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scritto da Amministratore   27/06/2015

Marzo 2015

Il Mattino di Padova - Domenica 1° marzo
RIPESCATO IL CORPO DELL’ANZIANO DISPERSO

di Elena Livieri PONTELONGO La sua passione per la natura e la pesca gli è stata fatale. Vittorio Cavalletto, 76 anni, di cui si erano perdute le tracce giovedì dopo che era andato a cercare lombrichi lungo la riva del Bacchiglione, è stato ripescato ieri dalle acque del fiume. Sono stati i sommozzatori dei vigili del fuoco a trovare il cadavere dell’anziano, molto probabilmente scivolato in acqua. La famiglia aveva escluso sin da subito l’ipotesi che il congiunto potesse essersi gettato volontariamente nel fiume: Vittorio Cavalletto, infatti, stava bene sia fisicamente che psicologicamente. Non aveva malanni né aveva mai dato segni di depressione. Anzi. Tutti coloro che lo conoscevano, lo descrivono come un anziano pieno di vitalità e sempre pronto a dare una mano. Viveva al civico 89 di via Schilla con la moglie: con lei lascia anche i quattro figli e gli amati nipoti che nelle ore in cui si sono protratte le sue ricerche non hanno mai perso la speranza. L’allarme per la scomparsa di Cavalletto era stato dato ai carabinieri giovedì sera quando la moglie non lo ha visto rientrare. Subito sono scattate le ricerche che hanno impegnato diverse squadre dei vigili del fuoco. Venerdì mattina è stato fatto un primo volo di ricognizione dell’area lungo il Bacchiglione con l’elicottero, ma dell’anziano non è stata trovata traccia. Nemmeno gli sforzi dei sommozzatori hanno dato risultati in tutta la giornata di venerdì. Ma ieri, intorno alle 13, dopo che in mattinata l’elicottero aveva sorvolato nuovamente il corso del Bacchiglione senza rilevare alcunché, sono stati proprio i sommozzatori a individuare il corpo del settantaseienne. Era incastrato tra le erbe e alcuni rami sul fondo del fiume, poco lontano dalla riva. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri che hanno coordinato le ricerche con i vigili del fuoco. Il corpo di Vittorio Cavalletto è stato portato a riva e quindi trasferito all’obitorio dell’ospedale di Piove dove è toccato ai familiari il triste rito del riconoscimento. Moglie e figli hanno escluso da subito che il loro congiunto si potesse essere gettato volontariamente nel fiume. Cavalletto è scivolato in acqua mentre cercava lombrichi lungo la riva del Bacchiglione: una cosa che faceva spesso visto la sua passione per la pesca. Giovedì pomeriggio qualcosa è andato storto: un piede messo in fallo, la perdita dell’equilibrio o forse un malore e l’anziano inghiottito in pochi secondi dal fiume. Il magistrato ha dissequestrato subito la salma, già nella disponibilità della famiglia per il funerale.

 

I DEMOCRATICI FANNO IL BILANCIO DEI PRIMI MESI

PONTELONGO Il resoconto di sette mesi di opposizione consiliare raccontato nei dettagli alla cittadinanza. È stato distribuito casa per casa il primo numero del notiziario della lista civica “Pontelongo Democratico, Unito, Solidale”, il più importante, da un punto di vista dei risultati elettorali, dei gruppi di opposizione. «Dopo questi primi mesi», esordisce il capogruppo Roberto Franco, «abbiamo ritenuto doveroso tirare le somme del nostro operato e di quello dell’amministrazione del sindaco Canova». Il giudizio sull’attuale maggioranza è tutt’altro che lusinghiero. «Troppo spesso ci è stato negato qualsiasi confronto», spiega Franco, «e le nostre proposte nono sono state prese in considerazioni». Tra i temi più caldi di questo inizio di mandato c’è stata la Tari. «Abbiamo l’aliquota più alta del Piovese», dice il capogruppo, «con anomali aumenti ed errori di calcolo. Avevamo proposto una restituzione alle famiglie di almeno una parte del gettito ma la risposta dell’amministrazione è stata di assoluto rifiuto». Altra diatriba per la demolizione di una vecchia cabina dell’Enel per lasciare spazio a un parcheggio. «Secondo noi ci sono irregolarità negli atti pubblici e abbiamo chiesto spiegazioni. Non avendole avute, ci siamo rivolgerti alla Procura e alla Corte dei Conti». Altre interrogazioni della lista Pdus hanno riguardato il futuro dello zuccherificio, il servizio di raccolta dei rifiuti, la manutenzione delle strade e il sostegno al volontariato. Alessandro Cesarato

 

Il Mattino di Padova - Martedì 3 marzo
DOMANI MATTINA A PONTELONGO IL FUNERALE DI VITTORIO CAVALLETTO

