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scritto da Amministratore   28/09/2015

Settembre 2015

Il Mattino di Padova - Martedì 1° settembre

PROFUGHI, BITONCI ATTACCA «IL PREFETTO SI DIMETTA»
di Claudio Malfitano MESTRINO «Da oggi comincia una mobilitazione pesante: molti padovani e molti commercianti saranno a fianco dell'amministrazione. Terminerà soltanto quando avranno liberato il nostro territorio da questo scempio. Un prefetto non può comportarsi in questo modo e rimanere a Padova, per cui Patrizia Impresa deve andarsene: chiedo le sue dimissioni». Rispetto allo scorso 23 luglio è rimasto lo stesso solo il caldo. Il clima politico sulla questione profughi è invece molto cambiato. La promessa del prefetto Patrizia Impresa di sgomberare l’ex caserma Prandina entro fine agosto non si è realizzata. E Massimo Bitonci ha deciso di attaccare. Attacco al prefetto. Raduna i “suoi” sindaci e costruisce un documento contro ogni tipo di accoglienza. E poi, ricalcando quanto già fatto nell’aprile scorso dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini, chiede le dimissioni del prefetto. «Chiedo le sue dimissioni perché avrebbe dovuto convocare una conferenza di servizi già tempo fa. Non lo ha fatto, per cui vada via da Padova – tuona il primo cittadino – Non è mai successo che un sindaco sappia dalla stampa che viene prorogata una tendopoli come quella della Prandina. Qui siamo alla cancellazione dei diritti di un sindaco che è stato eletto dai cittadini. Il prefetto invece non è stato eletto da nessuno». Il documento del no. Alla fina il documento con le indicazioni tecniche per contrastare qualsiasi forma di accoglienza imposta dal prefetto raccoglie 27 adesioni. Sono i sindaci di Albignasego, Arquà, Brugine, Campo San Martino, Carceri, Carmignano, Cartura, Cinto, Cittadella, Codevigo, Correzzola, Fontaniva, Galliera, Legnaro, Limena, Masi, Mestrino, Montagnana, Padova, Pontelongo, Saletto, San Giorgio in Bosco, San Pietro in Gu, Terrassa, Villafranca e Vo. «Questa iniziativa è partita solamente qualche sera fa e in pochi giorni il documento è stato firmato da ben 27 sindaci – racconta Bitonci – Il nostro documento è molto netto e anche tecnico in alcuni passaggi: è stato scritto dalle esperienze di vari comuni, a partire dalle ordinanze e dalle diffide. Vogliamo dire tutti quanti insieme un no netto a qualsiasi tipo di accoglienza, senza posizioni grigie». Il primo cittadino cerca anche di “schivare” la polemica sulla contrapposizione tra Padova e Bagnoli su chi deve ospitare il centro di accoglienza voluto dalla Prefettura: «Non voglio che quello che sta succedendo in città venga trasferito negli altri comuni. C'è chi dice che Padova vuole scaricare la sua situazione delicata sugli altri territori, cercando di sfruttare politicamente questa situazione. Non è così: questo documento ci unisce in un’unica e sola battaglia». Nessuna micro-accoglienza. No anche a un’ipotesi di accoglienza diffusa, caldeggiata invece dal documento dei sindaci di Abano, Bagnoli, Battaglia, Teolo e Torreglia: «Non ha nessun senso la micro-accoglienza portata avanti da chi governa la Provincia di secondo livello. Su questo noi rappresentiamo la maggioranza dei cittadini del Padovano», afferma Bitonci che argomenta: «È solo una presa in giro: oggi sono uno ogni mille abitanti, domani sono due, tre, quattro. E via così. Di fronte a un’invasione bisogna dire no. Sono sicuro che questo tavolo si allargherà nei prossimi giorni. Sarà un blocco unico. Abbiamo rotto la diga e sarà un fiume in piena» L’ex Prandina. In città però la tendopoli nella struttura demaniale in via Orsini resterà. Così come i quasi 400 richiedenti asilo che aspettano una risposta tra le tende: «È una situazione imbarazzante – commenta il primo cittadino – Sono passato e li ho visti che ballavano con le cuffiette. Questi non sono profughi, sono clandestini e per il 95% sono maschi. I profughi veri sono quelli che passano dal confine in Macedonia». Ordinanze e ispezioni però sinora si sono rivelate inutili: «Usl e Vigili del fuoco dicono che è tutto a posto. Perché? Perché la regia di tutto è della Prefettura».

