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scritto da Amministratore   06/06/2016

Maggio 2016

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 5 maggio

MOLINO ROSSETTO DONA KIT POTABILIZZAZIONE DELL'ACQUA ALLE POPOLAZIONI DELL'ECUADOR
PADOVA Molino Rossetto dona 25 mila kit per la potabilizzazione dell’acqua alla comunità dell’Ecuador colpita da un terremoto, il 18 aprile scorso, che ha causato oltre 650 morti e quasi 30 mila feriti. L’azienda di Pontelongo specializzata nella produzione di farine e preparati, potrà così garantire l’acqua potabile a oltre 4000 persone colpite dal sisma. Il rapporto di conoscenza tra l’azienda e le comunità locali del paese dell’America Latina nasce dalla collaborazione con Oxfam - organizzazione internazionale specializzata in programmi di sviluppo e interventi di emergenza - che ha portato Chiara Rossetto a visitare le comunità di donne che in Ecuador coltivano la quinoa e l’amaranto, antichi grani andini ormai molto popolari anche in Italia. «L’interesse per quelle coltivazioni, per altro spesso tutte al femminile, era già molto forte» ha spiegato Chiara Rossetto, a.d. di Molino Rossetto e testimonial Oxfam per la campagna #sfidolafame «ma la convinzione che l’economia abbia anche dei risvolti sociali e ambientali non secondari mi ha spinto a immergermi in un’esperienza importante che mi ha permesso di avvicinare un mondo antico e sostenibile dove agricoltura e rispetto per la terra vanno di pari passo». (r.s.)

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 5 maggio
LA CORTE DEI CONTI CONVOCA TRENTA SINDACI
di Elena Livieri ESTE Come il postino, anche la Corte dei conti bussa due volte. Con la differenza, però, che non c’è il rischio che porti buone notizie. Ne sanno qualcosa i ventotto sindaci della Bassa padovana e del Piovese che due giorni fa hanno ricevuto la convocazione nella sede veneziana del tribunale contabile. I primi cittadini dovranno presentarsi per una audizione “finalizzata a coordinare e garantire le attività giuiridico contabili prodromiche di tutela dei bilanci comunali”. Come mai? Neanche a dirlo: a preoccupare la Corte dei conti è la situazione economico finanziaria del Consorzio Padova Sud e delle sue partecipate, ovvero la società Padova Tre srl che gestisce il servizio dei rifiuti, gravata da un buco, denunciato dai suoi stessi vertici, di circa trenta milioni di euro. La Corte dei conti bussa due volte, si diceva. E infatti, i ventotto sindaci convocati a Venezia il prossimo 30 maggio, erano stati già destinatari, insieme a tutti gli altri colleghi aderenti al Consorzio - una cinquantina in tutto - di una lettera del tribunale contabile lo scorso febbraio. In quell’occasione veniva rilevata l’assenza di informazioni contabili relative al Consorzio Padova Sud e la mancata pubblicazione del bilancio del Consorzio del 2014. Quel bilancio che si faceva carico di nove milioni di debiti, presi pari pari dalla Padova Tre e spostati nel Consorzio, mettendoli così a carico dei Comuni. Un’operazione a dir poco temeraria, ma al tempo difesa strenuamente dalla stragrande maggioranza dei sindaci i quali solo dopo il primo monito della Corte dei conti hanno iniziato a dubitare della bontà della scelta - confezionata dall’allora presidente del Consorzio e vice presidente della Padova Tre Simone Borile e dal suo fido esecutore tecnico Stefano Tromboni. Una posta che rischia di pesare sui conti dei Comuni tanto che, una volta aperti gli occhi sull’improba manovra, hanno avanzato la richiesta di indire un’assemblea del Consorzio per mettere ai voti il ritorno di quei nove milioni di debito alla Padova Tre. L’assemblea è fissata per il 10 maggio. Il 30 dovranno comunque presentarsi alla Corte dei conti e non sarà una visita di piacere. Si potrebbe configurare un danno erariale ai danni dei bilanci comunali gravati di una parte delle sofferenze della società. Visto il numero di sindaci attesi, la Corte dei conti ha fissato tre turni di convocazione. Tra i convocati ci sono Agna, Arquà Petrarca, Arre, Bagnoli, Baone, Battaglia Terme, Boara Pisani, Bovolenta, Candiana, Carceri (il cui sindaco Tiberio Businaro è vicepresidente della Padova Tre), Conselve, Correzzola e Polverara (fra i pochissimi questi due a non votare il bilancio 2014 del Consorzio), Due Carrare, Este, Legnaro, Lozzo Atestino, Merlara (di cui è assessore il presidente di Padova Tre Nicola Ferro), Monselice, Montagnana, Ospedaletto, Pernumia, Pontelongo, Pozzonovo e San Pietro Viminario.