Sarà celebrato domani mattina alle 10.30 in chiesa a Pontelongo il funerale di Vittorio Cavalletto, il settantaseienne morto annegato nel Bacchiglione, dove è caduto mentre cercava lombrichi per andare a pesca. La sua grande passione. L’anziano era uscito di casa giovedì pomeriggio e non ha fatto più ritorno. La sera di quel giorno la moglie, non vedendo rientrare il marito, diede l’allarme, preoccupata che gli fosse capitato qualcosa. Le ricerche (nella foto) sono partite subito, impegnando diverse squadre di vigili del fuoco con il gruppo sommozzatori. Questi, insieme a carabinieri e protezione civile lo hanno cercato per due giorni. Lungo il corso del Bacchiglione, dove l’anziano era stato visto per l’ultima volta, sono state fatti anche un paio di voli di ricognizione con l’elicottero. Solo nel primo pomeriggio di sabato i sommozzatori hanno trovato il corpo di Cavalletto, impigliato sul fondo del fiume e lo hanno recuperato. Il settantaseienne è scivolato mentre cercava lombrichi sulla riva del Bacchiglione. Il pensionato viveva con la moglie in via Schilla e con lei lascia anche quattro figli. (e.l.)


UNA PASSIONE NATA DURANTE LA NAJA

PIOVE DI SACCO Stefano Sambin ha vissuto fino a poco tempo fa ad Arzergrande, paese dove è nato e di cui è originaria la famiglia, per poi trasferirsi ad Arzerello, la frazione di Piove di Sacco. Il quarantunenne lavora come costruttore edile, professione imparata e svolta insieme al padre Vittorio, molto conosciuto sul territorio per il suo impegno politico nelle fila della Lega nord, per cui è stato anche consigliere comunale ad Arzergrande e l’anno scorso tra i promotori del presidio di forconi e venetisti a Piove di Sacco. Secondo i carabinieri Sambin avrebbe imparato a maneggiare l’esplosivo durante la leva militare, coltivando poi una passione perfezionata documentandosi su testi specializzati. I carabinieri di Piove di Sacco lo considerano il “tecnico” del gruppo, capace di mettere le mani su ordigni ed esplosivo. In un container posto dietro la sua abitazione, dove gli uomini del capitano Enrico Zampolli sono arrivati dopo alcune perquisizioni a Pontelongo, è stato scoperto un vero e proprio deposito: oltre undici chili di esplosivo tipo “ecrasite”, estratto dagli ordigni bellici, un innesco detonatore di fabbricazione artigianale, due proiettili da cannone, due granate, una delle quali ancora offensiva, due baionette e 57 cartucce, tutto materiale risalente alla Prima guerra mondiale. Sambin, aiutato da S.G., di Cavarzere, aveva sezionato i due proiettili da cannone utilizzando una sega a nastro con raffreddamento ad acqua, per estrarne l’esplosivo. Per i carabinieri è da escludere che tutto quel materiale possa costituire solo una collezione di un appassionato di reperti bellici. Per ora è solo un’ipotesi quella secondo cui l’esplosivo fosse destinato ad essere rivenduto per essere impiegato in assalti ai bancomat o a furgoni portavalori, ma è su questo che sono orientate le indagini. Elena Livieri

 

