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scritto da Amministratore   04/07/2016

Giugno 2016

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 1° giugno
LA PALUANI PRODURRÀ IL PANDORO CON LO ZUCCHERO DI PONTELONGO

PONTELONGO La Paluani sceglie lo zucchero pontelongano per prodotti più genuini e di qualità. È il risultato dell'accordo siglato tra la storica azienda dolciaria veronese e Coldiretti Veneto. Un patto che prevede l'impiego di materie prime del territorio fornite direttamente dalla filiera agricola. Lo storico zuccherificio, oggi della CoProB, fornirà a Paluani il suo "Zucchero Italiano" per la produzione dei dolciumi e dei tradizionali pandori e panettoni. Il latte e il burro arriveranno invece dalla Latteria Virgilio di Mantova. Anche le uova saranno consegnate da produttori locali. Da questo momento in poi l'ufficio acquisti dello stabilimento di Verona potrà contare sulle 200-300 mila tonnellate di zucchero frutto dei 33 mila ettari di barbabietole coltivate in Veneto e lavorate nello stabilimento padovano. «Guardiamo a una produzione di Natale al 95% fatta con materia prima proveniente dall'Italia» ha detto Michele Cordoli, vice presidente di Paluani «puntando ovviamente a recuperare presto quei cinque punti di percentuale e arrivare a una cifra tonda». «La ricaduta positiva per i nostri agricoltori è indubbia» ha precisato il presidente di Coldiretti Veneto, Martino Cerantola «ma sottolineiamo che l'operazione non deve essere di facciata, ma una scelta convinta per rispetto soprattutto dei consumatori finali». I presupposti per una buona partenza e una sicura riuscita ci sono tutti, nonostante i protagonisti si siano dati appuntamento tra un anno per una prima verifica. «Con questo patto creiamo un'economia virtuosa» ha concluso Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti «riconoscendo così l'impegno degli imprenditori agricoli per la sicurezza alimentare, lasciando a tutti il giusto margine di reddito, riducendo l'impatto ambientale visto il raggio limitato da cui provengono tutti gli attori della filiera». Alessandro Cesarato

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 1° giugno
IN BREVE

PONTELONGO Combattenti Domani alle 16, in villa Foscarini Erizzo, nell'ambito della rassegna storico culturale promossa dal Comune e dal museo GeSTA, appuntamento con la conferenza "Combattenti. Gli ultimi reduci di Pontelongo". Testimonianze di Delino Marcato, Arturo Desolei, Angelo Disarò, Orazio Lombello e Rino Gambalonga. Ingresso libero. (al.ce.)

 

PadovaOggi - Giovedì 2 giugno
AUTISTA TROVA E RESTITUISCE PORTAFOGLI A PONTELONGO

L'uomo, un 72enne residente in via Zuccherificio a Pontelongo, aveva smarrito il taccuino sul mezzo mentre si stava recando a Padova. A ritrovarlo proprio l'autista che ha cercato il suo indirizzo e glielo ha restituito

Autista trova e restituisce portafoglio Pontelongo
Una storia a lieto fine terminata con un grande sospiro di sollievo: un pensionato 72enne perde il suo portafogli in autobus ma lo ritrova grazie allo zelo del conducente che cerca casa sua e glielo riporta.

IL FATTO. L'episodio sul mezzo che collega Pontelongo con Padova. L'uomo, come riporta il Gazzettino, è solito uscire di casa per andare a Padova a pregare nella Basilica del Santo. Un tragitto abituale compiuto anche qualche giorno fa quando, però, sfortunatamente, tornato a casa si accorge di non aver più il suo taccuino in tasca. Attimi di apprensione e di smarrimento per il pensionato che all'interno, oltre ai soldi, custodisce anche tutti i documenti e alcune preziose foto di famiglia. Inutile la ricerca nei pressi dell'abitazione: il portafoglio sembrava ormai smarrito. Sembrava, perchè improvvisamente a casa dei coniugi si presenta l'autista dell'autobus che aveva portato il 72enne nel capoluogo euganeo. Grande la sorpresa dei due quando il conducente ha svelato il motivo della sua visita: proprio il taccuino, ritrovato per terra sul pullman. Una buona azione che ha riportato la serenità e la tranquillità all'uomo che stava quasi per rassegnarsi ad aver perso per sempre l'oggetto. Restituendogli così, oltre al suo "tesoro" anche un impagabile sorriso.