 

Il Mattino di Padova - Martedì 10 maggio
«LA REGIONE PREVEDA UN SOSTEGNO AD HOC»

PONTELONGO Vertice a Pontelongo tra Coprob e Regione sul futuro dello zuccherificio. Nei giorni scorsi si è tenuta una tavola rotonda tra la cooperativa, primo produttore di zucchero in Italia, e l’assessore regionale Giuseppe Pan, il sindaco Fiorella Canova e i presidenti delle organizzazioni professionali agricole regionali e provinciali. Coprob ha voluto ancora una volta dialogare con le istituzioni e gli operatori della filiera per condividere l’importanza del settore bieticolo per il territorio, sia dal punto di vista agronomico che quello di impatto per l’indotto. «Quest’anno» ha annunciato il presidente Coprob Claudio Gallerani «saremo gli unici a produrre zucchero 100% italiano e per questo riteniamo fondamentale tenere viva l’attenzione su un settore importante dell’economia italiana». «Coprob» ha ribadito poi l’assessore Pan «ha investito molto sia dal punto di vista dell’efficientemento industriale sia nel lato agricolo dimostrando di credere nel settore. La Regione ha il dovere di dare il proprio apporto alla filiera e all'indotto attraverso misure agroambientali agli agricoltori». «Il rilancio della bieticoltura veneta» ha detto Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti «passa attraverso il Programma di Sviluppo Rurale. Attendiamo dalla Regione l’apertura di un bando ad hoc che premi le misure agroambientali ovvero le soluzioni che ottimizzano le concimazioni e l’uso dell’acqua per l’irrigazione, così da preservare la risorsa idrica a livelli quantitativi e qualitativi adeguati. In tal modo si potranno ammortizzare gli effetti negativi prodotti dalla normativa sugli aiuti diretti dando quindi nuove prospettive a questa realtà che anche in Veneto rappresenta in termini economici ed occupazionali una posizione rilevante per il sistema agroalimentare». A fare gli onori di casa è stato il sindaco Canova. «Siamo contenti» ha aggiunto «della presenza della Regione perché è importante la sua vicinanza a questa realtà produttiva intorno alla quale si è sviluppato il nostro paese e che ancora oggi dimostra sensibilità alle esigenze dell’amministrazione locale». Alessandro Cesarato

 

Il Mattino di Padova - Martedì 10 maggio
PONTELONGO ALLA PROVA DELLA SVOLTA UE

PADOVA «Un accordo di filiera per valorizzare lo zucchero 100% italiano». A dieci anni dal terremoto che ha ridotto drasticamente i numeri del settore bieticolo-saccarifero nazionale, ovvero la riforma della politica comunitaria (Ocm) zucchero, a Pontelongo resiste uno dei quattro zuccherifici attivi in Italia. «A fronte di investimenti per circa 65 milioni di euro in dieci anni, di cui gli ultimi quattro stanziati nel 2015, lo stabilimento padovano ha aumentato la sua produzione mantenendo intatti i livelli occupazionali» spiega Claudio Gallerani, presidente di Coprob, la cooperativa produttori bieticoli proprietaria dello stabilimento. «Nel 2006 (primo anno della nuova Ocm zucchero che ha imposto delle quote di produzione a ogni paese, ndr), a Pontelongo venivano prodotte 115 tonnellate di zucchero a campagna» prosegue Gallerani. «Oggi, dopo questi importanti investimenti di efficientamento, siamo a 140-150 tonnellate di zucchero prodotto». Il problema, in vista del 2017 quando cadranno i vincoli delle quote, è che l’aumento della produzione su Pontelongo è sicuramente frutto degli investimenti di Coprob ma anche di una razionalizzazione che solo in Veneto ha visto sparire gli altri due stabilimenti (Ceggia e Porto Tolle). Su Pontelongo, infatti, afferisce il bacino bieticolo che è stato ribattezzato “Area Nord Po” e che va dai confini delle province di Ferrara e Modena fino a oltre Portogruaro. In tutto, quindi, fanno riferimento allo stabilimento Coprob circa 2mila aziende agricole. Il fatto è che prima che entrasse in vigore la nuova Ocm nel Padovano (secondo i dati Veneto Agricoltura) risultava una superficie coltivata a barbabietola da zucchero di oltre 11.600 ettari contro gli attuali 3.651 ettari. Si tratta, quindi, di un calo del 70%, nel periodo 2005-2015, di superficie coltivata a barbabietola da zucchero. Dopo aver assistito alla distruzione del settore (a livello nazionale la produzione è calata dell’80%) cosa accadrà quando cadranno prima (nel 2017) le barriere sulla produzione e poi, nel 2020, i sussidi per gli agricoltori? Facile pensare che a recitare ulteriormente la parte del leone saranno i colossi stranieri: tedeschi, inglesi, francesi e olandesi, che concentrano il 67% della produzione continentale. «Lavoreremo per essere ancora più competitivi» ribatte Gallerani. Coprob, in questi sei anni di riforma Ocm, ha mantenuto stabili i circa 100 addetti che sono occupati stabilmente a Pontelongo. «Nel frattempo, il prossimo 10 giugno l’assessore veneto all’Agricoltura Giuseppe Pan, assieme all’omologo della Regione Emilia Romagna e al ministro saranno a Bologna per firmare un accordo per la valorizzazione della filiera 100% zucchero italiano». In pratica, di fronte alla più che probabile e ulteriore invasione di zucchero straniero sul nostro mercato si cercherà di fare leva sulla “garanzia” del prodotto italiano. Bisognerà, però, fare i conti con i produttori esteri che dirotteranno in Italia i loro surplus produttivi. Per le aziende italiane la competizione si farà decisamente dura. Anche perché, va ricordato, sulla sostenibilità produttiva pesa la variabile prezzo del prodotto. La stessa Coprob, che è leader nazionale, ha chiuso il 2014 con un fatturato in flessione del 23% a fronte di un prezzo dello zucchero scivolato sotto la soglia critica di 400 euro a tonnellata. Matteo Marian

