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scritto da Amministratore   08/04/2012

Marzo 2012

 

IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 30 MARZO 2012
I sindaci del Piovese pronti alle barricate per salvare l'ospedale.
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Le indiscrezioni rivelate dal mattino in merito al contenuto delle schede tecniche a corredo del Piano socio-sanitario regionale rivelano il progetto di chiusura per sette ospedali veneti: oltre a Piove, figurano nell'elenco i presidi di Dolo, Adria o Porto Viro, Noventa Vicentina, Valdagno, Bussolengo e Borgo Roma a Verona. La sforbiciata ai costi della sanità è necessaria per far fronte all'introduzione dei costi standard che, a partire dal prossimo anno, comporteranno un taglio dell'8 per cento degli stanziamenti ministeriali: per la sanità veneta si tratterebbe di seicento milioni l'anno in meno. Da qui la necessità di una cura dimagrante che impone scelte selettive cadute su strutture definite "inessenziali". Dopo la convocazione straordinaria dei Consigli comunali, i sindaci della Saccisica sono pronti alla battaglia in difesa dell'ospedale Immacolata Concezione. Per ora hanno sottoscritto un documento unitario indirizzato alla V Commissione regionale, ma è solo il primo passo. Perché di perdere il presidio ospedalieri non ne vogliono nemmeno sentir parlare. I precedenti che suggeriscono di mantenere alta la guardia purtroppo non mancano. Prima, infatti, è toccato al reparto di Anestesia e Rianimazione, poi a quello di Neurologia: dovevano essere cancellati dalla struttura piovese. E ora in discussione c'è la stessa sopravvivenza dell'ospedale. In riferimento ai primi due casi il sindaco Sandro Marcolin ha parlato di "falsi allarmi". Ma non è andata proprio così, ricorda il capogruppo del Pd Lino Conte, perché la soppressione della Rianimazione e poi quella di Neurologia non sono stati solo spauracchi inventati da qualcuno. Stavano scritto nero su bianco sulle schede tecniche, quelle che ogni anno vengono redatte per organizzare la sanità regionale. Rianimazione e Neurologia sono rimasti nel presidio piovese perché ci sono state sollevazioni politiche e popolari. E infatti negli anni passati hanno protestato i sindaci, i Consigli comunali, maggioranze e opposizioni di tutti i paesi coinvolti. Altro che bufale, prosegue Conte, il rischio di perdere primariati cruciali per la sussistenza di un ospedale per acuti è stato reale. Lo sanno bene i sindaci che, infatti, hanno preso seriamente le indiscrezioni trapelate in merito all'ipotesi di chiusura di sette ospedali veneti, fra cui quello di Piove. Di punto in bianco non si chiude un ospedale, l'obiezione più ovvia, ma è pur vero che lo si può impoverire. E poi, come ogni trattativa, anche quella sulle schede ospedaliere parte da sette per arrivare magari a due, tre, uno. Intanto la politica fa i suoi passi. L'onorevole Margherita Miotto del Pd: Chiudere l'ospedale sarebbe insensato, dove dovrebbero essere curati i 60 mila a abitanti della Saccisica? Come si garantirebbero i servizi di urgenza e emergenza? Presenterò una interrogazione al Governo affinché i Piovesi non vengano privati del diritto alla salute. E' un'assurdità chiudere una struttura dove sono state investite risorse pubbliche, interviene il segretario regionale Udc Antonio De Poli, al governatore Zaia e al presidente della V Commissione Padrin chiediamo di lavorare a
lla luce del sole, concordando le schede tecniche con i rappresentanti degli enti locali.
di Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 29 MARZO 2012
Rifiutiamo con decisione ogni taglio alla sanità?
