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scritto da Amministratore   05/02/2016

Gennaio 2016

 

Il Mattino di Padova - Martedì 5 gennaio
GIOVANE DONNA CON IL CRANIO SFONDATO

di Cristina Genesin PONTELONGO È giallo sulla morte di una donna di origini dominicane che viveva a Pontelongo. Anzi, c’è quasi la certezza: è stata assassinata. La segnalazione alle autorità arriva la mattina del 23 dicembre: «La mia compagna è morta». Steso sul letto dell’appartamento situato a Pontelongo in via Martiri di Belfiore 67 (in un complesso popolare dietro il municipio), il corpo ormai senza vita di Fanny Leticia Franco Garces, classe 1977, cittadinanza dominicana, il cranio sfondato da almeno 4 o 5 colpi mortali. «È caduta dalle scale...» la prima spiegazione. E ancora: «È stata scippata una ventina di giorni fa». Versioni contrastanti fornite dal convivente, E.B.. Versioni che, fin da subito, non hanno convinto i militari dell’Arma. La conferma dall’autopsia: Fanny è stata massacrata probabilmente con un bastone o un altro corpo contundente. Ma il carnefice potrebbe pure averla afferrata per i capelli sbattendo la sua testa contro il pavimento o un muro. Mortali risultano quelle lesioni al cranio che hanno provocato un’emorragia cerebrale probabilmente nelle ore precedenti, ovvero nella notte tra il 22 e il 23 dicembre. Il decesso non sarebbe stato immediato: sarebbe avvenuto dopo un’agonia durata una o due ore. Ora si attende la relazione tecnica del dottor Giovanni Cecchetto, dell’Istituto di Medicina legale di Padova, incaricato di svolgere l’esame autoptico. Esame che si è svolto nella sede dell’Istituto qualche giorno fa. Oltre alle ferite alla testa, sul corpo di Fanny sarebbero state rilevate altre lesioni ed ecchimosi: sono i segni di abusi e violenze sopportate in silenzio? È l’ipotesi degli inquirenti che stanno passando al setaccio la vita della donna e quella del compagno. Lei, un passato turbolento, senza un lavoro stabile se non quello più antico del mondo, e un’esistenza attuale non facile accanto a un compagno anche lui travolto dalle difficoltà della vita: per ore i militari hanno eseguito rilievi nella casa di Pontelongo alla ricerca di elementi indispensabili per ricostruire il film della drammatica notte. Nel frattempo il convivente, che lavora di notte, è stato accompagnato in caserma per fornire i dettagli delle ultime ore trascorse accanto alla donna. In principio E.B. avrebbe insistito sull’incidente domestico con quella caduta dalle scale: «Si è fatta male così» ha raccontato ai carabinieri per nulla convinti. Poi è spuntata un’altra versione: una ventina di giorni prima del decesso, la compagna sarebbe stata scippata da uno sconosciuto. L’aggressione, avvenuta lungo la strada, avrebbe provocato la sua rovinosa caduta sull’asfalto, ecco la ragione di quelle lesioni in particolare in testa. Tuttavia i carabinieri continuano gli accertamenti. E indiscrezioni confermano: il compagno sarebbe stato sottoposto ad accertamenti medici per verificare eventuali segni sul suo corpo. Intanto la salma di Fanny Leticia Franco Garces è ancora in obitorio a disposizione dell’autorità giudiziaria. E la casa di via Martiri di Belfiore è chiusa.

 

IL PUSHER DEGLI STUDENTI FINISCE IN CARCERE
PIOVE DI SACCO Spacciava droga agli studenti delle scuole superiori di Piove di Sacco: è finito in carcere Roberto Oglialoro, venticinquenne di Pontelongo. Già noto alle forze di polizia, il giovane è accusato di aver venduto tra giugno e novembre del 2015 dosi hashish ai ragazzi che frequentano gli istituti superiori di via Parini. Sono stati i carabinieri di Piove di Sacco a chiedere e ottenere da parte del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Padova l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il venticinquenne. I militari hanno infatti raccolto una serie di elementi a carico di Oglialoro e sono riusciti a documentare, grazie anche alla collaborazione di qualche “cliente”, diverse occasioni in cui ha ceduto la sostanza stupefacente. I carabinieri hanno cercato di imprimere alle indagini la massima celerità quando si sono resi conto che la clientela dello spacciatore era per lo più costituita da studenti ancora minorenni. Gli scambi di hashish avvenivano vicino alle scuole le quali sono diventate sorvegliate speciali dopo le prime segnalazioni. Oglialoro è stato portato al Due Palazzi di Padova dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria. Elena Livieri

