in auto, stava tornando dalla notte di servizio. Dopo essere stato colpito da un malore fatale, la sua Opel Corsa, senza più controllo, è finita nelle acque del Bacchiglione. Filippo Mabea, presidente anche di un'associazione che si occupa di pratiche di primo soccorso, ha lasciato la moglie Milena e i figli Riccardo e Susanna di 7 e 5 anni. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Domenica 19 febbraio
CORREZZOLA RENDE ONORE AL POLIZIOTTO DAL CUORE D’ORO

di Alessandro Cesarato CORREZZOLA Una vita senza macchia. E così «giunto in breve alla perfezione, ha compiuto una lunga carriera. La sua anima fu gradita al Signore; perciò Egli lo tolse in fretta da un ambiente malvagio». Ha scelto questo passaggio del Libro della Sapienza don Dante Carraro, direttore del Cuamm Medici per l’Africa, per sintetizzare, durante l’omelia, la figura di Filippo Mabea. C’erano davvero tante persone ieri mattina al funerale dell’agente della Polizia scientifica mancato lunedì mattina a Pontelongo mentre tornava dal turno di lavoro notturno. A causa di un malore, fatale quanto improvviso, ha perso il controllo della sua auto che ha terminato la sua corsa inabissandosi nelle torbide acque del Bacchiglione. Aveva appena 44 anni. Una «lunga carriera» quella di Filippo, come ha sottolineato ancora don Dante, non consacrata dalle luci della ribalta, ma dall’intensità degli affetti e dei legami che ha saputo creare nell’ambito della famiglia, del lavoro e del volontariato. Un uomo di valori, dedito ai suoi tesori Riccardo e Susanna, all’amore per la moglie, alla passione per il lavoro, all’entusiasmo che metteva nella sua associazione no profit a favore della diffusione delle pratiche per salvare vite. La chiesa della frazione di Villa del Bosco, a due passi da quella casa dove aveva sempre vissuto, si è dimostrata inevitabilmente troppo piccola per contenere tutti coloro che hanno voluto portagli un ultimo saluto. Si è riempita così anche la piazza antistante, nella quale delle casse acustiche affidavano al cielo i ricordi di chi sull’altare provava, tra lacrime trattenute a stento, a trasformare la tristezza dei ricordi in un motivo per continuare con passione quello che Filippo aveva iniziato. Vicino alla moglie Milena, a mamma Elda e al fratello Alessandro, hanno voluto stringersi tanti amici ma anche tanti uomini e donne in divisa, non solo poliziotti. Alle esequie hanno partecipato poi il prefetto e il questore. All’uscita dalla chiesa, portata a spalla, la bara è sfilata sul sagrato davanti ai colleghi poliziotti che in riga, sull’attenti, hanno reso gli onori.

 

Il Mattino di Padova - Martedì 21 febbraio
CASE DI RIPOSO IN “CONDOMINIO”, OK DEI SINDACATI