DUE RICICLATORI DI VECCHIE BOMBE

di Carlo Bellotto PIOVE DI SACCO Un supermercato dell’esplosivo, dove si riforniva la malavita. I carabinieri ritengono che l’avessero avviato due italiani incensurati e insospettabili, arrestati per detenzione di esplosivi, ordigni bellici e munizioni: rischiano una condanna a non meno di dieci anni. In tutto sono stati trovati 40 chilogrammi di esplosivo ad alto potenziale; sono state anche denunciate tre persone. L’operazione dei carabinieri di Piove di Sacco, coordinati dai pm Daniela Randolo di Padova e Giorgio Gava di Venezia, è iniziata il 27 febbraio con una perquisizione a Pontelongo nei confronti di B.M., trovato in possesso di una proietto d’artiglieria della Prima guerra mondiale e di 19 munizioni di vario calibro. La ricerca veniva estesa all’abitazione di M.N., sempre di Pontelongo, al quale veniva sequestrata un proietto da contraerea. I protagonisti. I carabinieri agli ordini del capitano Enrico Zampolli stavano cercando da mesi un fantomatico esperto di esplosivi: dopo le due perquisizioni, hanno raccolto elementi per presentarsi a casa di Stefano Sambin, 41 anni, che abita in via Monte Grappa ad Arzerello di Piove di Sacco, con un mandato di perquisizione. A fianco della casa dell’uomo, imprenditore edile che vive lì con la compagna e due figli, c’è un container. All’interno del quale sono stati trovati 11,36 chilogrammi di ecrasite, un potente esplosivo - che si presenta a scaglie giallo ocra - utilizzato un secolo fa per il confezionamento di ordigni da guerra già estratto da una bomba trovata sezionata, un innesco-detonatore di fabbricazione artigianale, due proietti da cannone rispettivamente da 149 millimetri e da 100 millimetri, risalenti al primo conflitto mondiale e privi del loro contenuto detonante, due granate dello stesso periodo (una delle quali tuttora offensiva), due baionette e 57 cartucce di vario genere sempre della Prima guerra mondiale. Abbastanza per far scattare le manette ai suoi polsi. È lui infatti l’esperto di esplosivi che cercavano: apre le bombe inesplose come le scatolette di tonno e recupera l’esplosivo. Ha sezionato i proiettili con l’aiuto del cavarzerano S.G. utilizzando una grossa sega a nastro con raffreddamento ad acqua. Un lavoro delicato, al minimo errore si salta per aria. Ma chi gli procurava gli ordigni inesplosi? Le indagini si sono indirizzate verso la ditta Biotto di Camponogara, che si occupa di bonifica bellica. I titolari erano all’oscuro dell’attività illecita di un loro dipendente “infedele”. Silvio Baldan, 51 anni di Camponogara (Venezia) che gestiva personalmente i cantieri dove l’azienda veniva chiamata per bonificare il terreno (il caso più frequente è quando un contadino con il trattore urta un ordigno, chiama i carabinieri che fanno intervenire la ditta Biotto). Baldan aveva pure gli strumenti per localizzare le bombe inesplose: quelle sequestrate pare arrivassero dal Friuli e sono di fabbricazione italiana, austriaca e tedesca. Lo stesso Baldan aveva a sua disposizione un proietto da cannone da 149 mm, del peso 37,60 chilogrammi, risalente al primo conflitto mondiale e in perfetto stato. Indagini in corso. I carabinieri stanno cercando di capire in che assalti al bancomat sia stata usata l’ecrasite, per identificare gli acquirenti dell’esplosivo. Si stanno passando al setaccio tutte le esplosioni dei bancomat e non solo dell’ultimo anno, almeno nelle province di Padova e Venezia. I due arrestati, dopo le contestazioni hanno tenuto la bocca chiusa, non fornendo alcuna giustificazione. Forse parleranno di fronte al giudice nelle prossime ore. Appena i carabinieri si sono presentati nella ditta dove lavorava Baldan è stato lui stesso a portarli nel punto in cui aveva nascosto la bomba, e della quale era all’oscuro il suo titolare. Sambin è al Due Palazzi, Baldan è finito in cella a Venezia.

 

PONTELONGO A piccoli passi nell’architettura Quattro incontri per scoprire case stravaganti e per divertirsi a costruire con la creatività opere davvero originali. Iniziano oggi i laboratori di “A piccoli passi nell’architettura, l’iniziativa proposta dall’assessorato alla Cultura e rivolta ai bambini dai 6 agli 11 anni. Le lezioni si terranno in biblioteca comunale dalle 16.30 alle 18. I prossimi incontri saranno il 10, 17 e 28 marzo. Iscrizione 5 euro. Info: biblioteca@comune.pontelongo.pd.it e 049/9776568. (al.ce.)


ARCHIVI ANAGRAFICI ON LINE PER LE FORZE DELL’ORDINE

PONTELONGO Consentire la consultazione diretta degli archivi anagrafici del Comune da parte delle forze dell’ordine. È questa la finalità dell’intesa siglata dal sindaco Fiorella Canova che permetterà la consultazione on-line della banca dati anagrafica della popolazione residente, al fine di semplificare e snellire le procedure amministrative delle forze dell’ordine. «L’intento» spiega il sindaco «è di migliorare l’efficienza attraverso un forte cambiamento organizzativo e gestionale, puntando sull'innovazione. La condivisione di archivi e informazioni è volta a ridurre i tempi e a semplificare le procedure. L’amministrazione punta allo sviluppo dei servizi on-line e al loro accesso veloce e sicuro contrastando il divario digitale dovuto a condizioni sociali, fisiche o territoriali, nonché alla qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione con criteri qualitativi e quantitativi anche in termini di bilancio sociale, utilizzando le tecnologie sia per aumentare la partecipazione alle scelte della pubblica amministrazione, che per misurare il grado di soddisfazione dei cittadini, delle imprese e degli altri enti. «Questa collaborazione» aggiunge la Canova «ci consentirà di operare una semplificazione a favore del cittadino. La mancanza di aggiornamento dei dati portava all'allungamento dei tempi delle procedure. Il problema sarà superato grazie al lodevole lavoro del nostro ufficio anagrafe». Alessandro Cesarato

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 4 marzo
ITINERARI DI TERRA E DI ACQUA NELLA PRIMAVERA PRO LOCO