 

IN BREVE
PONTELONGO Presepio vivente Appuntamento in notturna per il presepio vivente giunto alla sua 14° edizione. Questa sera dalle 21 alle 22.30 sfilata dei figuranti e fiaccolata per l’arrivo dei Magi. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 7 gennaio
PONTELONGO SBIGOTTITA «PERSONA RISERVATA, MAI UDITI URLA O LITIGI»

Il paese s’interroga su una vicenda dai risvolti inquietanti L’ex meccanico viveva con la dominicana da pochi mesi - di Alessandro Cesarato
PONTELONGO. Dubbi, incertezze, perplessità. E tanto stupore. Sentimenti comuni che ieri mattina hanno attanagliato il piovoso risveglio invernale del tranquillo paese diviso in due dal fiume Bacchiglione. Troppi gli interrogativi aperti su un fatto che ha lasciato tutti di sasso. Emilio Bertin è nato e vissuto a Pontelongo, nella casa popolare di via Martiri Belfiore. Quando sono venuti a mancare i genitori ha continuato ad abitarci da solo. Ieri il cancello è rimasto chiuso, come pure i balconi di legno che oscurano le finestre. Fino agli anni Ottanta ha lavorato come meccanico nel locale zuccherificio.

Pur avendo il posto fisso a due passi da casa aveva però preferito licenziarsi e cercare altre strade. A Padova, al lavoro, ora ci va in autobus e questo lo tiene lontano da casa molte ore, tanto che i vicini si chiedono talvolta se ancora viva in paese. Esce il pomeriggio e rientra all’alba, tanto da diventare quasi un ombra per chi abita da queste parti.

La solitudine di tanti anni si è spezzata la scorsa primavera quando ha fatto la comparsa quella che è diventata la sua compagna. Con lei qualche volta è stato visto passeggiare lungo la via oppure sedersi all’ombra delle piante nei giorni estivi più caldi. O ancora lavorare il piccolo orto ereditato dai genitori a pochi passi dall’abitazione. Da sempre è un uomo di poche parole, che preferisce non impicciarsi dei fatti degli altri e conseguentemente poco propenso alla condivisione dei propri. Una vita, quella della coppia, vissuta nell’assoluta riservatezza e normalità. I vicini, anche quelli che condividono lo stabile e le sottili pareti divisorie, mai hanno sentito una parola fuori posto, un urlo, una lite.

Anche nelle parole del sindaco Fiorella Canova c’è tutta la sorpresa per una vicenda del tutto inaspettata. Ovviamente al momento del decesso era stata informata, ma i successivi sviluppi sono arrivati come un fulmine a ciel sereno. Mai c’erano state avvisaglie di qualsiasi tipo né tanto meno i presupposti per segnalazioni ai servizi sociali. «Emilio è una persona molto riservata» spiega la Canova «che molto raramente si può incontrare in paese. Non lo conosco di persona ma sul suo conto non ho mai sentito dire nulla di male».

In Comune non era mai giunta, non solo la richiesta di residenza della donna, ma neppure quella di ospitalità. Le ultime parole sono quelle del parroco, don Aldo Manfrin, anche lui colpito a freddo dalla vicenda. «Ero a conoscenza del decesso» dice «che
pareva essere dovuto a cause naturali. Dopo quella data non ho più ricevuto aggiornamenti. È un fatto che turba gli animi dell’intera comunità raccolta nel clima sereno di queste feste. Se le ipotesi fossero confermate non potremo che provare tutti profonda compassione e un’immensa tristezza».