PIOVE DI SACCO Instaurare un tavolo di lavoro condiviso per sfruttare un'occasione unica per garantire l'eccellenza e l'efficienza anche per il futuro. L'idea della fusione tra le case di riposo di Piove e di Pontelongo è vista positivamente anche da Cgil, Cisl e Uil che, all'indomani degli incontri esplorativi tra i sindaci Gianella e Canova con i presidenti delle strutture, hanno chiesto un incontro anche alla presenza delle rsu aziendali. Un'esigenza nata a fronte delle richieste di conoscere il proprio futuro da parte dei quasi duecento lavoratori (fra oss, infermieri, personale di cucina, tecnici e amministrativi) che compongono la forza motrice delle due storiche realtà. «Un progetto», ha affermato Stefano Tognazzo della Uil Fp al termine del summit di venerdì scorso, «che nasce in sordina, ma che di fatto rappresenta la naturale azione rispetto alla situazione odierna dove occorre potenziare la forza delle Ipab in funzione della prossima legge regionale e renderle in grado di affrontare non solo il presente, ma l'immediato futuro con tutte le migliori garanzie per i servizi efficienti che già erogano, ma con un occhio alle concorrenti private sempre più agguerrite». Di fatto la logica pone le due case di riposo della Saccisica, che insieme arrivano a circa 250 posti letto, su un piano di avanguardia rispetto alle linee di indirizzo regionale. La situazione vede nel territorio di Padova Sud sette realtà pubbliche (Montagnana, Casale di Scodosia, Monselice, Conselve, Merlara, Piove di Sacco e Pontelongo) e altrettante private. «Ci rendiamo conto», ha aggiunto Paola Fungenzi della Fp Cgil, «della novità che può rappresentare, ma sono per primi gli stessi interlocutori a comprendere che bisogna guardare al futuro per preservare il bene pubblico. Tra la decina di case di riposo della Bassa padovana quelle della Saccisica hanno deciso di alzare il livello della discussione e della progettualità: contiamo in un effetto domino anche sulle altre strutture». «Portare a una gestione unica», conclude Franco Maisto della Cisl Fp, «aprirà a un futuro più certo per quelle che saranno le Aziende pubbliche di servizi alla persona. Il fatto che per la prima volta in tutta la Bassa padovana sia attivato un percorso, che preveda innanzitutto un attento studio di fattibilità, è di buon auspicio perché al centro del dibattito ci sono la cura e l'assistenza agli ospiti anziani che a loro volta si basano sull'impiego di quasi duecento lavoratori». (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Martedì 21 febbraio
L’OMAGGIO DI ALBIGNASEGO AL POLIZIOTTO DAL CUORE D’ORO

ALBIGNASEGO Filippo Mabea avrebbe dovuto tenere il prossimo 12 aprile ad Albignasego la lezione di disostruzione delle vie aeree nei bimbi. Il sindaco Filippo Giacinti aveva già firmato le autorizzazioni a suo nome. Un crudele destino ha però spezzato la vita del poliziotto mentre rincasava dal turno di lavoro la settimana scorsa: con l’auto è scivolato nel canale a Pontelongo, morendo. «Tante volte l’abbiamo visto ad Albignasego, lui promotore e anima dell’associazione All For Life», l’ha ricordato il sindaco in Consiglio comunale presentando il ciclo di “Albignasego incontra la salute”, «e lo aspettavamo anche ad aprile. Sono certo che la moglie proseguirà la sua lodevole iniziativa». (cri.s.)

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 22 febbraio
RIFIUTI ABBANDONATI IN UN FOSSATO NELLA ZONA DI CIVÈ

CORREZZOLA Sono molteplici le segnalazioni di rifiuti abbandonati selvaggiamente in tutto il territorio comunale. A Civè, in località Treponti, in un fossato in un terreno privato a ridosso del canale Barbegara, insieme ad oltre una decina di sacchi con rifiuti vari sono stati scaricati anche dei piccoli elettrodomestici. Sacchi ripieni di scarti sono stati rinvenuti anche nel capoluogo, lungo via Vanessa e lungo l'argine sinistro del Bacchiglione, ai confini con Pontelongo. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 23 febbraio
SUOR ANNAROSA MUORE IN UN INCIDENTE