 

Il Mattino di Padova - Martedì 10 maggio
LA SACCISICA VUOLE DIVENTARE BRAND TURISTICO

PIOVE DI SACCO In partenza i primi progetti legati all'Ipa della Saccisica. Si inizia subito con la pianificazione cosidetta "in house", cioè proposta dagli stessi uffici degli enti che ne fanno parte e finanziata con risorse proprie. L'Intesa programmatica d'area della Saccisica, riconosciuta nel giugno del 2012 ma messa in moto solo nel 2014 con l'insediamento dell'attuale amministrazione, è uno strumento di programmazione decentrata e di sviluppo del territorio, attraverso il quale la Regione offre la possibilità agli enti pubblici locali e alle parti economiche e sociali di partecipare alla programmazione regionale e di accedere ai finanziamenti europei. Oltre a Piove di Sacco, che è comune capofila, ne fanno parte Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Polverara, Pontelongo, Sant'Angelo di Piove e Saonara. Partecipano poi Provincia, Camera di commercio, associazioni di categoria locali, banche e sindacati. Con le prime risorse, messe a disposizione dai comuni in proporzione al numero di abitanti, è stato prima di tutto possibile incaricare dei professionisti perché nel prossimo biennio curino la segreteria operativa e soprattutto si impegnino nell'ufficio di europrogettazione per preparare ed essere pronti a cogliere tutte le possibilità di finanziamenti a livello europeo. Venti mila euro sono stati invece investiti in piccoli progetti più immediati e pratici, legati alla costruzione di un "brand", quello della Saccisica, riconoscibile e riconosciuto. Per prima cosa l'Ipa avrà un proprio sito istituzionale che è già in costruzione. È poi in fase di ultimazione tutta una serie di cartellonistica stradale con la dicitura "Comune della Saccisica" che sarà affissa lungo le strade del territorio di competenza. Sarà realizzata anche una "Guida della Saccisica", sia in firmato cartaceo sia sul web, dove saranno elencati, illustrati e descritti i luoghi di maggiore interesse, il calendario degli eventi e delle manifestazioni permanenti e i percorsi di turismo "lento" ed enogastronomici in nome di una filosofia "dalla terra alla tavola". Infine sarà preparato una sorta di "kit di benvenuto", con del materiale e dei prodotti tipici e delle eccellenze da proporre agli ospiti e ai visitatori, nonché da esportate in mostre e fiere. Con la chiusura e il ridimensionamento dei Gal, i gruppi di azione locale di promozione e sviluppo del territorio, l'Ipa appare come l'ultimo treno da prendere per rilanciare un territorio che rischia di rimanere troppo indietro. «Per vincere la crisi» dice l'assessore Luca Carnio «dobbiamo lavorare tutti insieme. Bisogna promuovere e puntare su uno sviluppo sostenibile della Saccisica, partendo innanzitutto dalle eccellenze del nostro territorio». (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 12 maggio
I POLITICI DI PIOVE «SUBITO I BANDI PER I TRE PRIMARI»