 

LA SORELLA DI FANNY CHIEDE AIUTO «VORREI DARLE SEPOLTURA IN PATRIA»
di Enrico Ferro PONTELONGO «Voglio riportare a Santo Domingo il corpo di mia sorella ma i soldi non mi bastano. Ho bisogno di aiuto». È il grido di dolore di Indiana, trentenne dominicana sorella di Fanny Leticia Franco Garces, la trentottenne trovata morta il 23 dicembre scorso in un’abitazione di Pontelongo. Perdere una sorella è già di per sé un’esperienza che lascia ferite difficili da rimarginare. Scoprire di averla persa in circostanze così strane è ancora più doloroso. Sì, perché dopo una prima parziale archiviazione del caso come “morte accidentale” l’esame autoptico ha rilevato una possibile connessione tra le ecchimosi e l’emorragia cerebrale. Questo chiaramente ha cambiato volto all’indagine. Quella che sembrava essere la morte per cause naturali di una donna di 38 anni con un passato da prostituta e un presente da etilista cronica, ora è il punto centrale di una inchiesta per omicidio. Chiaramente il primo interrogato è stato il compagno Emiliano Bertin, dipendente del Kofler di via Bronzetti a Padova. Il convivente è stato accompagnato in caserma per fornire i dettagli delle ultime ore trascorse accanto alla donna. In principio ha parlato di un incidente domestico raccontando di una caduta dalle scale, poi ha descritto anche una rapina subita sempre dalla donna qualche giorno prima in stazione a Padova: la rovinosa caduta sull’asfalto, a suo dire, avrebbe causato le ferite. Nonostante le varie tesi esposte, Emiliano Bertin non è mai caduto in contraddizione davanti agli investigatori. Nulla di rilevante è emerso neppure dai racconti dei vicini di casa. Anche la sorella Indiana, residente a Padova in via Confalonieri, non è mai stata informata da Fanny Leticia di violenze domestiche o comportamenti vessatori da parte del compagno. «Voglio sapere cosa è successo, voglio capire come è morta mia sorella», ha ripetuto più volte ieri mattina dopo essersi presentata sia al comando provinciale dei carabinieri che in Procura. «Far rimpatriare la salma costa 10 mila euro» spiega. «Io non li ho e per questo chiedo aiuto. Vorrei riportare mia sorella vicino alla nostra famiglia. Sono in contatto con l’Ambasciata ma ho bisogno di soldi». Fanny Leticia Franco Garces è stata trovata stesa a letto con ferite alla testa ed ecchimosi su tutto il corpo. Non c’era sangue lì intorno, quindi nessuno ha pensato subito a una morte violenta. Ora l’autopsia che stravolge tutto.

 

Il Mattino di Padova - Domenica 10 gennaio
PONTELONGO AFFIDA I LAVORI PER MIGLIORARE IL CIMITERO

PONTELONGO Proseguono gli interventi al cimitero del capoluogo. Il complesso di via Candiana torna così a essere oggetto di attenzione per un continuo miglioramento del sito e dei servizi. In questi giorni si è conclusa la gara di affidamento dei lavori che secondo la programmazione dell’amministrazione comunale dovrebbero iniziare con l’arrivo della primavera. Per l’intervento il Comune ha ricevuto un finanziamento regionale di 100 mila euro che andrà a coprire per due terzi la spesa preventivata. Il resto sarà coperto dall’ente comunale con fondi propri. Scendendo nel particolare gli interventi riguarderanno più aspetti. In primo luogo sarà realizzata una rampa di accesso al cimitero che farà anche da collegamento tra la sezione originaria e quella di più recente realizzazione. Inoltre saranno ristrutturate le mura di confine, saranno realizzati percorsi per i portatori di handicap e sistemato l’arredo urbano. Un altro intervento riguarderà invece la realizzazione di nuovi loculi. Infine sarà steso un progetto per la realizzazione di un campo di inumazione che modificherà l’area. Alessandro Cesarato

 