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PIOVE DI SACCO Schierati come un plotone di esecuzione, pronti a "sparare" sul primo che si azzarda a muovere un dito verso la chiusura dell'ospedale Immacolata Concezione: così ieri sera i sindaci della Saccisica si sono presentati nella sala della Magnifica comunità di palazzo Jappelli per la riunione straordinaria indetta dopo le indiscrezioni sui tagli alla sanità. Sforbiciate che sarebbero inserite nelle schede tecniche a corredo del Piano socio sanitario in approvazione oggi in seno alla V Commissione. Si parla di sette ospedali "inessenziali", fra questi ci sarebbe anche quello piovese, da poco più di un anno passato sotto l'ala dell'Usl 16 padovana dopo un lungo e travagliato matrimonio con l'Usl 14 di Chioggia. Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Piove di Sacco, Polverara, Pontelongo, Sant'Angelo di Piove hanno voluto ribadire unitariamente che sono pronti alle barricate per difendere il presidio sanitario. Abbiamo trovato una pronta risposta da parte della dirigenza dell'Usl 16, del presidente della V Commissione Leonardo Padrin ha sottolineato il sindaco Sandro Marcolin ?dai quali abbiamo ricevuto rassicurazioni. Marcolin ha ricordato come qualche anno fa l'indiscrezione rispetto all'ospedale piovese riguardasse la soppressione del primariato di Rianimazione e Anestesia. Allarme poi rientrato. Non capisco ha detto perché qualcuno metta sul campo queste mine. Dobbiamo mandare un messaggio chiaro alla V Commissione che si riunisce domani (oggi, ndr), cioè che noi sindaci siamo pronti a vigilare e lottare per la nostra sanità. Perplessità sono state ribadite dai sindaci di Codevigo e Sant'Angelo, Graziano Bacco e Romano Boischio: Qualcuno sulle schede sta lavorando, su ispirazione di chi? Non si può stare tranquilli, piovono le smentite sull'ipotesi di chiusura dell'ospedale ma qualcuno non ce la racconta giusta. Ed è ora di finirla di far politica sulla pelle dei cittadini. Perentorio il giudizio del capogruppo del Pd piovese Lino Conte: Mancano primari, Padrin ha annunciato il taglio di posti letto, Piove passerebbe da 290 a 180, dobbiamo arrivare a mille parti l'anno per giustificare la permanenza del reparto di Ostetricia e Ginecologia e siamo solo a 500: se vogliono davvero far vivere questo ospedale sono questi dati che devono cambiare. I primi cittadini hanno votato alla fine un ordine del giorno all'unanimità: Rifiutiamo nella maniera più ferma e decisa di rimanere vittime di tagli o ridimensionamenti. Il Piovese rappresenta una importante realtà socio-economica la cui organizzazione sanitaria deve essere mantenuta, in particolare il presidio ospedaliero che da oltre 160 anni serve un bacino di 150.000 abitanti. I sindaci chiedono che venga mantenuta l'attuale dotazione strutturale e la qualifica di ospedale di rete per acuti e per l'emergenza dotato di punto nascite e attività chirurgica. Infine è stato preso l'impegno di chiedere un incontro con l'assessore regionale alla sanità Coletto. Smettiamo i panni dell'agnello sacrificale l'invito lanciato dal presidente del Consiglio piovese Giorgio Tortolato E dimostriamo che la Saccisica è una leonessa pronta a difendere con le unghie il suo territorio.
di Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 29 MARZO 2012
Si parla di bilancio alla scuola di politica del Pd.
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PONTELONGO. Stasera appuntamento con la scuola di politica, che è stata promossa dal circolo locale del Partito democratico. L'argomento della serata sarà: "Quando i conti non tornano". Si parlerà infatti di un tema di grande attualità in queste settimane, qual è il bilancio comunale con il senatore Marco Stradiotto ed il revisore dei conti Achille Callegaro. Ingresso libero. Inizio della serata è alle 21 nella casa delle associazioni di via Ungheria.
(al.ces.)