di Alessandro Cesarato PIOVE DI SACCO Il futuro e le prospettive dell'ospedale "Immacolata Concezione" restano un tema caldo della discussione politica. Da una parte le preoccupazioni legate a una quotidianità con carenze e difficoltà. A questo proposito l'intero consiglio comunale ha sottoscritto una mozione che è stata inviata alla Regione e alla Direzione generale dell'Usl 16 in cui si evidenziano una serie di aspetti di precarietà che mal si sposano con la definizione di ospedale per acuti. La mozione chiede venga bandito subito il concorso di primario per il pronto soccorso e nel frattempo venga nominato un primario facente funzioni, procedere analogamente e con la massima urgenza per il primario di chirurgia e quello di anestesia e rianimazione. Viene poi chiesta la revisione delle schede ospedaliere di geriatria, la sistemazione dei reparti di chirurgia e ortopedia e l'ultimazione dei lavori di ristrutturazione del pronto soccorso. Per le prospettive di rilancio del nosocomio le proposte non mancano. L'ultima, in ordine cronologico, è quella lanciata l'altro giorno dal consigliere regionale Massimiliano Barison, capogruppo di Forza Italia. Nell'ambito della riorganizzazione della sanità padovana, Barison auspica il trasferimento del S. Antonio all'Azienda con i servizi sanitari a vocazione territoriale, oggi ospitati al S. Antonio, lasciati nelle disponibilità dell'Usl 16 e in particolare indirizzati alla valorizzare il presidio ospedaliero di Piove di Sacco. La proposta di Barison è stata accolta con interesse da alcuni amministratori della Saccisica che intravvedono, nella riorganizzazione complementare, la possibilità di incrementare servizi e figure professionali apicali a Piove. «L'Immacolata Concezione» dicono i sindaci di Pontelongo, Fiorella Canova, di Codevigo, Annunzio Belan, e di Legnaro, Giovanni Bettin «un ospedale che deve restare a pieno titolo al centro della programmazione della sanità provinciale. Riorganizzare gli ospedali permetterà di razionalizzare i servizi, ottimizzare gli spazi, superare gravi criticità e soprattutto creare nuove opportunità per offrire servizi efficienti e vantaggiosi». «Ritengo che da un punto di vista strategico, di tempi e di organizzazione della sanità nel territorio» ha commentato Davide Gianella, sindaco di Piove «possa essere una grande opportunità per il presidio piovese dell'Uls 16. Spero non si tratti di una proposta soltanto sulla carta».

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 12 maggio
UNA MOSTRA SUGLI ALPINI

PONTELONGO Arte, Alpini e Grande Guerra. Al museo GeSta di largo Cavalieri di Vittorio Veneto sino al 5 giugno sarà possibile visitare la mostra "Sul cappello che noi portiamo". Una mostra dedicata alle gloriose “penne nere” nei giorni in cui ad Asti si tiene il raduno nazionale, giunto all’89^ edizione. Questa sera alle 21 inaugurazione con una conferenza sul tema “E c'erano tre alpin... Breve storia delle truppe alpine” tenuta dalla storica Lisa Bragantin. L’ingresso alla mostra è libero. Info: 349 3550229. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 12 maggio
UN LABORATORIO DI TIPOGRAFIA PER I PIÙ PICCOLI

PONTELONGO Un laboratorio di tipografia per i bambini delle elementari. Sono aperte le iscrizioni a "Typo junior", l'iniziativa promossa dalla biblioteca comunale e in programma nel pomeriggio di sabato 28 maggio. L'obiettivo è quello di fare conoscere la storia della stampa tipografica ai bambini attraverso il gioco. Con attività pratiche i piccoli potranno imparare i principi base di composizione e di stampa con caratteri mobili oltre che condividere un'esperienza artigianale. Contributo 2 euro. Info e iscrizioni: biblioteca@comune.pontelongo.pd.it e 049 9776568. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 13 maggio
PONTECORR, STAGIONE DA INCORNICIARE