CON IL PRESEPE A PONTELONGO HANNO AIUTATO GESÙ A NASCERE
di DON MARCO POZZA Al forestiero cortese che gli dedica anche solo un cenno d’attenzione, gli fa dono di mille rimborsi: il suono ferroso del fabbro, quello goffo e legnoso del calzolaio, la voce burrascosa dell’acqua e quella silente e maestosa delle nenie monastiche e abbaziali. Suoni, anche voci: la voce riprovevole della maestra, lo starnazzare delle oche, il belato delle pecore, la voce orante e ruspante di chi baratta pezzi d’autore, lo schiamazzo di chi gioca a palla nel cortile. Suoni e voci, anche immagini: la casa scarna d’un tempo che è divenuto una memoria, l’ortolano di mercato, il soldato in divisa, la donna delle candele e quella delle spezie. Odori: di cera, di muffa, di pane. Di Vangelo. Fare-il-presepio significa imprigionare, dentro una festa di muschi e stelline, il Dio-Bambino che richiama così ferocemente la stagione della nostra giovinezza, il paese dal quale ciascuno proviene: una scenografia succinta, disadorna. Come quella tramandata da Tommaso da Celano, nella sua “Vita Prima”: «In quella scena si onora la semplicità, si esalta la povertà, si loda l’umiltà» Si era, allora, a Greccio, dicembre 1223. Il primo presepio porta ancor oggi l’intuizione di Francesco, l’uomo delle cose-belle che, con molta modestia, decise in cuor suo di scegliere nient’altro che la Bellezza come compagna delle sue peripezie. D’allora, ciò che era suo divenne di tutti. Duplicarono i presepi, affinarono i gusti, c’era Dio da custodire: «Il Verbo si fece carne e piantò la sua tenda in mezzo a noi» (Gv 1,14). Ogni presepio è gemellato con Greccio. Pontelongo è terra di Veneto: nebbia e acqua, fiumi e commerci. È una donna che macina bietole, raffina zucchero al punto tale d’essere il “paese dello zucchero”. Uno sposalizio che dura da dieci decadi. Anche terra di fede: quella scorbutica, ferruginosa, rurale. Non toccate loro la Madonna, per carità. Tra una notte e l’alba, per lei stendono a maggio un ponte di navi: certe dichiarazioni sanno d’amore folle e bambino, quasi esagerate se non fosse ch’è memoria di un passato sempre acceso. Per lei, ma anche per il suo Bambino, il Dio-Bambino, non guardano a spese di tempo, d’ingegno: è loro uno dei presepi viventi più “gemelli” di quello francescano. “Cristo ha piantato la sua tenda a Pontelongo”, deve aver pensato il loro prete anni fa, giunto da tutt’altre zone ma nato lì vicino. Si chiama Aldo: nome tipico di pastore, odora di notti all’addiaccio, di fede e di stupore bambino. All’apparente disinteresse verso Dio e i suoi misteri, s’è agganciato all’intuito furbastro del fraticello d’Assisi: coinvolgere Cristo nella vita feriale della sua gente. Detto e fatto: casoni, mercanzie, greggi e armenti, oche e fabbri, sterco, spezie. È il suo corso di catechismo: manovre più che discorsi, linguaggio dei bambini più che quello dei rabbini. Ha preso la mano della sua gente e l’ha portata-a-spasso per il mistero natalizio: ha preso Dio e l’ha portato a spasso tra le strade della sua parrocchia. Un piccolo gioiello d’arte e di fede gustato ogni anno da decine di migliaia di visitatori. Oltre 200 figuranti, mezzo anno d’organizzazione, passione del particolare e visione d’insieme: il gusto-di-Dio nell’ingegno paesano. Per poi, ad opera compiuta, ammettere che il Dio lontano, e magari noioso, è stata la vera ragione di tutto quel simpatico arrabattare d’autunno: avevano aiutato Dio a nascere senz’accorgersi. Il Dio-delle-sorprese, capace di sorpresa.