di Alessandro Cesarato PONTELONGO È stata sepolta tra quella che era diventata la sua gente e in quella terra che aveva fatto sua. Non ne aveva mai parlato esplicitamente, ma aveva fatto capire fin troppe volte che quella sarebbe stata la sua volontà. Rimanere tra i poveri, la miseria, gli ultimi e i reietti, cui aveva però donato, senza pensarci tanto, tutta se stessa. Non un sacrificio, ma un dono che lei aveva sempre vissuto come la propria missione, con il sorriso che era la sua energia e la sua forza. Suor Annarosa Marinello era una missionaria che avrebbe compiuto sessantasei anni alla fine di agosto. Se n'è andata improvvisamente domenica scorsa, quando in Brasile era appena mattina, a seguito di un incidente stradale. «Sto andando a pregare per voi e per tutta la famiglia» aveva scritto qualche ora prima, nel suo ultimo messaggio inviato ai familiari in Italia. Perché di messaggi a casa ne mandava tanti, soprattutto da quando una nipote, che era andata a trovarla la scorsa estate, le aveva portato un cellulare nuovo. Nata e cresciuta a Pontelongo, Annarosa era presto diventata una suora dell'ordine delle Pie Operaie dell'Immacolata Concezione. Proprio di quello stesso ordine presente a Pontelongo e che fino a pochi anni fa si è occupato dell'istruzione e la formazione soprattutto di tante bambine. Concluso il periodo di formazione tra Roma e Ascoli Piceno, aveva salutato la sorella gemella Giovanna e la minore Emanuela per partire come missionaria, con destinazione il Brasile. Da quel giorno sono passati in un attimo la bellezza di trentacinque anni. Era di base a Cascavel, un municipio dello stato di Paranà, nella parte meridionale del Brasile, ai confini con Argentina e Paraguay. Con le consorelle della missione si dedicava ai bambini delle favelas e ai poveri in generale. Un po' mamma, un po' maestra, un po' sostegno per tutti coloro che tendevano la mano alla disperata ricerca di un po' di cibo o solo di una carezza. «Era un fiume in piena» la ricorda con affetto uno dei nipoti «sempre in movimento e dove andava portava felicità». Domenica mattina, a bordo della sua Ford bianca, stava percorrendo la strada Br 163 per raggiungere una parrocchia di Leonidas Marques, dove avrebbe dovuto partecipare a una due-giorni di preghiera. All'altezza del chilometro 167, nei pressi di Lindoeste, si è però scontrata frontalmente con un'autocisterna che trasportava latte. È morta sul colpo, mentre il camionista se l'è cavata con pochi graffi. Secondo la ricostruzione della polizia del posto suor Annarosa, in prossimità di una semicurva, avrebbe invaso la corsia opposta dalla quale proveniva il camion. Le sorelle, che abitano a Pontelongo e Bovolenta e che sono state informate dopo qualche ora della tragedia, di fretta e furia hanno preso il primo volo per il Brasile. Il funerale è stato celebrato martedì pomeriggio con i familiari, che hanno voluto lasciare la salma laddove Annarosa aveva gioiosamente costruito tutta la sua vita di missionaria. Suor Annarosa ogni quattro anni tornava in Italia. L'ultima volta era capitato nel 2014. Si fermava un mese, che trascorreva a casa delle sorelle e facendo visita alla casa madre dell'ordine ad Ascoli Piceno. Il pensiero era sempre però rivolto ai suoi bambini e ai suoi poveri e per questo ogni volta, nonostante tutto, non vedeva l'ora di ripartire. «Ora capiamo» fanno sapere le sorelle dal Brasile «la volontà della nostra Annarosa. Lei era una forza e qui l'abbiamo toccato con mano. Tutta la popolazione della città si è fermata per vegliarla e aspettare il nostro arrivo. Ora riposa in pace»

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 23 febbraio 2017
IN BREVE
PONTELONGO «La ricordo come una vera religiosa, capace di donare il meglio di se per il bene di tutti». Con queste semplici parole don Amelio Brusegan, oggi arciprete a Sambruson di Dolo, tratteggia suor Annarosa che aveva conosciuto negli anni in cui reggeva la parrocchia di Pontelongo. Anche in don Aldo Manfrin, che ha lasciato la parrocchia di Sant'Andrea da pochi mesi, è viva più che mai la testimonianza della religiosa che, quando tornava in paese, non mancava di partecipare alla vita della comunità. «Una donna coraggiosa e ricca di fede» la descrive don Aldo «che sapeva trasmettere l'annuncio dell'amore cristiano». Suor Annarosa non mancava, quando era dai familiari, di partecipare alla messa e sempre veniva invitata sull'altare, non solo per un saluto ma soprattutto per rac

contare della sua missione. In occasione di un'edizione del grest estivo aveva incontrato anche i bambini e i ragazzi, parlando loro della sua esperienza. «Era sempre disponibile e ben contenta di parlare del suo operato» aggiunge don Aldo «di portare testimonianza viva di ciò che viveva ogni giorno». La comunità di Pontelongo l'abbracciava sempre con calore e affetto, che spesso si trasformava anche in un aiuto concreto da portare in Brasile. Anche il sindaco Fiorella Canova, insieme a tutta l'amministrazione comunale, ha voluto esprimere tutto il proprio cordoglio e vicinanza alla famiglia della suora e anche alla congregazione religiosa a cui apparteneva e alla quale generazioni di pontelongani sono fortemente legati. In segno di omaggio una foto di suor Annarosa e del suo indomabile sorriso è stata pubblicata anche sulla pagina facebook ufficiale del Comune. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 24 febbraio
«SUOR ANNAROSA, IL CREATORE HA COLTO IL SUO FIORE PIÙ BELLO»