 

Il Mattino di Padova - Martedì 7 giugno
DUE CONDANNE PER RAPINA A MANO ARMATA

PONTELONGO Doppia condanna per rapina. Ieri il tribunale di Padova ha inflitto 3 anni e 800 euro di multa ciascuno a Simone Piran, 40 anni di Legnaro, e a Stefano Todesco, 41 di Agna, accusati di concorso in rapina aggravata dall’uso di un’arma e dal fatto di essersi presentati con il volto mascherato. La rapina è quella avvenuta il 18 maggio 2010, intorno alle 19.25, nella farmacia di cui è titolare il dottor Luigi Paolocci. Secondo i giudici, nessun dubbio: i due imputati erano gli autori dell’aggressione. Il titolare stava preparandosi alla chiusura della farmacia quando, d’improvviso, si era trovato davanti un uomo con calato sulla testa un casco da motociclista, in mano una pistola semiautomatica. «State immobili e non fiatate...» le uniche parole. Poi il bandito aveva raggiunto la parte posteriore del bancone per aprire il registratore di cassa e aveva arraffato l’incasso, 1.800 euro, scappando velocemente. Alcuni testimoni lo avevano visto mentre saliva in sella a una moto guidata dal complice. Le indagini dei carabinieri si sono messe in moto e, alla fine, si è arrivati all’identificazione dei due. (cri.gen.)

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 8 giugno
APPROVATO A PONTELONGO IL PIANO PER I RIFIUTI

PONTELONGO Approvato dalla maggioranza in consiglio comunale il piano finanziario ed economico Tari 2016. L'amministrazione ha deciso, diversamente da altri comuni che sono usciti dal Consorzio Padova Sud, di attenersi agli impegni inizialmente sottoscritti. «Il piano presentato del Consorzio Padova Sud» ha spiegato il vice sindaco Enzo Battisti «è stato redatto per assicurare la copertura integrale dei costi di esercizio e investimento relativi al servizio. È stato redatto prendendo come riferimento previsionale la percentuale di raccolta differenziata dell'anno 2015 pari al 66,56% e un adeguamento dei prezzi pari a un aumento del 0,99%. Sono stati confermati gli stessi servizi di raccolta effettuati nel 2015, ovvero 52 raccolte per il secco, 102 raccolte per l'umido, 26 raccolte per vetro, plastica, lattine, carta e 18 raccolte per il verde. Il valore di previsione si assesta sui 436.675,10 euro, comprensivo di una quota di svalutazione preventiva crediti ricavata dall'effettiva entità del non riscosso dell'anno precedente pari a euro 48.396,97, cioè circa l'11%». Le minoranze consiliari hanno invece dato un voto contrario all'approvazione del piano. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Martedì 14 giugno
UN DISTRETTO DELLO ZUCCHERO MADE IN ITALY