 

PRESEPE VIVENTE ULTIMO SPETTACOLO
Oggi ultimo appuntamento con il grande presepio vivente allestito negli spazi all’esterno della chiesa parrocchiale di Pontelongo. Le rappresentazioni inizieranno alle 15 per terminare alle 18. Si tratta di una rappresentazione a percorso, su oltre 2 mila metri di superficie con oltre un centinaio di figuranti. Anche a Codevigo ultima occasione per ammirare l’allestimento creato dai volontari dell’Unità pastorale nel giardino posto sul retro del patronato parrocchiale. Gli orari di apertura al pubblico sono dalle 15 alle 18.30. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Martedì 12 gennaio
LAVORI A TERRANOVA SU PIAZZA E MONUMENTO

PONTELONGO Al via gli interventi per il recupero del piazzale antistante la chiesa della frazione di Terranova. La superficie della piazza del monumento ai Caduti, insieme alla relativa statua, era stata fortemente rovinata dal maltempo dello scorso febbraio. La superficie dello spazio davanti alla chiesetta dedicata a San Geminiano Vescovo era, infatti, irrimediabilmente ceduta sotto il peso degli alberi che si sono abbattuti su di essa, causando anche la parziale demolizione del monumento, del relativo sostegno e della recinzione della pavimentazione. L’amministrazione comunale, ritenuto doveroso ripristinare quanto prima un luogo di storia e commemorazione, si è subito attivata per eseguire la manutenzione straordinaria predisponendo un progetto che ha dovuto però passare prima al vaglio della Soprintendenza ai beni ambientali e culturali. Il restauro sarà eseguito, anche per motivi logistici ed economici, in due stralci. Il primo, che costerà 40 mila euro, riguarderà la sistemazione del basamento del monumento e la demolizione parziale della piazza con stesa di materiale inerte per tornare intanto a usufruire degli spazi in piena sicurezza. Alessandro Cesarato

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 14 gennaio
MOLINO ROSSETTO, 2015 D’ORO FATTURATO OLTRE I 16 MILIONI

PONTELONGO Anche quest’anno Molino Rossetto, azienda di Pontelongo specializzata nella produzione di farine e preparati speciali, parteciperà a Marca, il salone dedicato al mondo della marca commerciale in programma il 13 e 14 gennaio a Bologna Fiere. È un appuntamento imprescindibile per l'azienda, dato che le private label rappresentano il 25% del suo fatturato, che nel 2015 ha superato quota 16 milioni di euro (+9,5% sul 2014) per un totale di 23,5 milioni di pezzi venduti (+8% sull'anno precedente). Performance molto positive, che l'azienda deve alla propria dinamicità e flessibilità anche nelle vesti di co-packer di grande esperienza. L'obiettivo per il futuro è accompagnare nella crescita i retailer. L’elenco delle partnership è ampio e di recente c’è stato anche l’accordo con Sigma, storico leader della distribuzione organizzata. Anche con i prodotti a brand Molino Rossetto ha chiuso un anno positivo grazie a una strategia di diversificazione dell'assortimento che l'ha portata a diventare protagonista nei segmenti più performanti: la cucina alternativa, l'alimentazione naturale, i prodotti biologici e quelli destinati a target in espansione, come gli intolleranti e i celiaci.

 