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 27 MARZO 2012
Rivoluzione per gli ospedali, chiudono Piove di Sacco e Dolo
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Nel prossimo biennio la sanità veneta cambierà fisionomia: sette ospedali saranno chiusi e le risorse liberate finanzieranno una nuova rete di pronto intervento, assistenza e cura sul territorio. La lista delle dismissioni comprende i presìdi ospedalieri di Dolo, Piove di Sacco, Adria o Porto Viro, Noventa Vicentina, Valdagno, Bussolengo e Borgo Roma a Verona. E' una riforma radicale quella delineata nelle "schede tecniche" abbinate al Piano socio-sanitario già all'esame della Prima commissione regionale: all'approvazione definitiva del documento di programmazione, prevista entro l'estate, seguiranno i provvedimenti operativi correlati. La cessazione di attività di un ospedale, a prescindere dalla sua effettiva funzionalità, è un atto altamente impopolare, avvertito come una lesione dei livelli del welfare dall'opinione pubblica; perché, allora, gli artefici della politica sanitaria - il governatore Luca Zaia, l'assessore Luca Coletto, il segretario Domenico Mantoan - hanno deciso di percorrere questa strada? Le ragioni sono molteplici ma il punto di partenza è rappresentato dall'introduzione dei costi standard che, a partire dal 2013, comporteranno un taglio dell'8% (5-600 milioni l'anno per le casse venete) negli stanziamenti ministeriali. Una cura dimagrante che impone scelte selettive, a cominciare dalla rinuncia al costoso mantenimento di strutture giudicate inessenziali. Ma quali criteri hanno ispirato l'individuazione dei punti destinati a chiudere? Anzitutto, la prossimità ad altri ospedali adeguatamente attrezzati: Mirano e Mestre nel caso di Dolo, il Sant'Antonio di Padova e Chioggia per Piove di Sacco, Rovigo come alternativa ad Adria-Porto Viro (sono ancora in ballottaggio, ne sopravviverà soltanto uno). In altre situazioni - leggi Noventa Vicentina - la ratio è quella di sfoltire un circuito fortemente ospedalizzato e dotato di rapide arterie di collegamento. Oppure, più semplicemente, di coniugare la chiusura del vecchio - Bussolengo e Valdagno - all'avvio del nuovo (Villafranca ampliato e ammodernato, Santorso appena inaugurato). Infine, nel caso veronese, la presenza nel capoluogo di un centro d'eccellenza quale il policlinico Borgo Trento induce a ritenere superflua la permanenza di Borgo Roma. Ma quali garanzie verranno fornite ai pazienti sul piano della continuità delle prestazioni? E come sarà riallocato il personale in esubero? La risposta al primo quesito è contenuta in larga parte nello stesso Piano socio-sanitario, laddove si traccia la mappa della sanità orizzontale assunta a nuovo modello: piccoli e attrezzati presìdi territoriali dotati di personale specialistico; punti infermieristici in grado di svolgere funzioni di assistenza e di filtro pre-ospedaliero; hospice attrezzati per visite, esami e brevi ricoveri; unità del 118 (ambulanza e cure primarie) attive h 24 e dislocate nelle zone coinvolte dalle chiusure di ospedali; pool di medici di base capaci di garantire reperibilità e visite a domicilio sette giorni alla settimana. Ai chirurghi, poi, sarà chiesto di affiancare i colleghi attivi altrove, così da estendere all'intera giornata i turni in sala operatoria. La svolta che si profila, insomma, non è di poco conto. Ed è facile prevedere il corollario di discussioni, proteste e scontri di potere che ne accompagnerà il processo di attuazione. Influenzandolo, probabilmente, anche se la volontà del governatore Zaia - ribadita nei colloqui con i manager del settore - è quella di garantire la tenuta del sistema, cioè la continuità del welfare,attraverso un rigoroso contenimento dei costi che aggredisca i centri di spesa burocratica e concentri il più possibile le risorse sul versante delle prestazioni. Sarà un percorso in salita, certo, ma la sanità del Veneto non è all'anno zero. Pur scontando l'eredità di un debito consolidato vicino al miliardo, l'opera di risanamento intrapresa ha già prodotto risultati tangibili, a cominciare dall'attivo di bilancio corrente messo a segno nel 2010 e ribadito nel 2011. È all'orizzonte anche una riforma delle unità sanitarie locali, che ne prevede una drastica riduzione: l'obiettivo ottimale sarebbe di accorparle e farle coincidere con i sette capoluoghi ma, dinanzi all'inevitabile levata di scudi dei distretti coinvolti, è probabile si persegua un traguardo intermedio. Nel frattempo la giunta di Palazzo Balbi ha congelato fino al 31 dicembre prossimo le nomine e i movimenti dei primari: una spia eloquente dell'imminenza avvio del processo di riorganizzazione. Le incognite, però, non si limiteranno al "fuoco amico" delle forze politiche di maggioranza sensibili al favore dell'elettorato - Lega e Pdl con le loro roccaforti di consensi - all'opposizione annunciata del centrosinistra. Né alle reazioni indispettite degli interessi lesi dalla sforbiciata a poltrone e rivoli finanziari. L'artefice "tecnico" della riforma, il segretario Mantoan, è cosciente che le chance di successo sono proporzionali al tasso di adesione da parte del personale medico, infermieristico, tecnico, amministrativo. Ed è in questa direzione che lavorerà nei prossimi mesi, augurandosi che dal Governo non giungano brutte sorprese in forma di contrazioni dei budget o di aggravi dei costi (un esempio per tutti: il prossimo aumento di due punti dell'Iva comporterà rincari nel pagamento dei servizi pari a una sessantina di milioni) che pregiudicherebbero il fragile equilibrio ritrovato
di Filippo Tosatto
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Il Mattino di Padova - Sabato, 24 MARZO 2012
Abitazione scambiata per caserma.