PONTELONGO Un distretto dello zucchero per valorizzare la filiera bieticola italiana e il suo ruolo sotto il profilo agronomico, economico e ambientale. È questo, in sintesi, l’obiettivo dell’intesa nazionale di filiera per il settore saccarifero illustrato ai soci di CoProB a Minerbio (Bo). Presenti all’incontro gli assessori regionali di Veneto e Emilia Giuseppe Pan e Simona Caselli, oltre ai vertici delle organizzazioni professionali, cooperative e dell’industria agroalimentare. Un’occasione per svelare le prime anticipazioni sulla ormai prossima campagna bieticolo-saccarifera che la cooperativa affronta con fiducia, forte di circa 33 mila ettari seminati nei tradizionali bacini emiliano-romagnoli e veneti. CoProB, unico produttore di zucchero 100% italiano, dal 2007 al 2015 ha investito 165 milioni di euro e per il triennio 2016-2018 ha programmato altri 27 milioni. L’Intesa di filiera si propone di fare sistema, coinvolgendo direttamente tutti gli attori del settore produttivo, industriale e commerciale per promuovere e valorizzare lo zucchero italiano. Oltre a sostenere la necessità di diffondere sul mercato la consapevolezza del valore del prodotto nazionale, CoProB è impegnata a rafforzare la filiera produttiva bieticola che consente, attraverso la rotazione colturale, il mantenimento di salubrità e qualità dei terreni delle 7 mila aziende agricole conferenti. «I soci hanno ribadito il loro impegno a continuare a produrre zucchero italiano» ha sottolineato il presidente Claudio Gallerani, «nonostante un’annata avara di soddisfazioni. Questo è il segno che tutto quanto sta compiendo la cooperativa per la valorizzazione della produzione nazionale è la strada giusta sulla quale proseguire. Dopo oltre due anni di difficoltà dovute alla costante diminuzione dei prezzi, stiamo assistendo ora ad una ripresa. Sarebbe essenziale riuscire a mantenere fino al 2020 gli attuali aiuti accoppiati e dare continuità agli aiuti previsti dal 2010 a sostegno del settore, che ammontano a 18 milioni di euro per l’industria e a 7 milioni per i bieticoltori». «Quella del distretto dello zucchero» ha aggiunto l'assessore Giuseppe Pan ribadendo come la produzione bieticola rappresenti un primato che la Regione intende salvaguardare e promuovere, «è una sfida estremamente importante per tutelare una filiera in cui sono state investite consistenti risorse in questi anni e potremo vincerla soltanto facendo squadra. È paradossale che un paese in cui l’80 per cento dei prodotti agroalimentari contiene zucchero debba importare questo prodotto dall’estero per coprire il fabbisogno complessivo».(al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Martedì 14 giugno
AGRICOLTURA SERVE IL SOSTEGNO ALL’INNOVAZIONE