 

Il Mattino di Padova (online) - Giovedì 3 settembre
I CARABINIERI LO FERMANO CON LA MARIJUANA, LUI SPARISCE

Apprensione per un ragazzo di Bovolenta che non è rincasato dopo la sospensione della patente. La sua auto trovata vicino a un canale
PONTELONGO. Ore di apprensione per un ragazzo di Pontelongo che, dopo essere stato sorpreso dai carabinieri in possesso di alcuni grammi di marijuana, non è più rientrato a casa dai genitori. Sono in corso delle ricerche.
Mercoledì sera i carabinieri l'avevano fermato a Bovolenta e avevano scoperto che in macchina aveva dello stupefacente, pochi grammi di marijuana. Gli hanno sospeso la patente e l'hanno riaccompagnato a casa a Pontelongo. Lui però non è mai rientrato dai genitori e la sua auto con il cellulare all'interno è stata trovata in mattinata vicino a un canale. La paura è che possa aver compiuto un gesto estremo.

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 4 settembre
PATENTE RITIRATA LASCIA L’AUTO E SPARISCE

di Elena Livieri PONTELONGO Stava tornando dal lavoro in auto ed è incappato in un controllo dei carabinieri che gli hanno trovato due grammi di hashish in tasca. Una sanzione amministrativa per il possesso dello stupefacente e il ritiro della patente per un mese: niente di grave, ma per Stefano Rossetto, 37 anni il prossimo 19 settembre, un’onta tale da convincerlo a non tornare più a casa. Ieri mattina la sua auto è stata trovata parcheggiata in via Mazzini, poco lontano dal piazzale della chiesa. E nel pomeriggio sono partite le ricerche. Perché è l’ultima cosa che si vorrebbe pensare, ma il Bacchiglione che taglia in due il paese, in questi casi non rimane mai fuori dalle ipotesi. Elicottero, gommone, sommozzatori: i vigili del fuoco di Padova e Piove di Sacco hanno dispiegato mezzi e uomini per scandagliare il corso d’acqua. Con loro carabinieri e protezione civile, impegnati senza sosta nelle ricerche del trentaseienne. Non ci sono indizi per far supporre che Stefano Rossetto si sia gettato nel fiume. La protezione civile e i carabinieri lo stanno cercando in tutto il territorio, stanno contattando amici e conoscenti. Finora senza risultato. Le ricerche proseguiranno a oltranza. I carabinieri hanno cercato di ricostruire gli spostamenti di Rossetto, sentendo anche qualche testimone e soprattutto il fratello Massimo che mercoledì sera, quando la mamma lo ha chiamato disperata perché Stefano non tornava a casa, è uscito in auto a cercarlo. Il trentaseienne viene fermato dai carabinieri in via Argine Sinistro a Bovolenta alle 19.30. È la strada che il giovane percorre per tornare a casa dal lavoro: lui è operaio in una ditta di Polverara. I militari gli trovano in tasca due grammi di hashish: gli contestano il possesso dello stupefacente che comporta una sanzione amministrativa e il ritiro per un mese della patente. Viene portato in caserma a Bovolenta per le formalità e i carabinieri lasciano nel frattempo la sua auto, una Fiat Grande Punto, parcheggiata in via Mazzini a Pontelongo, su richiesta dello stesso Rossetto. Tra le 20.30 e le 21 lo riaccompagnano a Pontelongo. E qui il trentaseienne chiede di essere lasciato in piazza. Alle 21 telefona alla madre, che lo attendeva a casa alle 19.30, per dirle di non preoccuparsi del ritardo e che sta bene. Da quel momento, però, nessuno più sembra aver visto Stefano Rossetto. Il fratello ha riferito ai carabinieri di non aver notato la sua Punto parcheggiata in via Mazzini la sera, tra le 22.30 e le 23 quando era uscito per cercarlo. Ma proprio in via Mazzini, esattamente dove i carabinieri l’avevano lasciata la sera prima, l’auto è stata ritrovata ieri mattina. Chiusa a chiave e con il telefonino di Stefano dentro. Forse ha fatto un giro quando i carabinieri se ne sono andati dopo averlo riaccompagnato in paese, per poi convincersi a riportarla lì, visto che non aveva la patente e non avrebbe potuto guidare. O forse nel buio della notte il fratello non ha riconosciuto l’utilitaria. Di certo c’è solo che Stefano Rossetto non è più tornato a casa e nessuno sa dove sia finito. E ora c’è un paese che si è mobilitato e che spera di ritrovarlo al più presto sano e salvo.