CORREZZOLA Un’eliminazione che non cancella la storia. In Prima Categoria si è infranto al primo turno il sogno playoff del Pontecorr di Samuele Broggio, sconfitto dalla Tagliolese nello scontro diretto che metteva in palio la qualificazione per la sfida all'Azzurra Due Carrare. Ai gialloverdi resta la soddisfazione di aver centrato un traguardo storico per il club, che non aveva mai disputato gli spareggi per il salto in Promozione, nemmeno ai tempi delle precedenti società Pontelongo e Correzzola. «Niente arriva per caso», sottolinea il presidente Benedetto Marcato. «Bisogna dare merito al direttore sportivo Renato Capuzzo, a mister Samuele Broggio e ai tre dirigenti: l'allenatore in seconda Pierluigi Bertin, il preparatore dei portieri Filippo Barbetta e il “factotum” Marco Locrati. I ragazzi sono stati bravissimi, ma rivolgo un applauso speciale a due di loro: il capitano Andrea Marcolongo, che per longevità e impegno è un esempio per tutti gli atleti del vivaio, e il difensore Luca Varagnolo, che malgrado un brutto infortunio è sempre stato presente per incitare i compagni». L’appuntamento è per il prossimo campionato, dove il Pontecorr vuole recitare ancora la parte del protagonista. La rosa. Portieri: Alberto Bottaro ('91), Alessandro Candian ('98), Angelo Zampaolo ('95). Difensori: Marco Bassato ('88), Luca D'Ambrosio ('89), Ayoub Ghaouli ('98), Andrea Marcolongo ('72), Filippo Nucibella ('94), Luca Varagnolo ('82). Centrocampisti: Edoardo Maria Biondi ('97), Mattia Boscolo ('87), Michele Crocco ('90), Leonardo Favorido ('88), Alex Giudizio ('92), Cristian Minelle ('94), Paolo Nardi ('96), Damiano Penzo ('91), Nicolò Pianta ('91), Andrea Pivetta ('97). Attaccanti: Oscar Cipriotto ('83), Nicolò Fabbian ('91), Federico Santaterra ('83), Alessandro Piovan ('91), Simone Tonello ('96). Matteo Lunardi

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 13 maggio
IN BREVE

PONTELONGO “Casoni anmati” C’è la nuvola blu La rassegna "Casoni Animati" dedicata alle letture per i più piccoli fa tappa domenica in villa Foscarini Erizzo. Ogni appuntamento riscuote interesse nei bambini. Domenica alle 15 Rosa Nieves Laffuè presenta "La nuvola blu". L’ingresso allo spettacolo è libero. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Domenica 15 maggio
DATA ALLE FIAMME LA FIASCHETTERIA
di Alessandro Cesarato  BRUGINE Misterioso incendio doloso alla Fiaschetteria Fontolan di via Aldo Moro, nella frazione di Campagnola. Un tentativo di dare fuoco alla rivendita, un atto intimidatorio o più semplicemente un gesto di vandalismo teppistico? Gli inquirenti sono al lavoro per dare una risposta a questo interrogativo. Ieri notte, poco dopo l'una, ignoti hanno versato del liquido infiammabile nelle fessure della porta vetrata d'ingresso dell'enoteca, poi hanno appiccat il fuoco. Alcuni passanti, notando il principio di incendio, hanno suonato il campanello alla famiglia che abita al piano di sopra per dare l’allarme, poi si sono rimboccati le maniche e con dei secchi d'acqua hanno domato l'incendio. che fortunatamente non aveva ancora intaccato le strutture dell’edificio. Il titolare Luca Fontolan, che risiede a Pontelongo, è stato avvertito dell’accaduto e successivamente sentito dai carabinieri per una prima valutazione dei motivi che avrebbero potuto scatenare un atto intimitario nei suoi confronti. «Ma il fatto è che io non ho mai avuto guai con nessuno e, per quel che ne sonom nessuno ce l’ha con mese. Prima di trasferirmi qui avevo la mia attività a Pontelongo. Mai avuto problemi. Non capisco proprio chi e perché mi ha fatto questo dispetto». Nulla dunque avrebbe fatto presagire un atto simile. Per spegnere il principio d’incendio non è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco. Circoscritti fortunatamente i danni, limitati alla porta e alla vetrata annerite dal fumo della combustione. I militari stanno ora indagando per tentare di risalire ai colpevoli. Per ricostruire l'episodio si stanno cercando anche eventuali immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso del circondario.