di ANDREA DE POLO C’è vita oltre il Prosecco. Al di là delle pregiate bollicine Doc e Docg, regine del mercato italiano ed estero, c’è tutto un mondo – fatto di zucchero e di cereali, di latte e di frutta – che non se la passa altrettanto bene, e che chiede (almeno) la stessa attenzione dedicata al Prosecco. Sei miliardi di ricavi È un settore che al suo interno ha molte diseguaglianze, quello dell’agroalimentare in generale, eppure rappresenta nel solo Veneto un universo da sei miliardi di euro di fatturato l’anno, con colossi industriali (come il Gruppo Veronesi, la holding dei marchi Aia, Negroni e Veronesi) capaci da soli di dare lavoro a 55 mila persone. Un mondo, denunciano i suoi addetti ai lavori, che oggi soffre la crisi al pari dei mobilifici, o dell’industria manifatturiera: il prezzo del latte lo fanno le multinazionali straniere, la frutta e i cereali non garantiscono più i margini di un tempo per gli agricoltori, il consumo della carne (complici anche le campagne vegetariane e vegane, dicono i produttori) è in caduta libera. Da Verona a Trieste, la richiesta è sempre la stessa: «Trattateci come il Prosecco». Tradotto: poli tecnologici all’avanguardia, studi di mercato, innovazioni. Alla portata di tutti. «Non riusciamo a competere con l’Europa». Lo afferma Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Veneto. Una voce di parte, ma la Regione, che sulle politiche per l’agroalimentare ha investito 1,2 miliardi di euro solo nell’ultimo Programma di Sviluppo Rurale, non lo contraddice. Anzi. Il problema: «L’agroalimentare soffre una forte diminuzione di acquisti e consumi» spiega sempre Cerantola «il latte è ai minimi storici, il prezzo lo fanno sempre gli altri». La soluzione: «Creare dei poli tecnologici. Servirebbero ad accorciare la filiera, e a mettere in rete le aziende. Se ne deve occupare la Regione, è da tempo che lo chiediamo, abbiamo bisogno di indicazioni di mercato e di innovazioni tecnologiche». Non un “distretto” vero e proprio, ma “poli tecnologici”, secondo la definizione di Coldiretti, in cui gli agricoltori non siano lasciati soli. L’esempio del Prosecco L’esempio da seguire, manco a dirlo, viene dal Prosecco. È l’unico settore nel quale un polo tecnologico esista già: Conegliano, provincia di Treviso, istituto Cerletti. Un complesso che al tempo stesso è scuola (tecnica e professionale), università, azienda agricola (11 ettari). Ma anche sede del Cirve dell’Università di Padova (Centro interdipartimentale per la ricerca in viticoltura ed enologia) e del Centro di ricerca per la viticoltura del Crea (Consiglio per la ricerca in viticoltura e l’analisi dell’economia agraria). Ci sono professionisti che pensano al Prosecco, e al suo mercato, 24 ore su 24, ed è così da decenni. La professoressa Damiana Tervilli, preside dell’istituto, in una frase ha racchiuso il senso dell’esperienza: «Senza il Cerletti, forse oggi non staremmo assistendo all’exploit del Prosecco sui mercati di tutto il mondo». I semi dei cereali Il problema è che il Cerletti è un caso isolato. L’unico altro “polo” agroalimentare che gli si avvicini è l’Istituto Strampelli di Lonigo, punto di riferimento per il distretto dei cereali e sede della “banca del germoplasma”, classificazione di vecchie varietà locali di mais e frumento tenero coltivate un tempo nell’area. «Creare alcuni punti strategici per la ricerca e l’innovazione è l’obiettivo che sta al primo posto del nostro programma» assicura Giuseppe Pan, assessore della Regione Veneto. I poli ci sarebbero già: l’ortofrutta a Verona, i cereali nel Vicentino, lo zucchero a Pontelongo (dove è rimasto il grande zuccherificio oggi della Cooperativa Produttori Bieticoli), la pesca a Chioggia. «Si tratterebbe di creare dei poli strategici assieme a categorie e università», chiarisce Pan, «studi e ricerche aiuterebbero anche il mercato, agevolando i produttori che devono fissare i prezzi. Nel Piano per lo Sviluppo Rurale del Veneto ci sono fondi importanti per l’innovazione, 500 mila euro solo per la promozione del settore lattiero caseario, un miliardo e 200 milioni per tutto l’agroalimentare. Alcune sono solo idee, altre, come il polo ortofrutticolo a Verona, o quello dei cereali a Vicenza, sono esperienze già al decollo». Dai prosciutti al Montasio Anche al di là del Tagliamento ci sono poli già “rodati”, che vanno dal prosciutto di San Daniele al Montasio (due Denominazioni di Origine Protetta), passando per le Igp dell’asparago bianco e dello speck di Sauris. Eppure manca sempre qualcosa: «Pensiamo al Montasio: è l’unica Dop già strutturata del lattiero caseario, ma non riusciamo a sfondare sul mercato», spiega Dario Ermacora, presidente Coldiretti Friuli Venezia Giulia, «questo denota una certa incapacità di comunicazione del prodotto e gestione della denominazione. Servono politiche strategiche diverse, basate sull’andamento del mercato». Il Friuli Venezia Giulia è fatto di tante realtà piccole che da sole non hanno forza commerciale, serve anche in questo caso una regia regionale che aiuti i produttori medio piccoli: «Pensiamo ai fondi a disposizione. Ciascuno ha i propri: Regione, Camera di Commercio, associazioni di categoria. Manca un progetto vincente univoco». Secondo Ermacora anche la parte relativa alla comunicazione è carente. E uno dei grossi problemi dei suoi associati è l’eccessiva burocratizzazione. Insomma, anche qui i “poli tecnologici” per prodotto servirebbero, ma c’è tanto lavoro da fare in ogni aspetto. Anche in quello turistico: «Siamo poco “furbi” nel comunicare i prodotti. Ciascuno di loro ha alle spalle la storia del territorio. Prendete gli allevamenti di trota: perché non collegarli con un progetto turistico alla zona delle risorgive, in zona Codroipo, Zoppola e Pordenone?». A lezione di francese Se il Veneto guarda al Cerletti, il Friuli Venezia Giulia studia all’estero. Il modello da seguire per le politiche agroalimentari è l’Agropole francese, un centro di incubazione, sviluppo e insediamento di nuove imprese che riesce a dare lavoro a circa 3 mila persone. Un super polo dell’agroalimentare, fra Tolosa e Bordeaux, che l’assessore regionale di riferimento Cristiano Shaurli ha visitato per “prendere ispirazione”. «Uno dei nostri problemi è la pluralità di soggetti che dovremmo mettere in rete per migliorare tutte le attività della filiera, dalla trasformazione alla ricerca» spiega Shaurli «come Regione, stiamo cercando di riunire tutti in un unico soggetto agroalimentare, una fondazione che persegua la ricerca scientifica come la Mach trentina (di cui fa parte l’Istituto agrario di San Michele all’Adige) o l’Agropole francese. Un sito che faccia ricerca e studi la tracciabilità, facendo incontrare produttore e consumatore, un luogo in cui un ipotetico produttore possa entrare con il suo succo di mele e fare test di mercato, analisi chimiche, analisi del prodotto e pure convenzioni con la grande distribuzione. In Italia non esiste qualcosa di simile, copiamolo dalla Francia». Partire dalle eccellenze Sembra l’unica strada percorribile per sperare che l’agroalimentare possa in futuro avvicinarsi ai successi dell’enologia. E dove avrebbe sede un polo del genere in Friuli Venezia Giulia? «Potrebbe basarsi su un polo già avviato, come il Consorzio del San Daniele. Oppure sorgere a Rauscedo, in Provincia di Pordenone, il cuore dei vivai per la viticoltura. La denominazione riconosciuta, che abbiamo per i prosciutti e per i vini, è già un vantaggio: bisogna partire da lì».