di Alessandro Cesarato PONTELONGO Il vescovo di Cascavel, l'arcivescovo Mauro Aparecido dos Santos, durante la messa funebre di martedì, l'ha paragonata ad un fiore. Il più bello del giardino. E come quando qualcuno coglie un fiore sceglie sempre il più bello, così il Creatore ha fatto con suor Annarosa Marinello. La scomparsa della religiosa pontelongana, che aveva 65 anni, ha destato profonda commozione tanto in Italia quanto in Brasile. Nel suo paese di origine, dove era nata e cresciuta e dove ogni quattro anni tornava per riabbracciare le sorelle e i nipoti, la comunità si è stretta intorno ai familiari. A Roma, nella casa madre della congregazione delle Pie Operaie dell'Immacolata Concezione, le consorelle pregano perché il suo sacrificio possa diventare il seme di nuove vocazioni. In Brasile, dove la missionaria operava da 35 anni, la piange tutta quella gente che sentiva sua e che le pareva conoscere da sempre. Suor Annarosa è mancata domenica mattina in un tragico incidente stradale nel cuore dello stato di Paranà, nella parte meridionale del Brasile, ai confini con Argentina e Paraguay. Mentre si stava recando da sola in una parrocchia per un ritiro spirituale la sua auto si è scontrata frontalmente con un tir non lasciandole scampo. La sorella gemella Giovanna e la minore Emanuela, che si sono subito precipitate oltre oceano, ad accoglierle hanno trovato una marea di persone che le hanno abbracciate come in una grande famiglia. Suor Annarosa, che aveva dedicato tutta la sua vita agli ultimi, era molto amata, ricevendone dimostrazione fino alla fine. Una persona davvero speciale, come la descrive, da quelle terre lontane, suor Maria de Lourdes dos Santos. «Il detto" Todo morto, vira santo" non è certamente valido» scrive la consorella in una toccante testimonianza «per la sorella Annarosa. La sua vita è stata infatti tutta una ricerca della santità. La sua missione è stata quella di fare del bene ovunque andasse. Il suo impegno costante è stato quello di aiutare le persone a incontrarsi con Dio. Il suo amore per Maria Immacolata la rendeva felice di fare esattamente ciò che il fondatore Francisco Antonio Marcucci voleva dalle sue figlie. La sua splendida voce è stata motivo per cantare lodi a Dio e gioia per tutti coloro che ascoltavano. La sua missione è terminata dove era iniziata, facendo quello che amava di più: accogliere la parola di Dio e diffonderla alle nuove generazioni. Se parliamo poi di interculturalità, suor Annarosa aveva saputo assorbire la cultura brasiliana senza però mai dimenticare e amare la sua amata Pontelongo e la lingua italiana che ha insegnato con passione a tante persone. I suoi modi semplici hanno conquistato i cuori delle persone».

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 24 febbraio
BECCATO A RUBARE BICI

PIOVE DI SACCO I carabinieri lo hanno colto in flagrante, mentre con una trancino cercava di tagliare i lucchetti di due biciclette per poi rubarle. Gabriele Mantovan, un uomo di 37 anni residente a Pontelongo, si trova ora agli arresti domiciliari. Dovrà rispondere del reato di furto aggravato. I militari lo hanno fermato in via Michiel, poco distante dalla caserma, mentre stava armeggiando su due biciclette di poco valore. Il ladruncolo non ha dato spiegazioni del suo gesto ma è più che probabile che la sua intenzione fosse quella di rivenderle. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Sabato 25 febbraio
«ANNAROSA, UN ESEMPIO DI AMORE»