 

Il Mattino di Padova - Lunedì 16 maggio
IN BREVE

PONTELONGO Gli “amici” tedeschi in visita a Pentecoste Si è rinnovato nei giorni scorsi, per la 42esima volta, il sodalizio tra Pontelongo e Bietigheim, cittadina tedesca vicino a Stoccarda. Un gruppo di cittadini del paese tedesco è arrivato per la tradizionale visita nei giorni di Pentecoste. L’idea nacque nel 1974 quando Narciso Munegato, emigrato in Germania negli anni ’60, propose ai suoi compaesani di organizzare una partita di calcio con i suoi nuovi amici tedeschi, in particolare con alcuni componenti del gruppo Kolping Familie, associazione cattolica nata per incentivare attività culturali e ricreative per i giovani.

 

Il Mattino di Padova - Domenica 22 maggio
RALLY SHOW IN VIA DANTE

PONTELONGO Decima edizione del "Pontelongo Rally Show", la manifestazione motoristica organizzata dall'associazione Pontelongo Corse del presidente Alessandro Borile. Oggi dalle 9 alle 19, negli spazi della zona artigianale in via Dante, torna l'annuale appuntamento, divenuto ormai un classico, con i motori e l'adrenalina. Per tutta la giornata esposizione e l'esibizione di auto da rally storiche, moderne, sportive e drifting. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Lunedì 23 maggio
«LA PEDIATRIA DI PIOVE AL SANT’ANTONIO»

PIOVE DI SACCO Sindaci e amministratori della Saccisica sostengono la risoluzione del consigliere regionale Massimo Barison per il trasferimento dell’ospedale della mamma e del bambino nella sede del Sant’Antonio. Ciò porterebbe a risolvere i problemi della Pediatria di Padova e permetterebbe il conseguente mantenimento in dotazione all’Usl 16 delle eccedenze di posti letto e figure professionali riservandole all’ospedale Immacolata Concezione. Il sostegno è concretizzato con una mozione da sottoporre ai vari consigli comunali da poi girare alla Regione e ai direttori delle Usl interessate. «Questa proposta non solo risolverebbe i noti problemi di Pediatria» spiega il sindaco di Legnaro Giovanni Bettini «ma valorizzerebbe anche il ruolo dell’ospedale di Piove di Sacco dando un senso ai tanti investimenti eseguiti in questo presidio a partire dal 2010». «La realizzazione del nuovo ospedale di Padova non avverrà ragionevolmente prima di 7-8 anni» argomenta invece il sindaco di Codevigo Annunzio Belan «La risoluzione prevede contestualmente di trasferire alla Saccisica, mediante una debita modifica dei posti letto dell’ospedale di Piove di Sacco, tutti i servizi sanitari con vocazioni territoriale». «Dopo anni di dubbi sul destino del nostro ospedale e dopo un lungo dibattito sulla realizzazione del nuovo nosocomio di Padova» dichiara il sindaco di Pontelongo Fiorella Canova «finalmente esiste una proposta fattibile e concreta, che ristabilisce a Piove di Sacco un punto di riferimento per un territorio di oltre 250 kmq». Favorevole anche il sindaco di Bovolenta Anna Pittarello, che già da tempo ha fatto richiesta di cambiare Usl, dalla 17 alla 16. Ai sindaci si aggiunge anche Giorgio Zampieri, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale a Piove: «Per il nostro ospedale è un nuovo inizio, non solo struttura della Saccisica ma ospedale per acuti di Padova e provincia». L’idea non dispiace neppure al sindaco Davide Gianella: «Credo che per la sanità padovana» afferma «possa essere una doppia opportunità, sia per l’Azienda ospedaliera sia per il nostro presidio. Visto che quest’anno si dovrà affrontare il tema del nuovo piano sociosanitario veneto ed è in atto una discussione per rivedere l’organizzazione del servizio sanitario regionale, il 2016 rappresenta il momento più opportuno, logico, giusto, per fare in modo che le scelte strategiche si coniughino con la programmazione regionale. In primo luogo Padova potrebbe vedere realizzato un grande polo pediatrico materno-infantile, arricchendo l’intero territorio dell’Usl 16, attualmente il più popoloso di tutta la Regione. In secondo luogo si potrebbe andare ad immaginare un disegno diverso rispetto all’attuale previsione di un presidio di rete per acuti su due sedi. Alessandro Cesarato