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 16 giugno
IL TEATRO DI SCENE DI PAGLIA QUEST’ANNO È “ANCHE PER TE”

PIOVE DI SACCO La natura e il territorio tornano protagonisti con Scene di Paglia - Festival dei casoni e delle acque, la rassegna teatrale itinerante in programma da domani al 2 luglio in sette comuni tra la Saccisica e il Conselvano. Filo conduttore di questa edizione, patrocinata anche dal ministero per i Beni culturali, sarà il concetto “Anche per te”: in questi tempi di barriere ed esclusioni, il teatro rimane uno spazio aperto di incontro, confronto e riflessione. Un programma ricco e variegato quello preparato dal direttore artistico Fernando Marchiori, supportato dall’organizzazione dell’associazione culturale Nuova Scena. I primi appuntamenti sono a Piove di Sacco. Si parte domani in auditorium con H+G, la fiaba di Hänsel e Gretel portata in scena alle 18.30 e alle 21.15, dalla danzatrice Chiara Michelini e da quattro attori diversamente abili. Sabato, al Teatro Filarmonico alle 21 va in scena lo spettacolo “L'’ombra della sera” ispirato alle opere e alla figura di Alberto Giacometti. Giovedì 23, alle 21.15, in piazza Vittorio Emanuele II, sarà la volta di “Sola Andata”, lo spettacolo teatrale dedicato al viaggio dall’Africa di un gruppo di migranti, scandito dalle parole dello scrittore Erri De Luca e dalla musica e la danza del Canzoniere Grecanico Salentino. L’itinerario del festival il 24 arriva al giardino di Ca’ Sagredo a Conselve con Pino Petruzzelli e il suo “Io sono il mio lavoro”. Sabato 25 duplice appuntamento a Sant’Angelo di Piove: alle 18 incontro con la Compagnia Generazione Disagio mentre alle 21.15 le Scuderie La Gardesana ospitano “Dopodiché stasera mi butto”. L’idrovora di Santa Margherita a Codevigo il 26 aprirà le porte a Terra Matta di Vincenzo Pirrotta, mentre il 28 giugno al Casone Azzurro di Arzergrande va in scena Arianna Scommegna in “Potevo essere io”. Alle 21.15 di mercoledì 29, all’ex Casa del Fascio a Pontelongo, Teatro dell’Illusione presenta “Madame Barbablù”. Musica, mimica, virtuosismi acrobatici e slanci poetici si fondono nello spettacolo “Elettroradiogramma” in calendario il 30 a Campolongo Maggiore. La rassegna si chiude sabato 2 luglio alle 21.15, ai Casoni della Fogolana di Codevigo con lo spettacolo di cucina e musica “Food Sound System” di Donpasta. Scene di Paglia è anche una serie di eventi collegati. Innanzitutto una mostra fotografica, con gli scatti di Giorgio Meneghetti da in questi anni ha documenta il festival, allestita tra Palazzo Jappelli e Teatro Filarmonico. Sempre questo sabato al Filarmonico, dalle 16 alle 19, laboratorio per urban sketchers con Andrea Longhi della Scuola Internazionale di Comics di Padova. Costo del biglietto 5 euro con possibilità di abbonamento. In caso di pioggia gli eventi si svolgeranno al coperto (scenedipaglia.net, 049/9709319 e 324/6980644). Alessandro Cesarato