La Piazza Web - Sabato 16 gennaio
CHIOGGIA, RAPINA AL PRETE DELLA PARROCCHIA: IL MALVIVENTE VERRÀ RIMPATRIATO
Svegliato, nel cuore della notte, da un un uomo che pretendeva soldi. Don Mario Pinton, parroco della chiesa di San Giovanni Battista di Chioggia se l’è vista brutta, nella notte tra mercoledì e giovedì. Un giovane gli ha puntato un coltello contro, chiedendogli i soldi che pensava nascondesse in chiesa. Il parroco ha dapprima rifiutato, i toni si sono inaspriti e ne è seguita una colluttazione dalla quale il prelato, per sua fortuna, ne è uscito illeso, disarmando il giovane.
Tuttavia l’uomo, non contento, è riuscito a rubare due telefonini e le chiavi della macchina di don Pinton, con la quale è scappato, abbandonandola poi per strada, nella zona di Codevigo, per continuare la fuga a piedi.
Qualche minuto dopo, a causa della nebbia,  una macchina si schianta contro la fiat Punto abbandonata. Così, gli agenti della polizia stradale di Piove di Sacco sono riusciti, attraverso la targa, a scoprire che si trattava dell’auto di don Pinton. Più tardi, per strada, gli agenti hanno riconosciuto un uomo a piedi, barcollante e lo hanno fermato, scoprendolo in possesso della refurtiva confiscata al prete qualche ora prima.
Al commissariato di Chioggia, il malvivente è stato identificato in A.M. marocchino 29enne residente a Pontelongo, irregolare sul territorio dello Stato, senza fissa dimora, con precedenti specifici in materia di reati contro il patrimonio e la persona, e riconosciuto da don Mario come lo sconosciuto che aveva fatto irruzione in canonica.
Da ulteriori accertamenti è emerso che il nordafricano, qualche giorno prima, aveva tentato di rapinare un bar nella zona di Borgo San Giovanni. La polizia, considerandolo un soggetto pericoloso per la società, lo ha inviato oggi alle autorità di Bari per predisporre il suo rimpatrio.

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 21 gennaio
"APRI GLI OCCHI” LA CORSA DI RIGHETTO VERSO LA SPERANZA
Domani in edicola con il nostro giornale “Il lager dentro. Il cammino di sofferenza di Luigi Bozzato” (nella foto). Umberto Marinello racconta il viaggio di un veneto attraverso quattro campi di sterminio: Dachau, Magdeburgo, Mauthausen e Allach. Il professor Marinello ripercorre la storia di un ex internato di Pontelongo, scomparso pochi anni fa, che è riuscito a salvarsi da tutti e quattro i lager. Il libro (Zanetti editore) è la riedizione di quello già pubblicato una decina di anni fa, corredato con nuove immagini provenienti dal Museo dell’Internato Ignoto di Padova, dalla stessa famiglia Bozzato e dagli Archivi di Dachau e Mathausen. «La sua storia ha colpito profondamente sia alunni che insegnanti: per più di 30 anni abbiamo incontrato migliaia di ragazzi dalle elementari all’università, associazioni culturali e biblioteche» dice Marinelli. di Nicolò Menniti-Ippolito

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 22 gennaio
«LA REGIONE VENETO CHIUDE I 12 SPORTELLI INFORMALAVORO»
PADOVA Sono 12, in altrettanti comuni del padovano, gli sportelli InformaLavoro che saranno chiusi nei prossimi giorni. La fine del servizio aggiuntivo che gli enti locali fornivano ai propri cittadini in cerca di occupazione è stata comunicata dal presidente della Provincia Enoch Soranzo, tramite una circolare interna. «Spiace comunicare che, a seguito dell’entrata in vigore della Legge regionale del 29 ottobre 2015 n. 19, le funzioni in materia di politiche attive del lavoro vengono svolte dalla Provincia in via transitoria fino al 31 dicembre 2016 – si legge nel documento. – Sono in corso di discussione le modalità di gestione ma nel frattempo la Regione ha dato indicazione ai dirigenti preposti di provvedere alla chiusura degli sportelli InformaLavoro presenti sul territorio». La missiva è sta inviata ai sindaci dei comuni di Albignasego, Cadoneghe, Carmignano di Brenta, Casalserugo, Correzzola, Limena, Montegrotto Terme, Pontelongo, Rubano, Selvazzano Dentro, Tribano, Villafranca Padovana. «I Centri per l’Impiego continueranno a svolgere l’importante servizio che fino ad ora hanno svolto, anche senza il supporto degli sportelli InformaLavoro – spiega Elisa Venturini, consigliere provinciale con delega al Lavoro –. E tuttavia le norme che ne modificano la gestione, introdotte con la nascita dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro lasciano ancora in sospeso molti fronti». Nel frattempo i 9 Cpl della Provincia soffrono di una perdita di personale stimata intorno al 20%. Se nel 2014 erano infatti una cinquantina ora non ne sono rimasti, fra mobilità interna e pensionamenti, che 40. «Tutti i Centri sono in funzione ma alcune situazioni sono difficili: ad Abano ad esempio l’organico è pericolosamente ridotto – continua Venturini –. Solo con la definizione dei decreti delegati e gli accordi bilaterali fra Stato e Regione la situazione potrà essere sbloccata». Riccardo Sandre