 

VIVE ORE DI ANGOSCIA LA MADRE: «SPERO SOLO DI RIABBRACCIARLO»
PONTELONGO Ha gli occhi gonfi e parla con un filo di voce: Vania Scalabrin è la mamma di Stefano Rossetto. Da quando è rimasta vedova vive da sola con il figlio nella casa di vicolo Serravalle. «Un ragazzo semplice, tranquillo, che non ha mai dato problemi», lo descrive fra le lacrime. «Lo aspettavo come ogni sera per cena», racconta, «torna sempre intorno alle 19.30. Sono 13 anni che lavora nella stessa ditta di Polverara e il titolare è molto contento di lui. Quando ho visto che tardava ho provato a chiamarlo al cellulare, ma non rispondeva. Subito non mi sono preoccupata, perché non è amante del telefonino e spesso non lo usa. Ma poi si è fatto tardi e ho iniziato ad avere paura, così ho chiamato mio figlio Massimo che abita al primo piano». Il fratello si è messo in macchino e ha percorso più volte la strada lungo l’argine, quella che Stefano fa ogni giorno per andare e tornare dal lavoro: «Abbiamo pensato che potesse avere avuto un incidente», dice la mamma, «Massimo lo ha cercato per un’ora, ma non ha visto l’auto da nessuna parte». Alle 21 finalmente Stefano telefona a casa: «Si è scusato perché era in ritardo», conferma Vania Scalabrin, «ha detto che gli era successo un contrattempo, ma che non c’era nessun problema e che sarebbe tornato più tardi». A quel punto mamma e fratello si tranquillizzano. Ma poi passano altre due ore e Stefano non si vede. «Mi sono messa a chiamarlo ancora», dice la mamma, «il telefono squillava libero, ma non ha mai risposto. Massimo è ripartito in macchina a cercare il fratello, io sono rimasta a casa ad aspettarlo anche perché lui esce sempre senza chiavi. Ho passato tutta la notte sul divano, continuavo a chiamarlo sperando di vedere prima o poi i fari dell’auto in cortile». Ieri mattina la scomparsa di Stefano Rossetto è stata segnalata ai carabinieri e solo dopo qualche ora si è scoperto che era l’uomo fermato la sera prima a Bovolenta. I carabinieri si sono precipitati in via Mazzini, dove avevano lasciato la Fiat Punto di Rossetto, e lì l’hanno ritrovata. Era chiusa a chiave e nell’abitacolo c’era il telefonino. Di Stefano nessuna traccia. I militari si sono fatti dare dalla famiglia i nomi di amici e conoscenti per sentire se qualcuno lo aveva visto o sentito. Niente. Solo nel pomeriggio, dovendo metter in conto anche la peggiore delle ipotesi, sono scattate le ricerche nel Bacchiglione. «Non posso pensare che possa avere fatto una cosa brutta», dice la mamma, «penso solo che si vergogni e abbia paura a tornare perché non ha mai avuto problemi e non ci ha mai dato un dispiacere. I carabinieri ci hanno detto che non è niente di grave, lo hanno spiegato anche a lui. Spero solo di rivederlo presto, ora voglio solo che mio figlio torni a casa». (e.l.)