 

Il Mattino di Padova - Domenica 26 giugno
MALORE IN SPIAGGIA GIOVANE PAPÀ IN RIANIMAZIONE

di Alessandro Cesarato PONTELONGO Un trentatreenne di Pontelongo è ricoverato da ieri pomeriggio nel reparto di rianimazione dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. La sua prognosi è riservata e i medici mantengono il massimo riserbo sulle sue condizioni. All’ospedale è arrivato a bordo dell’elisoccorso che si è alzato da Isola Verde dove gli erano stati prestati i primi soccorsi. I.S. ieri pomeriggio si era recato al campeggio Isamar che si trova nella località balneare della frazione chioggiotta vicina alle foci del Brenta. Avrebbe dovuto incontrare il figlioletto e un gruppo di amici che in questi giorni sono in vacanza proprio a Isola Verde. Con tutti loro avrebbe dovuto trascorrere un pomeriggio in compagnia e in allegria, tra la spiaggia e il mare. Intorno alle 13, appena giunto da Pontelongo nel parcheggio dell’Isamar, l’uomo ha avuto però un malore. Nello specifico un arresto cardiaco. Fortunatamente si trovava in un posto affollato cosicché subito si è attivata la macchina dei soccorsi. È stato immediatamente visitato dai medici del campeggio, sempre presenti sul posto per andare incontro alle urgenze di chi usufruisce del villaggio vacanze. Nel frattempo è sopraggiunta anche l’ambulanza che si trovava a poca distanza. Nei fine settimana l’Usl 14 di Chioggia ha attivato dei presidi sanitari nelle località balneari del suo territorio di competenza in maniera da rendere più efficiente gli interventi a favore delle tante persone che prendono d'assalto le spiagge. Una delle ambulanze si trova di istanza proprio a Isola Verde. I sanitari chioggiotti sono intervenuti con il massaggio cardiaco e il defibrillatore, riuscendo a rianimare l’uomo. Nel frattempo è sopraggiunto l’elisoccorso che, caricato il padovano, è partito alla volta di Mestre. Il tutto si è consumato nel giro di una ventina di minuti. Con tutte le riserve del caso, la prontezza dei soccorsi ha giocato sicuramente un ruolo determinate per salvargli la vita. Ora i medici stanno però cercando di capire quali siano state le cause alla base del malore, apparentemente inspiegabile. Il quadro clinico, infatti, non è ancora del tutto chiaro. Si può ipotizzare un malore conseguente all’eccessiva calura di questi giorni ma non si esclude possa essere anche la conseguenza di qualcosa legato allo stato di salute complessivo dell’uomo.