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PONTELONGO Procura di Palermo, carcere Due Palazzi, caserma di Canicattì: tutti a chiamare al telefono un'ignara famiglia che vive da sette anni a Pontelongo e che ha avuto la sventura di avere dalla Telecom il numero telefonico che un tempo fu della caserma dei carabinieri del paese. Presidio chiuso ancora nel 2003, ma a quanto pare sono in pochi in giro per l'Italia a saperlo. Fatto sta che i componenti della famiglia che vive a ridosso del Bacchiglione continuano a ricevere, a tutte le ore del giorno, telefonate da una marea di gente che cerca ancora i carabinieri. Ieri lo sfogo di Riccardo Crivellaro su facebook: Sono sette anni che vivo nel comune di Pontelongo - scrive il giovane - e da quanti anni i carabinieri non ci sono più in paese? Eppure continuano a chiamarmi a casa da tutta Italia perché ho il loro vecchio numero di telefono. Non ne posso più. Se poi succede qualcosa di grave e i soccorsi non arrivano in tempo non se la prendano con me. Stamattina - racconta Riccardo - una vecchietta mi ha chiamato tre volte, un mese fa la procura di Palermo, poi il carcere. Cosa sono una segretaria?. Da quando la caserma dei carabinieri di Pontelongo è stata chiusa, il paese è passato sotto la competenza di quella di Codevigo che risponde al numero di telefono 049/5817012.
(e.l.)
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 20 MARZO 2012
Inaugurato ieri in ospedale il nuovo ufficio relazioni.
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PIOVE DI SACCO Da ieri mattina l'ospedale Immacolata Concezione si è arricchito di un nuovo servizio destinato agli utenti: è stato infatti inaugurato il nuovo Ufficio relazioni con il pubblico (Urp). La sede è collocata all'entrata di via San Rocco, al piano terra. L'ufficio è aperto il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 9.30 fino alle 13 e la responsabile è la dottoressa Silvana Bortolami. L'Urp - ha illustrato il direttore generale dell'Usl 16 Adriano Cestrone - offre informazioni e indicazioni sull'organizzazione dell'azienda ospedaliera dell'Usl 16 di Padova e Piove di Sacco, sull'ospitalità dei parenti dei ricoverati, sul servizio di mediazione culturale e riceve richieste, segnalazioni e suggerimenti. Si tratta quindi un servizio molto importante che ci auguriamo venga utilizzato al meglio dagli utenti. Il numero di telefono dell'Urp è 049/9718599, il fax 049/8213364, l'indirizzo email urponline@sanita.padova.it.
(e.l.)
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 20 MARZO 2012
Stasera si parla del morbo Parkinson
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PONTELONGO Questa sera alle 20.45 nuovo appuntamento con le serate a tema organizzate dalla casa di riposo 'Antonio Galvan" in collaborazione con il comune, che hanno lobiettivo di informare e aiutare a conoscere il mondo della demenza negli anziani. Largomento odierno trattato sarà: "La malattia di Parkinson", una patologia che per le sue caratteristiche epidemiologiche e cliniche rappresenta unesperienza problematica per il malato, ma anche per i suoi parenti.
(alces)
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Il Mattino di Padova - VENERDÌ, 16 MARZO 2012
Argini puliti Domani il via alliniziativa.
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PONTELONGO Si rinnova domani liniziativa, organizzata dallassessorato allambiente, denominata "Territorio pulito" con la pulizia dai rifiuti degli argini dei fiumi e dei fossi. Linvito è rivolto a tutti i cittadini. Lappuntamento è fissato alle 14 nella nuova sede della protezione civile in via Indipendenza. Al termine, verso le 18, momento conviviale organizzato dalla protezione civile. Questiniziativa - spiega lassessore allAmbiente Enzo Battisti - è caratterizzata da un forte impegno civico che dovrebbe indurre alla partecipazione tutti i cittadini.