 

«IN CAMPO ANCHE LA PROTEZIONE CIVILE»
Ieri pomeriggio anche il sindaco di Pontelongo Fiorella Canova ha incontrato i carabinieri e i familiari di Stefano Rossetto: «È una famiglia per bene e Stefano lo conosco da sempre», ha riferito, «è un ragazzo serio, un po’ schivo, qualche settimana fa era passato in municipio con il fratello e ci siamo parlati. Voglio che sappia che la sua famiglia lo sta aspettando a braccia aperte, non deve avere paura di conseguenze per quello che è accaduto. La nostra protezione civile darà tutto il supporto alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco impegnati nelle ricerche. Speriamo davvero tutti», conclude il primo cittadino facendosi interprete dell’angoscia di tutta la comunità, «che Stefano torni a casa presto per riabbracciare la sua famiglia». (e.l.)


Il Mattino di Padova (online) - Venerdì 4 settembre
I CARABINIERI LO TROVANO CON UNO SPINELLO E SCOMPARE. RITROVATO NELLA NOTTE

E' stato ritrovato nella notte ad Anguillare il giovane che non era rincasato dopo la sospensione della patente. A Bovolenta i carabinieri lo avevano trovato con due grammi di hashish
PONTELONGO. E' stato ritrovato ad Anguillara dopo ore di apprensione l'operaio di Pontelongo che, dopo essere stato sorpreso dai carabinieri in possesso di alcuni grammi di marijuana, non è più rientrato a casa dai genitori.
Il giovane è stato trovato mentre passeggiava in stato confusionale ad Anguillara. E' stata chiamata l'ambulanza e l'operaio è stato ricoverato per accertamenti all'ospedale di Schiavonia.
Mercoledì sera i carabinieri l'avevano fermato a Bovolenta e avevano scoperto che in macchina aveva dello stupefacente, pochi grammi di hashish. Gli hanno sospeso la patente e l'hanno riaccompagnato a casa a Pontelongo. Lui però non è mai rientrato dai genitori e la sua auto con il cellulare all'interno è stata trovata nella mattinata di ieri vicino a un canale. Dopo una giornata di apprensione, la vicenda si è risolta positivamente nella notte.

 

Il Mattino di Padova - Sabato 5 settembre
VAGAVA LUNGO LA STRADA L’OPERAIO SPARITO DA CASA