 

Il Mattino di Padova - Domenica 26 giugno
AEREO AMMARA IN LAGUNA MA È UN’ESERCITAZIONE

di Patrizia Rossetti CODEVIGO Esaurito il carburante, un aereo è ammarato in laguna, e in acqua si trovano 50 persone contuse, ferite, in stato di choc; Protezione civile e Croce rossa intervengono per il salvataggio e il primo soccorso. Nulla di reale, per fortuna, bensì il tema della grande esercitazione intercomunale che ha avuto luogo ieri nella riva di via Valcittadella, a Conche di Codevigo. Venti mezzi a motore, sette imbarcazioni, tre camion di appoggio; duecento persone all'opera, tra di essi trenta militi della Croce rossa divisi in otto squadre. Niente viene lasciato al caso: per l'accoglienza dei feriti è stato allestito un Posto medico avanzato, nel quale operano medici, infermieri es un Nucleo socio assistenziale per il soccorso anche psicologico. Sulla riva sono montate otto tende, e ancora un gazebo per le tramissioni radio, una cucina, altri gazebo per coordinare le operazioni; tra la spiaggia e il pontile si muovono i volontari di Arzergrande, Brugine, Correzzola, Pontelongo, Ponte San Nicolò, Saonara, Sant'Angelo di Piove, Pontelongo, Legnaro, Bovolenta, Piove di Sacco, Padova e del distretto del Camposampierese. La simulazione dell'emergenza scatta verso le 14, dopo una mattinata dedicata all'allestimento di tende e gazebo e ad alcuni corsi, di gps e di primo soccorso; vestiti in abiti normali, dei segni rossi su viso, gambe e braccia a simulare ferite ed escoriazioni, trenta volontari a mo' di figuranti vengono portati in acqua. Poco dopo accorrono le squadre di soccorso: la Croce Rossa con le barelle trasportano al posto medico sulla spiaggia i feriti in codice rosso e giallo. Al gazebo della radio, dieci persone della Federazione italiana ricetrasmissioni coordinano l'azione delle squadre e le varie fasi dei soccorsi; poi si comunicano alla Prefettura i nomi di salvati e dispersi. Un drone filma tutto. Il video servirà a migliorare i dettagli dei soccorsi. Soddisfatti i coordinatori del Piovese e di Padova e del gruppo di lavoro, Cesare Zoppellaro. C’era pure Olives Visentin, assessore ai Lavori Pubblici di Codevigo.

 

Il Mattino di Padova - Martedì 28 giugno
MINORANZA ALL’ATTACCO «CONTI INATTENDIBILI»

PONTELONGO Bilanci non veritieri e inattendibili. È una presa di posizione forte quella presa dal gruppo di minoranza "Pontelongo Democratico Unito Solidale" nei confronti dell'amministrazione del sindaco Fiorella Canova. Nell'ultimo notiziario distribuito porta a porta la lista civica punta il dito sui numeri degli ultimi bilanci che, secondo i consiglieri Roberto Franco, Mattia Crocco e Graziella Turato, sarebbero del tutto inattendibili, non tanto dal punto di vista della forma, ma nella sostanza. «Dal 2014 l'amministrazione» argomentano i consiglieri del Pdus «programma ogni anno una serie di opere inserendo nel bilancio di previsione centinaia e centinaia di migliaia di euro di entrate, prospettandole come certe. I rendiconti dimostrano invece come la totale inattendibilità di questi numeri. Nel 2014 c'è stato un errore di stima del 76%, mentre nel 2015 addirittura del 91%, visto che dei quasi 2 milioni di euro preventivati ne sono entrati solo 150 mila. Stesso discorso per quanto riguarda gli impieghi. Si prevedevano lavori per 2,5 milioni di euro e invece ne sono stati impegnati solamente 113 mila». La critica si sposta poi all'attuale bilancio di previsione che secondo i consiglieri ancora una volta non rispetterebbe i principi di veridicità e attendibilità. «Anche quest'anno» aggiungono quelli della civica «il bilancio prevede cifre che non poggiano su atti e documenti attendibili. Vista l'incertezza delle entrate abbiamo chiesto al sindaco se ci fosse la consapevolezza del rischio di non avviare alcuna delle opere programmate, ma non ci è stata data una risposta esauriente e realistica. A nostro avviso tutto questo è il frutto di un'amministrazione incompetente con una grande mania di grandezza». (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 29 giugno
LE CORTI BENEDETTINE COME NUOVO MARCHIO TURISTICO