PONTELONGO Questa sera alle 19 a Villa Foscarini Erizzo, sede del municipio di Pontelongo, il Comitato provinciale Pro Loco di Padova presenterà il progetto “Primavera Proloco, Gioielli padovani. Tesori culturali da scoprire”. Si tratta della seconda edizione del progetto, sostenuto dalla Regione Veneto per la valorizzazione dei beni cosiddetti “minori” del patrimonio artistico e culturale. Alla presentazione parteciperanno il vicepresidente del Veneto Marino Zorzato e il presidente del Comitato provinciale Pro Loco Fernando Tomasello. Nel corso della serata culturale sarà illustrato il ciclo di visite guidate gratuite che a maggio toccherà 25 siti in tutto il territorio provinciale. Il Consorzio Pro Loco Padova sudest proporrà un itinerario dedicato alle vie di terra e di acqua, tra argini, zone umide, opere idrauliche ed edifici storici. Inoltre sarà presentato l’evento che si t

errà all’Orto Botanico di Padova il 26 marzo con la nota conduttrice televisiva Licia Colò (resa famosa dalla trasmissione “Sulle falde del Kilimangiaro”), con un viaggio di scoperta dei gioielli padovani. L’incontro di stasera è aperto al pubblico. (e.l.)

BLITZ DELLA POLIZIA

di Enrico Ferro Avevano in casa oltre mille chili di caffé, centinaia di profumi, televisori ultima generazione, telefonini. Avevano anche borse modificate con la carta stagnola per eludere i sistemi anti taccheggio. Sebastianu Grigore Leonte, 28 anni e Marian Marin Dinica, 37 anni, rumeni con domicilio a Pontelongo in via Schilla 208/B, sono ladri di professione. Nel senso che rubare è il loro lavoro. Dopo questa indagine-lampo condotta dagli uomini della Squadra mobile di Padova i dubbi in merito sono veramente pochi. Nel corso della perquisizione sono stati trovati infatti elenchi con i nomi di tutti i centri commerciali da “visitare” (ben 29 in tutto il Veneto), navigatori satellitari zeppi di indirizzi, libri mastri con gli schemi dei colpi già fatti e quelli invece ancora da fare. In un libretto postale avevano depositato dieci mila euro a suon di depositi da 100 o 200 euro: i compensi del materiale ricettato. Trovati a Pontevigodarzere I poliziotti della squadra chiamata Faine (gruppo interno alla Mobile specializzato nelle indagini per furto) nella notte tra sabato e domenica si sono insospettiti quando hanno visto una vecchia Nissan grigia con targa inglese a Pontevigodarzere. L’hanno seguita per qualche chilometro e hanno deciso di fermarla in via Bembo. A bordo c’erano due rumeni e fin dalla prima perquisizione si sono resi conto di chi avevano di fronte. Nell’auto c’erano infatti torce elettriche, guanti da lavoro, grimaldelli di vario genere, due ricetrasmittenti e un borsone pieno di profumi delle migliori marche e di confezioni di caffè. Accanto, l’immancabile borsa foderata di carta stagnola per rendere invisibile ai dispositivi anti taccheggio il materiale custodito all’interno. La casa come un magazzino Nell’abitazione di via Schilla a Pontelongo gli investigatori della Squadra mobile, guidati dal vice questore aggiunto Marco Calì, hanno trovato il “tesoro” dei due predoni: oltre mille chili di caffè, ancora profumi e materiale tecnologico di vario genere. Ma soprattutto hanno trovato gli appunti che i due compilavano per prima e dopo i colpi. C’era un elenco con 29 centri commerciali tra Friuli, Trentino e Veneto. Nel navigatore satellitare i poliziotti hanno trovato tutti gli indirizzi indicati. I due rumeni sceglievano il centro commerciale, lo “visitavano” e rubavano tutto quello che si poteva rubare. I contatti con il mercato clandestino erano ottimi. In un’agenda i due avevano indicato tutte le cifre del denaro che riscuotevano vendendo il materiale rubato: cifre in parte confermate dai depositi mappati nel conto corrente postale. Oltre ai due arrestati c’è anche un terzo rumeno che attualmente risulta ricercato. Viveva insieme ai due finiti in manette ma è riuscito a sparire prima dell’arrivo della polizia. e.ferro@mattinopadova.it

 