di Elena Livieri PONTELONGO Stefano Rossetto è tornato a casa sano e salvo. Il trentaseienne scomparso mercoledì sera, dopo che era stato fermato dai carabinieri che lo hanno sanzionato per il possesso di due grammi di hashish, è stato trovato dai carabinieri giovedì notte ad Anguillara Veneta. Scosso e sfinito, ma vivo. L’incubo che l’uomo potesse aver deciso di farla finita gettandosi nel Bacchiglione si è fortunatamente dissolto. Le ricerche che hanno impegnato da giovedì pomeriggio carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile, si sono quindi interrotte, con un sospiro di sollievo per tutti. Rossetto ha trascorso la notte all’ospedale di Schiavonia e ieri mattina è stato dimesso. Non ha nessuna ferita e fisicamente, a parte un po’ di stanchezza, sta bene. Più fragile in questo momento è lo stato psicologico del trentaseienne. Il suo ritrovamento conferma quello che era il timore manifestato da Vania Scalabrin, madre del giovane: la donna, che aveva atteso il figlio sveglia tutta la notte mercoledì, rivolgendosi l’indomani mattina ai carabinieri per denunciarne la scomparsa, non credeva al gesto estremo. Lo ha sempre escluso. E non solo perché per una madre è la peggior cosa da pensare. Ma perché lei il suo Stefano lo conosce bene. Per questo ha sostenuto fin da subito che il suo allontanamento era dovuto alla vergogna di tornare a casa dopo quanto accaduto con i carabinieri. Lui, che non ha mai dato un problema alla famiglia e non si è mai messo nei guai, che da tredici anni lavora nella stessa ditta e esce giusto il sabato sera per stare un po’ con gli amici, avrebbe dovuto spiegare alla mamma che gli avevano trovato quel po’ di hashish in macchina e che per questo gli era stata ritirata la patente per un mese. Una sanzione amministrativa, non una denuncia penale con lo strascico di avvocati, processo, spese legali e quant’altro. E tuttavia questo primo “incidente” con la giustizia è bastato per metterlo in crisi, per scuoterlo al punto da non avere nemmeno il coraggio di tornare a casa. «Stefano è molto provato e stanco» riferisce la mamma, «ha bisogno di riposo e di tranquillità. Per noi l’importante è che sia tornato. Tutto il resto si aggiusterà». A segnalare la presenza di un uomo che si aggirava a piedi per le strade di Anguillara l’altra notte sono stati alcuni residenti. Ovviamente temevano che si potesse trattare di un poco di buono, magari un ladro in cerca di bersagli. Sul posto è andata una pattuglia dei carabinieri di Conselve: quando si sono avvicinati hanno subito riconosciuto Rossetto grazie alla foto divulgata dai colleghi di Piove di Sacco. L’uomo non ha opposto alcuna resistenza e si è lasciato portare dai militari all’ospedale. L’operaio era stato fermato mercoledì intorno alle 19.30 in via Argine Sinistro a Bovolenta dai carabinieri impegnati in un controllo della circolazione stradale. Quando ha abbassato il finestrino i militari hanno notato che era particolarmente nervoso e a disagio. Così gli hanno chiesto di scendere e guardando nell’abitacolo della sua Grande Punto hanno trovato il piccolo involucro con i due grammi di hashish. Una dose che non prevede la denuncia ma solo la segnalazione amministrativa per il possesso che comporta tuttavia il ritiro della patente per un mese. Rossetto dopo essere stato in caserma era stato riaccompagnato dai carabinieri in piazza a Pontelongo, intorno alle 21. E da qual momento si erano perse le sue tracce.

 

Il Mattino di Padova - Domenica 6 settembre
AVEVA UN COLTELLO, DENUNCIATO

Girovagava per strada con un coltello a serramanico in tasca: denunciato. Venerdì sera una pattuglia dei carabinieri della locale stazione ha intercettato in via Petrarca a Piove di Sacco R.O., un ventenne di Pontelongo già conosciuto alle forze dell’ordine. Il giovane è stato fermato dai militari dell’Arma che lo hanno perquisito e gli hanno trovato addosso un coltello della lunghezza di 16 centimetri. Il giovane è stato denunciato a piede libero per porto di oggetti atti a offendere e il coltello, ovviamente, è stato posto sotto sequestro. (al. ce.)

 

Il Mattino di Padova - Lunedì 7 settembre
ECCO I 27 ENTI PRONTI A DIRE NO A OGNI COSTO