 

Il Mattino di Padova - Sabato 23 gennaio
TRENI IN RITARDO E SPORCHI LA RABBIA DEI PENDOLARI

di Alessandro Cesarato PIOVE DI SACCO I tempi passano ma per i pendolari della “Vaca mora” la vita rimane dura. Viaggiare in “littorina” sulla linea Adria Venezia di Sistemi Territoriali è spesso una sofferenza, nonostante negli anni l’innovazione tecnologica e la riorganizzazione logistica siano cambiate. Ritardi, sovraffollamento, inefficienze e poca comunicazione, a fronte invece di biglietti e abbonamenti che negli ultimi anni sono aumentati. Il malcontento tra gli utenti è percepibile, anche se in molti ormai sono rassegnati. Gli interrogativi sono tanti e riguardano diversi aspetti. Innanzitutto molti pongono l’attenzione sulla funzionalità e la pulizia dei vagoni, non certo adeguata a ospitare quotidianamente persone che per lunghi tratti si trovano a condividere spazi comuni. Sedili macchiati e sudici che rimangono tali per mesi. Come pure i vetri interni dove le persone si appoggiano continuamente. Vagoni che in certe circostanze, sebbene molti siano nuovi, continuano a non avere l’aria condizionata funzionante, le porte di ingresso difficili da aprire e le prese della corrente inutilizzabili. In certe fasce orarie, in particolar modo la mattina presto, c’è poi l’annoso problema del sovraffollamento con persone stipate all’inverosimile. Gli utenti lamentano poi un deficit di comunicazione dell’azienda, come gli annunci a bordo che non funzionano. Qualcuno ha provato anche a lamentarsi mandando una mail all’apposito servizio reclami. Nella maggior parte dei casi però è in attesa di una risposta. Esistono poi questioni collaterali legate alla linea, come ad esempio i tempi di attesa ai passaggi a livello.Caso emblematico il tratto nel territorio di Pontelongo, dove tra la chiusura e l’apertura delle sbarre trascorrono dagli 8 agli 11 minuti. Chi viaggia in treno percepisce il disinteresse di Sistemi Territoriali nei confronti dell’utenza: il costo del biglietto è aumentato, non la qualità del servizio. Tutte problematiche avvertite anche sulla tratta Chioggia-Rovigo dove è più sentito il problema delle cancellazioni delle corse per motivi infrastrutturali o per guasti, con frequenti corse sostitutive sui pullman e inevitabile allungamento dei tempi di percorrenza. L’ultimo episodio di disservizio è quello accaduto l’altro giorno ad Adria: ha davvero del surreale. Il treno, in piena campagna, è rimasto senza carburante. Ai pendolari, fortunatamente pochi a quell’ora, non è rimasto altro da fare che scendere e incamminarsi per qualche chilometro sui binari per arrivare alla stazione.

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 28 gennaio
RISSA SUL PARQUET, SQUALIFICATI TUTTI
PADOVA. «Lo 0-0 è il dispositivo previsto dal regolamento di giustizia nei casi di rissa. Non ha vinto nessuna delle due squadre, ha solo perso lo sport». È amareggiato, ma risoluto, il presidente della Fip di Padova ed ex arbitro Roberto Nardi nell’esprimere la sua ferma condanna per quanto avvenuto a Conselve. «Nel momento stesso in cui si usano le mani per fare altro che non sia un canestro, il basket non può uscirne vincitore. Sguotti mi ha contatto per porgermi le sue scuse. Purtroppo sono avvenimenti che accadono raramente nel nostro sport, ma che possono succedere. Trovo inutile pensare che vi fossero le condizioni per continuare la partita. Il regolamento parla chiaro: chiunque entri in campo senza l’autorizzazione degli arbitri viene espulso. Ognuno dovrebbe avere l’umiltà di muovere un passo indietro assumendosi le proprie responsabilità». (m. ross.)