Alessandro Cesarato
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 14 MARZO 2012
Rubate cinque statue di Walmer Peccenini. Erano temporaneamente nel cortile della sua casa a Codevigo Sono sculture in pietra molto pesanti, valgono circa ventimila euro.
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CODEVIGO Rubate le sculture dellartista Walmer Peccenini: cinque opere erano state esposte temporaneamente nel cortile di casa in via Vittorio Emanule a Codevigo ma lo scorso fine settimana qualcuno ne ha approfittato per farle sparire. Si tratta di cinque sculture di porfido e granito ciascuna del peso di circa quaranta chili. Facile immaginare che i ladri debbano essere stati almeno due per caricarle in auto e portarle via. Le opere raffigurano perlopiù dei volti: un giano orientale, una donna africana, un filosofo, un Pope e un leone. Il valore attribuito alle sculture per lartista è prima di tutto quello affettivo: si trattava, infatti, di opere che aveva deciso di non vendere e tenere per la sua collezione privata. Ma è certo che il valore di mercato si aggira almeno sui ventimila euro. Il furto è avvenuto tra sabato e domenica - racconta Walmer Peccenini - ma me ne sono accorto solo lunedì. Avevo sistemato le sculture in giardino da poco tempo perché dovevo far spazio per eseguire dei lavori. Era una sistemazione temporanea, ma evidentemente qualcuno è stato molto attento e ne ha approfittato. Mi dispiace che non avevo ancora eseguito le copie in bronzo di quelle opere, eccetto che per una. Che il furto sia avvenuto nel fine settimana è cosa certa: Sabato pomeriggio le sculture erano al loro posto - conferma lartista - domenica nessuno ci ha fatto caso, ma probabilmente erano già sparite. I vicini mi hanno detto di aver notato unauto entrare nel cortile sabato pomeriggio, non è chiuso e vi si accede dalla strada, forse erano i ladri venuti per un sopralluogo ma al momento purtroppo nessuno ci ha pensato. E del resto non ce nera motivo. Da oltre ventanni che mi dedico alla scultura non mi è mai sparito nulla. Peccenini ha già formalizzato la sua denuncia ai carabinieri, nella speranza che le sculture vengano ritrovate. Dellartista di Codevigo sono noti anche i bassorilievi e le medaglie. Suoi sono il monumento in ottone ai Lagunari nella piazza centrale di Arzergrande, il monumento ai Caduti in marmo a Santa Margherita, il cippo in ricordo dei Caduti di Nassiriya di Codevigo e a lui si deve, insieme agli studenti della scuola media di Brugine, la sistemazione del capitello e della statua della Madonna del Dono di Campagnola. Altre opere si trovano a Pontelongo e Mestre. Dal 92 ha partecipato a quasi un centinaio di mostre.
Elena Livieri
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IL MATTINO di Padova - LUNEDÌ, 12 MARZO
Pontelongo Restano invariate le rette alla casa di riposo "Galvan"
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Rette invariate per gli ospiti della casa di riposo " Galvan". Dopo gli aggiustamenti delle tariffe degli ultimi anni, il consiglio di amministrazione dellente ha annunciato che per lanno in corso le rette non subiranno aumenti. La nostra scelta - spiega il presidente Donatello Magagnato - ha preso in considerazione lattuale situazione economica generale e la volontà è stata quella di cercare di non gravare ulteriormente sulle famiglie degli ospiti. Attuare e realizzare i programmi e gli obiettivi definiti dallorgano di direzione politica spetta al direttore Daniele Roncon, responsabile della gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa del centro residenziale che oggi conta 90 posti ed unottantina di dipendenti. Sarà possibile mantenere invariate le rette - spiega il direttore - agendo su più fronti, in particolare sul blocco degli stipendi dei dipendenti e sul contenimento di alcune spese che permetterà di destinare le risorse su altri capitoli del bilancio. Razionalizzare - aggiunge Roncon - non significa però tagliare. Anche per questanno infatti i progetti sono indirizzati verso un implemento della qualità del servizio. Per esempio è previsto laumento degli interventi di animazione ed educazione.