Sono 27 i sindaci che si sono riuniti attorno a Massimo Bitonci per dire no ad ogni tipo di accoglienza dei profughi in Veneto. Si tratta dei primi cittadini di Albignasego, Arquà Petrarca, Brugine, Campo San Martino, Carceri, Carmignano, Cartura, Cinto Euganeo, Cittadella, Codevigo, Correzzola, Fontaniva, Galliera Veneta, Legnaro, Limena, Maserà, Masi, Mestrino, Montagnana, Pontelongo, Saletto, San Giorgio in Bosco, San Pietro in Gu, Terrassa, Villafranca e Vo. Il documento inoltre è stato sottoscritto anche da una quarantina di consiglieri comunali di opposizione negli altri comuni del Padovano, come Fabio Tambozzo ad Abano, Silvia Borella a Cadoneghe, Giampietro Crivellaro a Due Carrare, Emanuele Rosina a Monselice, Marcello Bano e Roberta Toffanin a Noventa, Maurizio Bergamin a Piazzola, Gianluca Zaramella e Marco Schiavon a Ponte San Nicolò, Enrico Vidale, Antonio Zorzi e Andrea Racaldin a Piove di Sacco.

 

Il Mattino di Padova - Martedì 8 settembre
BEACH WALKING
PONTELONGO Domani sera a Sottomarina “Beach walking”, camminata libera o con i bastoncini dalla diga alle foci del Brenta. L’iscrizione è gratuita. L’assessorato allo Sport metterà a disposizione un pullman gratuito con partenza dalla piazza del paese alle 19. La partenza per la camminata è fissata alle 20. Si consiglia di dotarsi di una pila o altro strumento di illuminazione. La camminata sarà guidata dall'istruttrice Ani Barbara Ferrara. Per info ed iscrizioni: 340/7641413 e 347/0040688. (al.ce)

 

PadovaOggi - Giovedì 10 settembre
CHIARA ROSSETTO È TESTIMONIAL DI #sfidolafame, INIZIATIVA DI OXFAM

L'associazione umanitaria internazionale ha scelto l'imprenditrice padovana, già amministratrice delegata dell'azienda "Molino Rossetto Spa", come volto dell'iniziativa per combattere la povertà e le ingiustizie

L'imprenditrice Chiara Rossetto è testimonial di Oxfam per la campagna #sfidolafame. L'amministratrice delegata dell'azienda di Pontelongo, "Molino Rossetto Spa", è stata scelta come volto dell'iniziativa lanciata dall'associazione umanitaria internazionale, che lavora per trovare soluzioni durature all’ingiustizia della povertà nel mondo.

INIZIATIVA. #sfidolafame ha come obiettivo quello di combattere la povertà e le discriminazioni nel mondo. Nell’ambito del progetto, lo scorso luglio Chiara Rossetto ha visitato in Ecuador una comunità dove si coltivano quinoa, amaranto e altri antichi grani andini, scambiando preziose esperienze e know-how. L’incarico affidato all’imprenditrice padovana s’inserisce nell’ambito della collaborazione nata alcuni mesi fa tra l’associazione e l’azienda di Pontelongo, specializzata nella produzione di farine e preparati.

TESTIMONIAL. “Sono particolarmente fiera di sostenere Oxfam – afferma Chiara Rossetto – e di essere stata coinvolta in veste di testimonial in questa campagna, che ha portato anche altre imprenditrici italiane in alcuni paesi dove da tempo opera l’associazione umanitaria. Il viaggio in Ecuador è stato un importante momento di scambio di know-how tra culture lontane: un’esperienza unica, dal punto di vista innanzitutto umano, che probabilmente si tradurrà in nuove iniziative”.

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 18 settembre
PONTELONGO Si riunisce stasera alle 21 in Villa Foscarini (in foto) il consiglio comunale. All’ordine del giorno l’approvazione del piano di alienazione degli alloggi Erp e le nuove convenzioni per il servizio di segreteria e di quello di polizia locale. (al.ce.)