 

Di Mattia Rossetto CONSELVE Orange Basket Conselve-Polisportiva Pontelongo è una partita destinata a passare alla storia per la maxi squalifica inflitta a entrambe le squadre. Il giudice sportivo della Fip di Padova ha disposto due giornate di stop per Davide Moretti e Marco Bullo del Pontelongo per “atti di violenza” e “comportamenti offensivi nei confronti degli arbitri”. Ma una giornata è stata comminata a tutti gli altri 22 giocatori della partita (omologata con uno 0-0) per “comportamenti non regolamentari, espressi platealmente o in modo violento”. Due turni anche al campo di gioco del Conselve “per invasione, commessa da individuo isolato, con aggressione”. I fatti risalgono allo scorso 21 gennaio, quando a Conselve è andata in scena la terza giornata di ritorno del campionato di Prima Divisione (girone Sud). Stando alla ricostruzione dell’accaduto delle due parti in causa, Luca Zanovello (Conselve) e Davide Moretti (Pontelongo) sarebbero entrati in contatto, generando l’episodio che ha poi scatenato una rissa collettiva e portato all’annullamento dell’incontro. «Un mio avversario mi ha rifilato un pugno durante un’azione di gioco», racconta Zanovello, capitano dell’Orange ed ex bandiera del Gattamelata in Serie B, «Subito dopo averlo stoppato, stavo correndo verso metà campo e mi ha rifilato un calcione da dietro. A quel punto l’ho rincorso e sono intervenuti anche tutti gli altri. È iniziato a volare qualche spintone, ma poi non è successo nient’altro. Il ragazzo che mi aveva falciato ha ammesso che non sapeva cosa gli fosse preso e si è scusato con me. Dalla tribuna, mio fratello è intervenuto solo per accertarsi delle mie condizioni. Gli arbitri sostenevano di non aver visto nulla, ma hanno deciso di terminare la partita». «Questo non è certo il tipo di comportamenti, che insegniamo ai nostri ragazzi», precisa Carlo Sguotti, presidente del Basket Conselve, «Noi lavoriamo con il settore giovanile, l’Orange è una realtà “ospite” del Basket Conselve, che ha chiesto di giocare sotto il nostro codice Fip. Dopo le sanzioni del giudice sportivo prenderemo dei provvedimenti interni nei confronti delle persone coinvolte». Durante il parapiglia, che avrebbe interessato 12 atleti da ambo le parti, Alessandro Roncato, allenatore del Pontelongo, è stato vittima di un lieve malore. «Forse un giramento di testa dovuto alla concitazione», fa sapere il coach, «Ci dispiace molto per ciò che è successo, ma una volta che gli arbitri avevano espulso i giocatori che avevano iniziato a spintonarsi, credo che la gara sarebbe potuta proseguire tranquillamente».

 

TRE PATENTI RITIRATE PER ALCOL E DROGA
Tre denunce e tre patenti ritirate, due per guida in stato di ebbrezza e una per guida sotto l’effetto di stupefacenti: i provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri della Compagnia di Piove di Sacco nei giorni scorsi. B. A., 31 anni, era stato fermato per un controllo dai militari piovesi a Tribano. Il test a cui è stato sottoposto ha rivelato che l’uomo si era messo alla guida dopo aver assunto cocaina. Oltre quattro volte sopra il limite previsto dalla legge per mettersi alla guida, il tasso alcolico – pari a 22,59 - rilevato su B. R, 41 anni, di Pontelongo, fermato lungo la Statale 516 a poche centinaia di metri da casa: patente ritirata e denuncia anche per lui. Stessa sorte per V. A., trentatreenne di Saonara incappato nel controllo dei carabinieri in via Roma a Piove di Sacco: il suo tasso alcolico era di 1,15. (e.l.)

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