Il Mattino di Padova - Giovedì 5 marzo
TROPPI ALUNNI STRANIERI, PRIME DA RIFARE

Si terranno oggi alle 15.30 nella chiesa del capoluogo i funerali di Padre Germano Toninato, sacerdote Dehoniano morto domenica a 79 anni. Nato a Sant’Angelo il 28 ottobre del 1935, Padre Germano aveva scelto la vita missionaria in Argentina a 28 anni, prima come studente e poi come professore di Storia a Buonos Aires. In seguito, in veste di sacerdote, ha operato in numerose parrocchie. Fino allo scorso anno. Il suo ultimo incarico é stato come vicario parrocchiale nella comunità di Resistencia (Chaco). Recentemente era rientrato in Italia e sarebbe dovuto tornare in Argentina entro la fine dell’anno. «Quando tornava in Italia passava sempre a salutarmi perché si sentiva ancora un santangiolese» ricorda il sindaco Boischio. «Era entusiasta per la scelta di Papa Francesco, che conosceva». Il suo motto era “Stare con il popolo”». Lascia la sorella Lina e il fratello Severino. (m.ma.)PIOVE DI SACCO Suscita preoccupazione fra alcuni genitori degli alunni lo spostamento del Centro territoriale permanente, l’istituto per la formazione degli adulti, alla primaria Boschetti Alberti. Per fare chiarezza l’assessore all’Istruzione Lucia Pizzo e il dirigente scolastico Caterina Rigato hanno diffuso una nota: «Il Centro offre proposte culturali e formative agli adulti, sia italiani che stranieri, inclusi corsi di alfabetizzazione e per il conseguimento della licenza di scuola secondaria. Finora il Ctp era ospitato alla media Davila con uso promiscuo delle aule» si legge nella lettera, «utilizzate la mattina dai ragazzi e la sera dagli adulti. Nella nuova sede vengono dedicate al Ctp aule inutilizzate al primo piano. Al Ctp inoltre sarà realizzata un’aula informatica che di mattina sarà a disposizione della scuola primaria». Polemizzano i consiglieri di Lega e Forza Piove: «La nota esplicativa del Comune poteva essere predisposta molto prima visto che la delibera sullo spostamento del Ctp risale a settembre». (e.l.)di Elena Livieri wPIOVE DI SACCO Piccola rivoluzione negli Istituti comprensivi piovesi: la giunta comunale di Piove ha deliberato il passaggio della scuola materna di Piovega dall’istituto 1 al 2 e presto sarà necessario intervenire per riequilibrare la composizione delle prime classi, per evitare che in alcune di queste venga superata la soglia, stabilita per legge, del 30% di alunni stranieri. Scopo dell’intervento, che l’Amministrazione condurrà nell’ambito del tavolo di lavoro che mette insieme assessorato all’Istruzione, dirigenti scolastici e consigli di istituto, è di evitare il crearsi di scuole e classi ghetto, dove ci sia una elevata presenza di alunni non italofoni. «Il passaggio della materna di Piovega dall’Istituto 1 al 2» spiega il vicesindaco e assessore all’Istruzione Lucia Pizzo, «risponde ad esigenze di razionalità e logistica, trovandosi il plesso vicino alle scuole di Sant’Anna che rientrano nell’Istituto 2 e dove i bimbi potranno trovare continuità del percorso didattico». La delibera comunale, inviata in Regione per la ratifica, riequilibra solo in parte la dimensione dei due Istituti. L’1, che raccoglie la materna Umberto I e Tognana, le primarie Umberto I, Arzerello e Corte e le medie Regina Margherita, conta complessivamente 1013 alunni. Il 2, che riunisce le materne di Sant’Anna e Piovega, le primarie Dante Alighieri, Boschetti Alberti e Pontelongo e le medie Davila e Pontelongo, arriva a 947 alunni. «Non è escluso che in futuro possano esserci altri interventi sulla composizione degli Istituti» annuncia Pizzo, «sicuramente, come già anticipato al tavolo di lavoro convocato nei giorni scorsi, sarà necessario rivedere la composizione di alcune classi. Dalle nuove iscrizioni, concluse alla fine di febbraio, infatti, emergono dati che contrastano con le direttive del Ministero della Pubblica istruzione e che la giunta comunale ha fatto proprie con un atto di indirizzo inviato agli Istituti stessi: ci sono classi con il sessanta per cento di bimbi non italofoni. Lo scopo è quello di garantire una scuola di qualità a tutti, non devono esserci scuole di serie A scuole di serie B. È evidente che la presenza di alunni che non parlano italiano comporta la necessità di percorsi didattici mirati con un maggiore impegno anche per gli insegnanti, per questo è opportuno che vi sia una equa distribuzione. Senza sottovalutare l’importanza di facilitare in questo modo anche i percorsi di integrazione fra bambini. Il tavolo di lavoro» conclude Pizzo, «seguirà passo per passo tutte le azioni che andranno in questo senso, in un’ottica di condivisione».

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 6 marzo
PRIMO PIANO SULL’ADOLESCENZA IN SALA ANGELINI

PONTELONGO Continuano i momenti di approfondimento aperti alla comunità su tematiche indicate tramite un questionario distribuito dall’assessorato alle Politiche per la famiglia. Questa sera alle 20.45, nella sala Angelini di Villa Foscarini Erizzo, il ciclo di incontri “Famiglie, incontriamoci” prevede l’intervento di Elisabetta Falcetti, psicologa alla casa di riposo Antonio Galvan. Con lei sarà affrontato il tema “Adolescenti: in equilibrio tra famiglia e coetanei”. Qualche indicazione per i genitori su come affrontare i rapporti con i propri figli in tema di prima amori, bullismo, droga e alcol. (al.ce.)