CANDIANA Undici Comuni, un unico marchio culturale con cui identificare le prossime iniziative. Si chiama "Terre delle Corti Benedettine" il "brand" individuato per dare un'identità ben precisa a una parte del Conselvano e del Piovese che condivide un patrimonio storico e culturale piuttosto simile. «Non si tratta dell'ennesima certificazione di garanzia» spiega Chiara Brazzo, sindaco di Candiana, «ma di un bollo che ribadisce l'orgoglio di questi comuni ad appartenere ad un'area unita da secoli di storia scritta dall'azione dei Benedettini con le bonifiche e la messa a coltura delle campagne e oggi determinata a continuare a fare di questa terra il baluardo della propria immagine, da spendere anche in termini di promozione turistica». Ecco allora la firma dell'accordo per l'uso del nuovo marchio da parte dei sindaci di Agna, Arre, Anguillara, Bagnoli, Bovolenta, Candiana, Cona, Correzzola, Pontelongo, Terrassa e Tribano (nella foto). Il marchio Terre Benedettine verrà rilasciato per valorizzare i prodotti locali e le iniziative di promozione. «Parte del nostro futuro economico» aggiunge Brazzo «dipenderà dalla capacità di noi sindaci. Il nostro territorio deve tornare a creare lavoro e questo lavoro non potrà che svilupparsi in quei settori in cui siamo bravi perché produciamo eccellenza, il marchio servirà anche ad indicare questa nostra abilità. Abbiamo prodotti come il vino, ma anche la carne avicola e bovina, e altre tipicità». Una delle prime iniziative, aggiunge il consigliere Mirco Scudellaro, sarà un festival. «Ogni comune ha una villa o una chiesa millenaria dove sono conservate opere d'arte di valore, siamo una sorta di museo diffuso ed è arrivato il tempo di farci conoscere» chiude il sindaco di Agna Gianluca Piva. (n.s.)

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 30 giugno
È FUORI PERICOLO IL PAPÀ DI 33 ANNI SALVATO IN SPIAGGIA

PONTELONGO Sta meglio, tanto da poter essere considerato fuori pericolo, il 33enne di Pontelongo che sabato scorso aveva avuto un malore nel parcheggio del Villaggio Isamar, a Isola Verde. Ieri l'uomo è stato trasferito dalla Rianimazione alla Riabilitazione dove, presumibilmente, trascorrerà un periodo non breve, prima di essere dimesso. Il lieto fine di questa vicenda è, in gran parte, merito dell'accurata organizzazione dei soccorsi lungo il litorale di Chioggia che va sotto il nome di «Vacanze sicure». L'assetto organizzativo di questa iniziativa prevede, tra le altre cose, una bipartizione degli accessi al pronto soccorso, con una via preferenziale per i pazienti pediatrici, tre punti infermieristici sulla spiaggia, la permanenza di un'ambulanza attrezzata a Isola Verde nei week end. Ed è stata, appunto, l'ambulanza che, giunta in pochi minuti sul luogo in cui il giovane era crollato a terra, a fornire il defibrillatore che ha permesso ai sanitari di far ripartire il suo cuore, e l'elettrocardiografo per verificare la stabilizzazione del paziente. Poi l'elisoccorso ha portato il 33enne all'ospedale dell'Angelo dove i sanitari veneziani si sono presi cura di lui in questi giorni. Diego Degan

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