 

La Piazza Web - Venerdì 18 settembre
PONTELONGO, 4 MILIONI DI INVESTIMENTI PER RILANCIARE L'ECONOMIA LOCALE

Più di 4 milioni di euro di investimenti per migliorare ulteriormente la produttività dello zuccherificio. Anche nel 2015 Coprob, la cooperativa proprietaria dello stabilimento padovano, ha deciso di puntare sullo sviluppo del sito, dando continuità ai 65 milioni di euro già impegnati nei precedenti otto anni. I nuovi interventi saranno finalizzati a rendere più efficienti gli scarichi delle bietole e a ridurre il consumo energetico, nonché le relative emissioni. Risposte che la cooperativa ha ritenuto necessario dare alla fiducia dimostrata dagli oltre duemila bieticoltori veneti (di cui oltre il 60% soci) che lo scorso anno hanno contribuito alla produzione record di zucchero e che quest’anno hanno seminato, a servizio dello stabilimento di Pontelongo, circa 13.500 ettari di barbabietole. Dati confortati, che arrivano proprio in concomitanza con l’approvazione del bilancio 2014 di Coprob che mostra come la maggiore produttività della cooperativa abbia consentito di chiudere l’anno in equilibrio, con un fatturato pari a 194 milioni di euro e un utile di un milione. Il fatturato consolidato del Gruppo è stato pari invece a 255 milioni di euro, con un utile netto superiore ai 2,2 milioni.
Tutto questo nonostante le persistenti difficoltà del mercato mondiale ed europeo dello zucchero, con un calo del 30% dei prezzi medi Ue nel corso del 2014. Il presidente Claudio Gallerani, nel corso dell’assemblea dei soci tenutasi a Minerbio (Bo), ha fornito le prime anticipazioni sulla ormai prossima campagna saccarifera che Coprob si appresta ad affrontare nei tradizionali bacini emiliano romagnoli e veneti, dove i bieticoltori hanno rinnovato la propria fiducia nella cooperativa sottoscrivendo per oltre il 90% il nuovo “contratto di coltivazione triennale” (2015/2017), che ripropone l’esperienza positiva del triennio appena concluso. “I bieticoltori soci – ha sottolineato proprio Gallerani – sono impegnati a continuare a produrre zucchero italiano. Stiamo valorizzando la produzione nazionale, quale garanzia di continuità di approvvigionamento per l’industria agroalimentare oltre che di certificazione sotto il profilo ambientale e della qualità.
Da oltre due anni le difficoltà di un mercato europeo sempre più concentrato in pochi operatori stanno deprimendo i prezzi dello zucchero ma la nostra forza risiede negli oltre 5.800 agricoltori italiani soci, la cui soddisfazione in termini economici e produttivi è uno degli obiettivi prioritari della cooperativa. La barbabietola mantiene un ruolo essenziale non solo per la sua rimuneratività nel medio periodo, ma anche per la sua ineliminabile funzione nell’ambito della rotazione colturale: una corretta alternanza con la bietola garantisce tra l’altro una migliore produzione di grano. Coprob sta ricercando da tempo la massima efficienza grazie ad un’attenta revisione dei costi di produzione – ha concluso Gallerani – ma soprattutto si pone l’obiettvo di rendere più competitive e produttive le aziende agricole impegnate ad adottare le pratiche agronomiche più efficaci”. Alessandro Cesarato

 

PadovaOggi - Martedì 22 settembre
DROGA: "BECCATI" DUE PUSHER GIÀ AI DOMICILIARI, DOSI DI EROINA IN CASA

Notati dai carabinieri a Pontelongo, all'angolo tra via Mazzini e via Candiana, sono stati perquisiti e trovati in possesso di alcuni grammi di sostanze stupefacenti. Ha fatto seguito la perquisizione domiciliare.
All'incrocio tra via Mazzini e via Candiana a Pontelongo, i carabinieri della compagnia di Piove di Sacco, nella serata di lunedì, hanno posto l'attenzione su due uomini a loro noti. Si tratta di Massimo B., 51enne, e Nicola M., 32enne. Su entrambi gravava un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari per reati di droga.