Alessandro Cesarato
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Il Gazzettino di Padova - Mercoledì 7 Marzo 2012,
ENRICO PITTARELLO Il fondatore della "Transpack" corrispondente diplomatico per le relazioni internazionali.
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Diversificazione e internalizzazione: le parole chiave del successo del padovano Enrico Pittarello che, in occasione del viaggio, nel settembre scorso, dei Cavalieri di Malta - è commendatore dellOrdine - negli Stati Uniti per commemorare il decennale dellattacco terroristico alle Torri Gemelle, è stato nominato, nel Palazzo delle Nazioni Unite di New York, Corrispondente Diplomatico per le relazioni internazionali. Oltre che avere lopportunità di conoscere realtà nuove e stimolanti, ho ora la possibilità - dichiara Pittarello - di promuovere iniziative, relazioni, incontri di lavoro in vari Paesi, facendomi portavoce del mondo imprenditoriale padovano. Nato nel 1945 in provincia di Bergamo, ma sempre vissuto a Legnaro, Pittarello ha cominciato a lavorare più che ventenne nella Gondrand Tecnica Imballaggi spa, maturando in un decennio unesperienza tale da portarlo a fondare nel 1989 la Transpack spa. La costante crescita del volume daffari di questa azienda produttrice di imballaggi industriali, ha portato allacquisizione, nel 1996, della Nesite spa, società leader nella produzione di pavimentazione sopraelevata e nel 1998 alla creazione della Transpack Group Service spa, operante nel settore immobiliare, infine della Effetil, società erogatrice di servizi logistici. Oggi la Transpack dispone di un impianto operativo che si estende su unarea di 47.000 metri quadrati, con stabilimenti dislocati tra Pontelongo, Piove di Sacco, Muggia e Massa Lombarda. Dispone anche di aree a Firenze, Imola e Marghera. Dopo la diversificazione, linternazionalizzazione. Mio figlio Nico si trova ora a Dubai, dove abbiamo unazienda per la produzione di pavimentazione sopraelevata per il mercato del Medio Oriente. Presto realizzeremo anche un polo logistico per imballaggi e manutenzione delle merci da spedire. Mia figlia Nicoletta, invece, si occupa della contabilità. Insomma due generazioni che mandano avanti unazienda che, grazie alle intuizioni e alle capacità manageriali del capo famiglia, guarda lontano.
Maria Pia Codato
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Il Mattino di Padova - Martedì 6 Marzo 2012
Bloccato il consiglio comunale dei ragazzi
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PONTELONGO Che fine ha fatto il consiglio comunale dei ragazzi? A chiederlo è il gruppo di minoranza Pontelongo 2000 che pone la questione allamministrazione con uninterrogazione che sarà presentata nel prossimo consiglio comunale. Con lo scopo di favorire la partecipazione dei ragazzi alla vita collettiva, lo statuto del comune di Pontelongo ha previsto la possibilità di istituire questo consiglio che si è dotato di un proprio regolamento volto a privilegiare forme di consultazione che coinvolgano gli studenti. In particolare, il regolamento prevede che il consiglio si componga di 16 consiglieri e di un sindaco, eletti fra i ragazzi di età compresa fra i 10 e i 14 anni. Chiediamo al sindaco Canova - spiegano i consiglieri di minoranza guidati da Federico Ossari - il perché non abbia proceduto ad indire regolari elezioni per il rinnovo del consiglio in prossimità della naturale scadenza della primavera 2011, momento in cui si celebrava anche il 150esimo dellUnità dItalia. Inoltre se nel frattempo lattuale amministrazione comunque abbia dato la possibilità ai ragazzi di esprimere il proprio contributo in idee e progettualità nelle materie di propria competenza. Considerando il consiglio dei ragazzi uno strumento di educazione alla partecipazione per tutti i cittadini in quanto le condizioni di vita percepite dai più giovani costituiscono gli indicatori ambientali primari di tutta la comunità - concludono i consiglieri - sollecitano il sindaco ad attivarsi per rendere efficace e funzionale questo organo istituzionale di formazione civica e di cittadinanza attiva.