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 25 maggio
IN BREVE

PONTELONGO Un primo piano su Battisti e Filzi Nell'ambito delle manifestazioni legate al centenario della Grande Guerra 1915-18 l'assessorato alla Cultura di Pontelongo e il museo GeSTA presentano il convegno "Per essere italiani. Cesare Battisti e Fabio Filzi" a cura della storica locale Lisa Bregantin, espertta in materia. L’appuntamento è per domani sera alle 21 in largo Cavalieri di Vittorio Veneto. L’ingresso è libero. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 27 maggio
LA SFIDA DI STARE PIÙ VICINI AGLI ULTIMI A UN BATTITO DI CUORE DAL PAPA BUONO

di FRANCESCO JORI C’era del veleno, nella battuta: «Capovilla? È la vedova di Giovanni XXIII». Non a caso quella cattiveria usciva da gente di chiesa, preti - non molti, per fortuna - convinti che la carità cristiana sia una virtù da predicare solo agli altri. Ma lui, l’interessato, come sempre non si scomponeva, né se ne aveva a male: «Facevano dell’ironia sul mio impegno per custodire la memoria del Papa». Un compito svolto con puntiglio e rigore: se Giuseppe Angelo Roncalli è stato proclamato santo, lo deve anche al metodo e all’affetto con cui quello che durante la stagione in Vaticano è stato il suo segretario, ha raccolto e tenuto in ordine un’imponente mole di documenti. Ed è stato sempre lui, dopo la morte del pontefice, a tenerne viva la memoria in un lungo tour di incontri e conferenze, al punto da guadagnarsi quell’appellativo di “vedova”: ultima vendetta, magari, di chi non aveva digerito Giovanni XXIII da vivo, senza il coraggio di criticarlo pubblicamente da morto. A dispetto del suo mite modo di essere, Loris Capovilla è stato fino all’ultimo un tipo tosto: perché così aveva dovuto imparare a diventarlo da piccolo. Nasce il 14 ottobre 1915, a Pontelongo, in provincia di Padova, quando la Grande Guerra è appena scoppiata. Il papà, Rodolfo, è funzionario della principale industria del paese e una delle più grandi del Veneto, la Società Belga Zuccherifici. Muore a soli 37 anni, nel 1922. Così la mamma, Letizia Callegaro, è costretta a prendere i due bambini, Loris e Lia, e gira un po’ di posti fino a stabilirsi a Mestre: è il 1929. Poco dopo Loris entra in seminario a Venezia e a 25 anni viene ordinato presbitero dal patriarca, il cardinale Adeodato Giovanni Piazza. Promette bene, perché gli affidano una serie di incarichi operativi: cappellano a San Zaccaria, catechista alle scuole medie, cappellano del carcere minorile e all’ospedale degli infettivi, cerimoniere a San Marco. Ma intanto è scoppiata un’altra guerra: in un primo tempo viene destinato al corpo di spedizione italiano in Russia, ma il fisico non è adatto e allora lo spediscono a fare l’assistente religioso all’aeroporto di Parma: dove lo ricorderanno a lungo per aver salvato molti militari dall’internamento in Germania dopo l’armistizio del 1943. L’incontro con Roncalli avviene nel 1953, quando papa Pio XII gli affida l’incarico di patriarca di Venezia. Il futuro Papa lo prende subito con sé; e decide di portarselo a Roma la sera stessa di quel 28 ottobre 1958 in cui viene eletto alla guida della Chiesa. «Santità, è un bravo prete, ma non ha una gran salute e potrebbe avere vita breve», gli obietta il suo vicario veneziano Erminio Macacek. E Roncalli, di rimando: «Se non ha salute, verrà con me e morirà con me». Gli sopravvivrà per oltre mezzo secolo, e darà tanto alla Chiesa e al suo Papa: «Dio le conceda lunga vita perché continui a parlarci di papa Giovanni», gli augurerà nel 2011 il cardinale Carlo Maria Martini. Un percorso davvero straordinario, il suo: nato durante il pontificato di Benedetto XV, formatosi sotto Pio XI, ordinato sacerdote all’inizio di quello di Pio XII, uomo di fiducia di Giovanni XXIII, Capovilla ha vissuto fino all’ultimo il suo sacerdozio di volta in volta con altri cinque Papi; e la sintonia più profonda l’ha sentita con l’ultimo, Francesco, per la sua scelta di una Chiesa che stia dalla parte degli ultimi. La stessa di papa Giovanni e del suo segretario, così diversa da quella dei Ruini e dei Bertone. L’ha sempre contraddistinto una profonda umanità, mai tentata dal giudicare le persone: «Non abbiamo bisogno di un’ideologia o di un computer; ci occorre un uomo in carne ed ossa, come erano i profeti; uomo che pensa, prega ed ama», ha scritto in uno dei suoi ultimi interventi. Come Francesco, sapeva dialogare con tutti. A Indro Montanelli che si proclamava ateo, scrisse un giorno: «Per favore, non lo dica più! Agostino diceva che tanti che credono di essere dentro sono fuori, e tanti che credono di essere fuori sono dentro». Montanelli prese quella lettera e la pubblicò con un’eloquente annotazione: «Speriamo che sia vero!». Pochi mesi fa, nel tagliare il traguardo del secolo di vita, ha messo mano a un opuscolo dal semplice titolo “Cento anni”, rivolgendosi al suo vecchio compagno di strada, Giovanni XXIII: «Non ho avventure strepitose da raccontare, tranne l’incontro con voi, che siete stato l’ispiratore del mio servizio sacerdotale? Di nulla mi vanto, non mi sento creditore verso alcuno, sono in debito con voi, con i miei amati genitori Letizia e Rodolfo e mia sorella Lia con suo marito Carlo». Ma è un debito che ha largamente saldato in vita. E comunque il Padreterno sa fare di conto.