TESORI TURISTICI DI SACCISICA IN UNA GUSTOSA “SMART BOX”

di Elena Livieri PIOVE DI SACCO La Saccisica si fa “smart” ed entra tutta in una scatola: sindaci e rappresentanti delle categorie economiche hanno deciso nell’ambito del tavolo di concertazione dell’Ipa (Intesa programmatica d’area) di finanziare due progetti per promuovere il territorio e le sue peculiarità. Una “smart box” di rappresentanza e alcune guide turistiche dove segnalare i piccoli e grandi tesori storico artistici dei paesi coinvolti: sono queste le due iniziative che l’Ipa approverà al prossimo tavolo che sarà convocato e in cui si concretizzerà quanto sindaci e categorie economiche hanno discusso nei giorni scorsi. Una iniziativa nata per dare ossigeno alla vocazione turistica del territorio e, anche sull’onda di Expo 2015, far conoscere le sue specialità enogastronomiche. La “smart box” sarà realizzata con assi di vecchi bancali e conterrà alcuni prodotti tipici, dallo zucchero prodotto nello storico stabilimento di Pontelongo agli ortaggi di stagione come radicchio e asparagi che caratterizzano le produzioni orticole di Codevigo, conserve e prodotti a lunga conservazione. Le guide saranno composte di poche pagine, in modo da essere facilmente e velocemente consultabili e redatte in modo da offrire un assaggio di tutto ciò che la Saccisica e i suoi comuni possono offrire: chiese, palazzi, ville, monumenti ma anche percorsi ciclabili e naturalistici. I due progetti saranno finanziati dall’Ipa stessa, come illustra il sindaco di Piove di Sacco Davide Gianella: «L’ipotesi che abbiamo condiviso fra sindaci è di finanziare queste iniziative con 50 centesimi per abitante, in modo da mantenere una proporzione fra enti di varie dimensioni e quindi capacità di spesa. Sembra poco, ma in realtà per i bilanci comunali è uno sforzo notevole, ma crediamo sia importante valorizzare le nostre potenzialità e che si potrà avere un ritorno sul territorio. Un contributo arriverà anche dalle categorie economiche e la cifra finale si aggirerà sui quarantamila euro. Ogni Comune e ogni associazione avrà poi a disposizione queste “smart box” e le guide da utilizzare come omaggio in tutte le occasioni istituzionali in cui l’ente è coinvolto. Una sorta di carta di identità» sottolinea il sindaco, «un piccolo scrigno che contenga un assaggio di tutto ciò che è Saccisica. Si tratta di una piccola iniziativa, tuttavia è un’importante azione di marketing perché questo nostro territorio coltivi un’identità condivisa e valorizzi le sue peculiarità».

PEDALARE NEL PAESAGGIO

PONTELONGO È stato presentato nella suggestiva cornice della cinquecentesca Villa Foscarini Erizzo, sede del municipio di Pontelongo, l’itinerario che verrà proposto tutti i sabato e le domeniche di maggio nell’ambito del progetto promosso dal Comitato provinciale Pro Loco con la Regione Veneto “Gioielli padovani. Tesori culturali da scoprire”. Il presidente del Comitato Fernando Tomasello ha ricordato il successo dell’edizione 2014, di cui fu testimonial Philippe Daverio. «Quest’anno» ha annunciato Tomasello, «il tema prescelto è quello dell’ambiente e del paesaggio e la scelta del testimonial è ricaduta sulla conduttrice televisiva e grande viaggiatrice Licia Colò che sarà con noi alla presentazione dei “Gioielli padovani” che si terrà all’Orto Botanico di Padova il 26 marzo». Dopo i saluti del sindaco di Pontelongo Fiorella Canova, è toccato al presidente della locale Pro Loco, Andrea Vettorato, descrivere l’itinerario ciclabile prescelto: «Il percorso ci porterà alla chiesa di San Geminiano a Terranova, del 1.200, poi alla Corte Benedettina di Correzzola, all’oasi di Ca’ di Mezzo, allo storico impianto idrovoro di Santa Margherita con il museo della bonifica, la chiesa di Castelcaro a Codevigo e quindi qui a Villa Foscarini Erizzo». (e.l.)

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 11 marzo
ARRIVA LA SESTA LAUREA PER LUIGI MILANA STUDENTE A 81 ANNI