PONTELONGO Continuano ad arrivare dal Brasile le testimonianze di enorme affetto nei confronti di suor Annarosa Marinello, la missionaria pontelongana, di 65 anni, della congregazione delle Pie Operaie dell'Immacolata Concezione, scomparsa domenica in un tragico incidente stradale. Un affetto vivo e sincero che le sorelle Giovanna ed Emanuela, volate a Cascavel per i funerali, in questi giorni stanno sperimentando anche nei loro confronti. Tra tanti ricordi mandati in Italia, significativo è quello di una famiglia del posto. «Suor Annarosa», fanno sapere, «è stata un esempio di amore e carità verso il prossimo. Era una santa in vita, faceva solo del bene alle persone. Saremo per sempre pieni di gratitudine per il suo incoraggiamento e la sua vicinanza nei momenti più difficili della nostra vita. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Martedì 28 febbraio
AMPLIATO E PIÙ EFFICIENTE OGGI RIAPRE L’ECOCENTRO

PONTELONGO Riapre oggi l’ecocentro di via Dante Alighieri. La struttura è stata completamente rinnovata e ampliata grazie ad un contributo di 50 mila euro da parte della Regione che si è sommato a quello del Comune di Pontelongo pari a ventimila euro. Il Consorzio Padova Sud, che ha in gestione l’area, si è occupato della progettazione e della realizzazione delle opere. I lavori, iniziati lo scorso ottobre, hanno comportato un ampliamento di 320 metri quadrati, completamente recitanti e con l’aggiunta di due ulteriori accessi. Sono stati spostati alcuni sottoservizi, realizzata la rete di smaltimento delle acque meteoriche, sistemato l’impianto elettrico e di illuminazione con il rifacimento anche della pensilina di copertura. «Ringraziamo la Regione», ha commentato con soddisfazione il sindaco di Pontelongo, Fiorella Canova, «per l’importante contributo che ci ha permesso di ristrutturare l’ecocentro rendendolo autonomo da un punto di vista dell’accessibilità e soprattutto ancora più efficiente. Nei prossimi mesi sarà implementato il sistema di videosorveglianza. Il nostro obiettivo è che i cittadini possano avere servizi completi ed efficienti per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, al di là delle chiacchiere propagandistiche. Stiamo inoltre preparando il nuovo regolamento comunale che disciplinerà la raccolta e l’abbandono dei rifiuti. Sarà previsto un forte aumento delle sanzioni per chi abbandona i rifiuti, allo scopo di tutelare sempre più il nostro territorio. Si tratta di una piaga diffusa in tutti i Comuni per cui è arrivato il momento di stanare chi non ha rispetto dell’ambiente e chi non vuole tutelare il futuro dei nostri figli». Per quanto riguarda gli orari, l’ecocentro, nel periodo invernale, sarà aperto il martedì dalle 15 alle 17, e il sabato, dalle 9 alle 12.30. (al.ce.)

link paese dello Zucchero paese dello Zucchero
Eventi e Appuntamenti
<< novembre 2017 >>
L M M G V S D
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      
             
 
 
Servizi interattivi
modulistica
contatti
mappa del sito
sms

 indirizzo: via Roma, 271 - 35029 Pontelongo (Pd)  telefono: 049/9775265  fax: 049/9775565  e-mail: segreteria@comune.pontelongo.pd.it  posta elettronica certificata: comunepontelongo.pd@legalmailpa.it  p.iva: 01833500281  cod.fiscale: 80009850282


Questo sito internet è valido html 4.01 strict, clicca per accedere al validatore html 4.01, il sito verrà aperto in una nuova finestra   Questo sito internet è valido CSS 2.0, clicca per accedere al validatore css, il sito verrà aperto in una nuova finestra   sito internet validato wcag wai a  Questo sito internet è multibrowser   accessibilità  |  access key  |  mappa del sito  |  privacy 
scegli la modalità
Visualizza il testo con caratteri normali  Visualizza il testo con caratteri grandi  Visualizza il testo con contrasto elevato  Visualizza i contenuti senza la presenza della struttura grafica Rete civica realizzata da Progetti di Impresa Srl © 2010

utenti connessi utenti connessi: 9    utente sei il visitatore n°2615539 dal 1° gennaio 2010