PERQUISITI. Da una perquisizione personale, i due sono stati trovati in possesso di alcuni grammi di eroina. Ha quindi fatto seguito la verifica nell'abitazione di Massimo B., dove sono state rinvenute 16 dosi, già confezionate, e 120 euro, in banconote da 20, possibile provento di spaccio. I due sono stati tratti in arresto per detenzione ai fini di spaccio.

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 23 settembre
DUE SPACCIATORI DI PONTELONGO IN ARRESTO I CARABINIERI LI PEDINAVANO DA TEMPO

Altri due arresti messi a segno dai carabinieri impegnati nel contrasto alla droga. Lunedì pomeriggio i militari della stazione di Piove di Sacco hanno seguito fino a Pontelongo, loro paese di residenza, Massimo B., 51 anni, e Nicola M., 32. Da tempo raccoglievano elementi a loro carico circa un giro di spaccio di sostanze stupefacenti. I carabinieri sono usciti allo scoperto mentre i due amici erano in un bar di via Mazzini e stavano confabulando con alcuni giovani. In tasca di M. hanno trovato due dosi di eroina. Poco dopo, nel corso della perquisizione nell’abitazione di B., sono state trovate altre 16 dosi di stupefacente, ben nascoste in giardino. Sequestrati anche un bilancino di precisione, il materiale utilizzato per confezionare le dosi di eroina, oltre a soldi in contanti e telefoni. I due sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio: ieri il Tribunale ha convalidato gli arresti e disposto la misura cautelare dell’obbligo di firma. (e.l.)

 

Il Mattino di Padova - Sabato 26 settembre
PULIZIE DEL TERRITORIO

PONTELONGO Oggi giornata dedicata alla pulizia del territorio e degli argini. Il ritrovo è alle 9 nella sede dei volontari in via Indipendenza dove sarà consegnato il materiale per la raccolta. Al termine momento conviviale.(al.ce.)

 

FESTE ALPINE
PONTELONGO Domani Festa Alpina del Gruppo di Pontelongo e Correzzola nel giardino della sede della Protezione civile: dalle 11 alle 18 degustazioni, mostra fotografica, canti, musica e omaggi per i bambini. Partecipazione gratuita. (al.ce.)

 

PEDALATA ECOLOGICA DOMANI ALLA SAGRA DI ARZERELLO
In attesa dell’inizio dei nuovi corsi, viene inaugurata oggi nell’auditorium di via Ortazzi a Piove di Sacco la mostra delle opere realizzate dagli allievi dei corsi di disegno, pittura e scultura promossi dalla Scholetta e tenuti da Furio Frontini. Fino al 4 ottobre saranno esposte le opere di dodici allievi che si sono cimentati nelle discipline. L’inaugurazione è oggi alle 17.30. La mostra sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 16.30 alle 19, la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.
PIOVE DI SACCO Compie trent’anni la pedalata ecologica “Par Arzreo e el Piovese”, tradizionale appuntamento di chiusura della sagra dell’Addolorata nella frazione di Arzerello. Domenica mattina saranno almeno un migliaio le persone, tra grandi e piccoli, che parteciperanno all’evento che negli anni è sempre cresciuto tanto che oggi la pedalata ecologica di Arzerello è una delle più partecipate di tutta la regione. Il ritrovo è fissato alle 8 nell’area della sagra e la partenza è alle 9. Il percorso si snoda per 27 chilometri toccando il Cristo, Pontelongo, Candiana, Villa del Bosco, Correzzola e Pontelongo. Al termine saranno premiati i gruppi più numerosi e poi le varie categorie, dal partecipante più anziano al più giovane. Per festeggiare la trentesima edizione della pedalata ecologica è previsto anche un omaggio a tutti i partecipanti che sarà consegnato all’arrivo dove ad attendere il lungo serpentone di ciclisti ci sarà un ricco ristoro. La biciclettata sarà seguita dalla polizia locale con i volontari della protezione civile e la Croce rossa. Per informazioni 049/9700225. (e.l.)

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