Si avvicina il sesto alloro per Luigi Milana, 81 anni, che ormai è un vero e proprio dottore da record. Dopo i primi cinque successi accademici, il più anziano studente del Bo discuterà, oggi, la sua sesta tesi, questa volta in Scienze delle Religioni. La tesi, scritta con il professor Marco Zambon (Storia del cristianesimo e delle chiese), s’intitola «Colombano e la peregrinatio pro Christo nel monachesimo irlandese». «Al momento di iscrivermi» spiega Milana «ero indeciso fra questo ed altri due corsi, uno di storia e uno di filosofia. Alla fine ho lanciato una monetina e ha vinto Scienze delle Religioni». Il primo traguardo è arrivato mentre ancora lavorava. «Mi ero iscritto insieme a mia moglie Paola, spinto da lei» racconta «seguivamo Lettere insieme. Io di formazione sono un matematico, ma avevo sempre coltivato la curiosità per la cultura umanistica. Così mi sono avvicinato alla letteratura e alla poesia». Milana ha trascorso la maggior parte della sua vita a Venezia, lavorando come tecnico nei cantieri navali. Alle spalle una vita dura, fatta di tanti sacrifici. «Mio padre morì in Africa» racconta, «e mia madre sotto le bombe, nel '44 in uno dei tanti bombardamenti che colpirono Padova. Rimasi solo molto giovane, e l’ente Orfani di guerra mi mandò in collegio. Dato che il collegio padovano era più costoso, mi spedirono a Verona. Anche da studente mi sono dato da fare per pagarmi le piccole spese di mantenimento: all’inizio lavoravo allo zuccherificio di Pontelongo, poi ho passato la maggior parte della mia vita nei cantieri navali». Per prendere la prima laurea, da lavoratore, ci ha messo quattro anni. Poi è arrivato il diploma in Teologia, sempre preso insieme alla moglie Paola, e ancora la laurea triennale in Filosofia, seguita dalle magistrali in Storia moderna e Scienze storiche. Il voto più basso, ad oggi, è un 106, il più alto 110 e lode. E sul curriculum ce ne sono ben tre. Nel corso della carriera, a 73 anni, Milana si è concesso anche una pausa: gli era stato proposto un anno di assegno di ricerca. Quale esperto di Cartesio era stato richiesto per un contributo da parte del professor William Shea, il titolare della cattedra galileiana all’Università di Padova. Un riconoscimento esimio, che però non ha frenato la corsa di Milana. Ora si aggiunge un nuovo successo: la magistrale in Scienze delle religioni, che sarà discussa oggi. E il papiro? Non è escluso che sia stato fatto. «Non so se ci sarà», minimizza il signor Luigi, «a queste cose ci pensano i figli». Silvia Quaranta

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 13 marzo
IL CAPITANO ZAMPOLLI SPIEGA ALLE FAMIGLIE TUTTI I RISCHI DEL WEB

PONTELONGO Si conclude questa sera il ciclo di incontri di approfondimento “Famiglie, incontriamoci” organizzati dall’assessorato alle Politiche per la famiglia. Questa sera alle 20.45, nella sala “Michele Angelini” in Villa Foscarini Erizzo, intervento del capitano Enrico Zampolli, comandante della Compagnia carabinieri di Piove di Sacco. Con lui si discuterà del tema “Chi e cosa incontrano i nostri figli attraverso l’etere?”. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Domenica 15 marzo
TRE LOCALI “FRANCESI” PER UNA SERA

Il Veneto sarà la regione più rappresentata e Padova farà la sua parte. Giovedì prossimo, in simultanea, si terrà in tutto il mondo l’operazione “Goût de France/Good France” (“1000 chef, 1000 menu per 5 continenti”): un centinaio tra ristoranti e bistrot d’Italia dedicheranno un menu alla Francia. All’iniziativa, voluta dal governo francese attraverso il suo Ufficio Turismo, l’Italia è il Paese che ha risposto di più. I padovani che proporranno la cena francese (foie gras, ostriche, Champagne e altro) sono La Montanella di Arquà, il Lazzaro 1915 di Pontelongo, il Fuel di Rubano. Fra gli chef italiani, tre saranno scelti per una cena in un’ambasciata francese nel mondo. (re.mal.)

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 18 marzo
DETENEVANO ESPLOSIVI BELLICI CONCESSI GLI ARRESTI DOMICILIARI

PIOVE DI SACCO Silvio Baldan, 51 anni di Camponogara, e Stefano Sambin, 41 anni di Piove di Sacco, ottengono gli arresti domiciliari. Erano stati accusati e incarcerati per aver messo in piedi, secondo le Procure di Padova e Venezia, un vero e proprio supermarket dell’esplosivo dove si sarebbe rifornita la malavita della zona per utilizzare poi la merce in azioni criminose (in particolare per fare saltare gli sportelli bancomat). In tutto dai carabinieri di Piove di Sacco sono stati trovati 40 chili di esplosivo ad alto potenziale. Ad accettare la richiesta di scarcerazione è stato il Tribunale del Riesame di Venezia, composto dai giudici Angelo Risi , Patrizia Montuori e Patrizia Beccaro. «Sono riuscito a dimostrare», argomenta l’avvocato Pascale De Falco, difensore di Silvio Baldan, «che il mio assistito, di fatto alla guida della Biotto di Camponogara, che fa bonifiche di ordigni bellici, con i due ex dipendenti non aveva più rapporti. Erano stati licenziati da anni dall’azienda». Agli arresti domiciliari ci andrà anche Stefano Sambin difeso dall’avvocato Cristina Torin. L’operazione condotta dei carabinieri di Piove di Sacco, coordinati dai pm Daniela Randolo di Padova e Giorgio Gava di Venezia, era iniziata il 27 febbraio in seguito ad una perquisizione fortuita effettuata a Pontelongo nei confronti di B.M., trovato in possesso di un proietto d’artiglieria della Prima guerra mondiale e di 19 munizioni di vario calibro. Materiale sequestrato. La ricerca di materiale bellico è stata in seguito estesa all’abitazione di M.N. sempre di Pontelongo, al quale è statoa sequestrato un proiettile da contraerea risalente allo stesso conflitto bellico. Baldan, dipendente della ditta Biotto di Camponogara, aveva a disposizione un proietto da cannone da 149 millimetri, del peso 37,60 chilogrammi, risalente al primo conflitto mondiale, ma in perfetto stato. (a.ab.)