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 27 maggio
IN BREVE

PONTELONGO Maggio pontelongano Ultimo fine settimana dedicato al “Maggio Pontelongano”. Questo fine settimana il menù dello stand gastronomico sarà a base di pesce. Mostre e ballo con orchestra con pista coperta.

 

Il Mattino di Padova - Martedì 31 maggio
COMMOSSO ADDIO A DON LORIS

di Nicola Stievano  ARRE Don Loris aveva chiesto un commiato discreto e intimo, lontano dai riflettori, come è stata la sua vita nel ricordo e nello stile di papa Giovanni XXIII che ha servito per oltre sessant’anni, tenendo vivo il suo messaggio anche tra chi non l’ha conosciuto. Ma proprio l’affetto dei tanti che hanno frequentato e amato questo vescovo, uomo di fede e di dialogo, ha portato centinaia di persone a riempire all’inverosimile la chiesa parrocchiale di Sotto il Monte per l’ultimo saluto. La stessa chiesa nella quale due anni fa il fedele segretario di papa Roncalli ricevette la berretta cardinalizia per volontà di Papa Francesco ieri ha accolto la bara di legno chiaro, senza ornamenti eccetto il vangelo aperto, fra due ali di folla silenziosa e commossa. Presente anche il patriarca di Venezia Francesco Moraglia accanto al celebrante, il vescovo di Bergamo Francesco Beschi, e al vescovo di Chieti Bruno Forte, che ha tracciato una toccante biografia di Capovilla. Di primo mattino don Loris era stato salutato, nella cappella privata di Papa Giovanni a Ca’ Maitino, dai familiari e dai parenti più stretti, compresi i nipoti arrivati dal Veneto. «È stata una celebrazione raccolta, che mi ha ricordato i momenti trascorsi insieme in famiglia», racconta Sandra Capovilla, la nipote di Arre, «quando don Loris celebrava la messa insieme a noi. È stata un’emozione forte». Al termine il feretro del cardinale è stato accompagnato, sotto una pioggia battente, fino alla chiesa parrocchiale. Ad aprire la processione i vescovi, seguiti dai parenti. Tutto intorno una folla che ha voluto rendere omaggio a monsignor Loris Francesco Capovilla, nato a Pontelongo, prete a Venezia, quindi a fianco dell’allora Patriarca Roncalli per poi seguirlo fino in Vaticano, sempre legato alle sue origini, alla sua famiglia. Ed è stato proprio il nipote Gianfranco Vecchiato, veneziano, un passato da assessore comunale, a ricordarlo con una testimonianza personale: «Uno zio rimasto giovane, capace di stupire, che nonostante l’età non aveva paura del futuro e della modernità», ricordando gli anni difficili del fascismo e della guerra e la straordinaria stagione vissuta a fianco di Papa Giovanni. «Monsignor Loris ci ha consegnato la grande esperienza della sua vita nel segno di un’aurora che rappresenta la speranza del mondo», ha detto il vescovo Beschi durante l’omelia. Presenti alla celebrazione, oltre 150 sacerdoti, il ministro Maurizio Martina, il prefetto di Bergamo e, tra i tanti deputati e senatori, anche Pierluigi Bersani. A guidare la delegazione di Pontelongo il sindaco Fiorella Canova con il parroco don Aldo Manfrin, due consiglieri comunali. Al termine la salita, sempre sotto la pioggia, al piccolo cimitero di Fontanelle, dove don Loris ha chiesto di essere sepolto “sulla nuda terra” non lontano dalla tomba di padre David Maria Turoldo. «È un santo uomo», concludono i nipoti di Capovilla, «la storia dirà quale personaggio è stato, noi intanto ci sentiamo tutti un po’ orfani».

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