Alessandro Cesarato
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Il Gazzettino di Padova - Domenica 4 Marzo 2012,
PONTELONGO Interrogazione della civica "Pontelongo 2000" Sparito il consiglio dei ragazzi.

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Con uninterrogazione ad hoc, la minoranza di Pontelongo 2000 ha chiesto lumi al sindaco Fiorella Canova sul mancato rinnovo del ?consiglio comunale dei ragazzi, lorganismo consultivo previsto dal regolamento comunale allarticolo 45, composto da 16 consiglieri e un sindaco di età compresa tra i 10 e i 14 anni e della durata in carica per due anni. Lultima elezione dellorgano collegiale risale alla primavera del 2009, pertanto il mandato è già venuto a naturale scadenza da ormai un anno. Considerato che il 2011, tra le altre cose, è stato un anno caratterizzato dalle celebrazioni del 150° anniversario dellunità dItalia - sottolinea il gruppo di opposizione - crediamo sia stato un vero peccato non aver ulteriormente valorizzato questa ricorrenza con un momento di grande coinvolgimento delle nuove generazioni. Da regolamento, spetta al primo cittadino di Pontelongo indire le elezioni. Sollecitiamo il sindaco - concludono i consiglieri nellinterrogazione - ad attivarsi con la massima priorità per rendere nuovamente pienamente efficace e funzionale questo organo istituzionale di formazione civica e di cittadinanza attiva. Lauspicio del gruppo è che, nel frattempo, in questi mesi si sia comunque data la possibilità ai ragazzi di esprimere il proprio contributo in idee e progettualità.
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 01 MARZO 2012
LUsl in soccorso dei pazienti. Ambulatorio chiuso a Pontelongo, in 150 hanno già cambiato medico.
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PONTELONGO A poco più di 24 ore dalla chiusura da parte dellUsl 16 di uno degli ambulatori medici del paese già 150 pazienti hanno provveduto a cambiare medico di famiglia. Nei locali dellex barchessa comunale è stata una mattinata di intenso lavoro per il funzionario incaricato dal distretto sanitario di sbrigare in loco le pratiche dei 1200 pazienti in carico alla dottoressa Susanna Favarato che laltro giorno si sono trovati, loro malgrado, a dovere fare una scelta: andare a farsi visitare a Polverara oppure, per continuare ad avere il servizio in paese, optare per un altro sanitario. Tutto ha inizio a fine anno quando il dottor Giorgio Carpenedo, prima di andare in pensione, indica ai suoi pazienti tra i suoi possibili sostituti, oltre ai tre medici già operanti a Pontelongo, anche la dottoressa Favarato che tra laltro sarebbe subentrata nello stesso ambulatorio. La stessa, contemporaneamente al suo servizio a Polverara, inizia quindi a visitare anche in paese, dimenticandosi però di inoltrare alUsl le necessarie richieste di autorizzazione. Una piccola negligenza pagata cara visto che lUsl, appresa la notizia, si vede costretta a fare chiudere lambulatorio. E la normativa a non consentirlo e in ogni caso non è invocabile il cosiddetto "vuoto assistenziale" in quanto il servizio è comunque più che garantito. A rimetterci alla fine sono stati così i 1200 pazienti che, freschi di cambio di medico, si sono trovati con il cerino in mano. Ho agito in assoluta buona fede - ha fatto sapere la dottoressa Favarato - e spero che la situazione si risolva al più presto. Per questo do la mia massima disponibilità ai pazienti. Da parte sua l'Usl 16 ha agito in tempi strettissimi. Come promesso ha aperto un punto informativo e di disbrigo pratiche nell'ambulatorio stesso, onde evitare ai pazienti l'ulteriore esodo in distretto a Piove di Sacco. Nel giro di qualche giorno - commenta il direttore sanitario Daniele Donato - contiamo di risolvere la vicenda, limitando al massimo i disagi. C'è stata una dimostrazione di un grande senso di responsabilità da parte di tutti, a partire dagli altri medici che si sono resi disponibili ad aumentare le ore di ambulatorio. Anche il Comune, che è proprietario dell'ambulatorio e che aveva fatto in buona fede la voltura del contratto di affitto si è dato da fare per contenere i disagi. Abbiamo informato i cittadini - aggiunge il sindaco Fiorella Canova - e stiamo organizzando per lunedì pomeriggio un incontro pubblico.
Alessandro Cesarato

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