 

Il Mattino di Padova - Venerdì 20 marzo

PONTELONGO Territorio pulito con i volontari Domani “Territorio pulito 2015”, manifestazione organizzata dal Comune e dal gruppo di protezione civile per sensibilizzare sui temi ambientali ed effettuare una pulizia collettiva del territorio e degli argini. Il ritrovo è alle 9 nella sede della protezione civile, in via Indipendenza. Al termine dell’iniziativa momento conviviale. (al.ce.)

 

Il Mattino di Padova - Mercoledì 25 marzo
LA QUERELLE SULLE SCUOLE RIMBALZA A PONTELONGO

PIOVE DI SACCO Nella querelle che da un paio di settimane vede contrapposto il vicesindaco e assessore all’Istruzione Lucia Pizzo con l’Istituto comprensivo 1, che non ha riaperto le sue graduatorie per consentire la ridistribuzione degli alunni stranieri in maniera uniforme in tutte le scuole della città, si inserisce il consigliere di minoranza di Pontelongo Roberto Franco, visto che le scuole del paese fanno parte dell’istituto piovese. «Spero sia smentita l’anticipazione secondo cui almeno dieci ragazzi del mio paese sarebbero iscritti alla media Regina Margherita di Piove, iscrizione motivata esclusivamente da una marginale presenza di coetanei stranieri rispetto alla scuola di Pontelongo, nonostante molti ragazzi di origine straniera siano in realtà nati e vissuti qui. La nostra scuola media perderebbe una prima e il rischio di chiusura per i prossimi anni si farebbe concreto». Franco, da sempre iscritto alla Cgil ed ex dirigente del sindacato, prende le distanze dalle accuse che nei giorni scorsi sono state mosse al vicesindaco di Piove da Manolo Baio della Cgil Scuola: «Una polemica contraddittoria e fuori luogo», stigmatizza. (e.l.)

 

Il Mattino di Padova - Domenica 29 marzo
MOLINO ROSSETTO, TRASLOCO IN VISTA

PONTELONGO Una rivoluzione urbanistica senza precedenti: dopo quasi due secoli il Molino Rosseto Spa potrebbe trasferire la sua attività. In questi giorni la giunta comunale ha approvato un preaccordo con la proprietà dell’azienda, attraverso il quale si possono iniziare degli studi di approfondimento e analisi per la definizione dello spostamento dello stabilimento. Dopo 170 anni di presenza sul territorio, la famiglia proprietaria da cinque generazioni dell’azienda affacciata ai murazzi del Bacchiglione, in pieno centro storico, alla fine dello scorso anno ha rivolto un’iniziativa al Comune chiedendo, nello specifico, di valutare la possibilità di realizzare un intervento di recupero e riqualificazione dell’area di via Indipendenza mediante lo spostamento dell'attività artigianale in un’altra più consona. Con la contemporanea conversione della cubatura esistente in residenziale procedendo, in questo modo, alla bonifica dell’area. Il Molino Rossetto si è reso inoltre disponibile, nel rispetto delle indicazioni fornite dalla pianificazione urbanistica comunale, a contribuire alla realizzazione e al miglioramento di infrastrutture di interesse pubblico, anche fuori dall'ambito di intervento. Una proposta, quella dell’azienda, formulata in funzione anche di una scelta strategica che mira a un rinnovamento dei propri prodotti attraverso una lavorazione che impieghi nuove tecnologie capaci di garantiscano una qualità maggiore. L’attuale collocazione dell’attività molitoria non consente un completo rinnovamento dei macchinari e dei procedimenti produttivi, come invece potrebbe avvenire con un ampliamento del nuovo stabilimento di via Stazione. L’amministrazione comunale, da parte sua, impegnata tra l’altro su più fronti per la riqualificazione del centro storico, ha seriamente preso in considerazione la proposta che eliminerebbe i problemi legati al traffico pesante e alle emissioni inquinanti. Il preaccordo prevede che entro i prossimi due mesi Molino Rossetto debba presentare tutta la documentazione progettuale, mentre il Comune dovrà predisporre le necessarie varianti urbanistiche. «Le operazioni che abbiamo attuato» ha commentato il sindaco Fiorella Canova «rappresentano le premesse per il completamento di un progetto necessario per la rivitalizzazione del nostro paese». Alessandro Cesarato

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