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scritto da Superamministratore   19/04/2011

Luglio 2010

IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 29 LUGLIO 2010
Presto in funzione 23 telecamere - Individuati i siti dove saranno installate, la maggior parte a Piove di Sacco
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PIOVE DI SACCO. Saranno 23 le telecamere che entro fine anno verranno installate in città e nei comuni che hanno aderito al progetto Saccisica Sicura, ovvero Arzergrande, Brugine, Pontelongo e Sant'Angelo. In questi giorni il comandante della polizia locale Francesca Prota sta preparando il bando di gara per l'assegnazione dell'appalto alla ditta che dovrà fornire e installare gli occhi elettronici. L'iter dovrebbe concludersi tra settembre e ottobre e in un paio di mesi il lavoro dovrebbe concludersi. Il progetto ha potuto beneficiare di un sostanzioso contributo regionale che copre la metà dell'investimento previsto, quasi 200 mila euro. Piove di Sacco vanterà il numero maggiore di telecamere: sono previste in piazza Incoronata, nell'area esterna del comando dei vigili, in viale Europa, zona della stazione delle corriere, via Codogno dove sono state tolte le panchine del parco per evitare assembramenti di extracomunitari che davano vita quasi tutte le sere e violente risse, in piazzetta Carlo Rosso, in via Davila e alla rotonda di via Alessio Valerio e in viale Europa a Sant'Anna. Ad Arzergrande sono previste quattro telecamere: una in piazza Don Luigi Segala, una di fronte al municipio in via Roma e due in via Montagnon a Vallonga, vicino alla chiesa e davanti alle scuole. Piazza Ungheria, comando dei vigili, via Aldo Moro e palestra di via Don Bosco i siti scelti per Brugine e Campagnola per la videosorveglianza. Nel territorio di Sant'Angelo le telecamere previste sono otto: una nella sede dei vigili, due in piazza IV Novembre, una in via Caron a Vigorovea, una lungo la Piovese, in via Curiel, a Celeseo davanti alla chiesa e nel centro sportivo e nei campi da calcio. Una sola telecamera sorveglierà infine Pontelongo: verrà installata in via Zuccherificio. «Sono convinto che la videosorveglianza sia un sistema valido per aiutare le forze dell'ordine nel controllo del territorio - commenta l'assessore alla sicurezza Andrea Recaldin - Dopo la gara per la fornitura delle telecamere inizieranno i lavori per l'installazione e riteniamo che per fine anno il sistema potrà entrare in funzione».
(ELENA LIVIERI)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì 28 Luglio 2010,
Passaggi a livello telecomandati: addio code - La Regione stanzia oltre 700 mila euro per sincronizzare le sbarre
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PIOVESE La Regione stanzia oltre 700 mila euro per risolvere il problema delle interminabili attese ai passaggi a livello della littorina. Il disagio che da mesi colpisce vari Comuni della Saccisica potrebbe, quindi, essere presto risolto grazie all'avvio di un monitoraggio sul transito della linea Adria-Venezia, volto a implementare i sistemi di sicurezza e a sincronizzare la funzionalità delle sbarre. Ad annnunciare la notizia ai sindaci della zona e ai numerosi automobilisti che da tempo protestano contro le scomodità e i pericoli causati dalle soste forzate, è l'assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso. ?Il progetto prevede l'investimento di 720 mila euro per potenziare gli impianti di sicurezza per la circolazione dei treni. Questo sarà possibile tramite il posizionamento di fibre ottiche che consentiranno di telecomandare l'apertura dei passaggi a livello dalla stazione di Piove di Sacco. Saranno eseguite anche delle modifiche agli impianti per ridurre i tempi di attesa, limitando i disagi per il traffico veicolare?. Tutte richieste che, di fatto, erano state avanzate da Sistemi territoriali spa, l'ente che gestisce il trasporto su rotaie a livello locale.Lo stesso progetto - prosegue Chisso - prevede il miglioramento dei servizi di informazione agli utenti a bordo del treno, nelle stazioni e nelle fermate, in particolare su eventuali ritardi, con un sistema di telediffusione sonora: anche questo servizio sarà gestito da Piove di Sacco?.
(Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Mercoledì 28 Luglio 2010,
L'occupazione ingrana la marcia
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Da gennaio ad aprile di quest'anno i lavoratori del Piovese che hanno subito un licenziamento sono stati 47. Nello stesso periodo dell'anno scorso la cifra si attestava a 70. Di contro, sempre nel primo quadrimestre 2010, 2.288 persone hanno firmato un regolare contratto d'assunzione. La fotografia della situazione occupazionale nella zona, scattata dall'osservatorio sul Mercato del lavoro della Provincia, è confortante. Dopo il periodo nero della crisi, spulciando i dati sembra stia per arrivare il sereno: il settore tessile passa dalla perdita di 77 posti all'assunzione di 81 lavoratori; migliora anche il comparto metallurgico, che passa da meno 28 posti a meno 7; stabili i settori della gomma-plastica, meccanico ed elettronico. L'agricoltura risente ancora troppo degli effetti della crisi economica: in questo settore le assunzione hanno subito un rallentamento di circa 40 unità. Lo stesso vale per il settore del turismo e della ristorazione (da più 14 a meno 5) e per quello della logistica (da più 47 a più 28). I dati - spiega l'assessore provinciale Massimiliano Barison - evidenziano finalmente un'inversione di tendenza che indica l'avvio di una ripresa occupazionale nel segno della flessibilità, visto che i nuovi contratti di lavoro sono soprattutto l'apprendistato, i lavori a progetto, il lavoro intermittente e a chiamata?. A favore di questi, calano a picco le assunzioni a tempo indeterminato, che passano da 1.152 nel primo quadrimestre del 2008 a 744 nel 2009, fino ad attestarsi a 644 nel 2010. La domanda si orienta sempre più su professioni intellettuali e specialistiche (più 81 assunti con queste caratteristiche rispetto a meno 19 del 2009), operai ed autisti dei trasporti (più 57 rispetto a meno 15). Sono laureati il 15 per cento degli assunti maschi e il 18 per cento delle femmine.

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IL MATTINO di Padova - Venerdì 23 Luglio 2010,
PONTELONGO Incursione notturna in abitazione
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PONTELONGO. Un furto in abitazione è stato messo a segno l'altra notte in via Dante Alighieri: il padrone di casa si è accorto di aver ricevuto la sgradita visita dei ladri ieri mattina verso le sei, appena è sceso in cucina. A.B. ha potuto constatare che i malviventi avevano rubato 60 euro in contanti e alcuni monili in oro per un valore di circa 500 euro. I ladri sono entrati da una finestra del primo piano, raggiunta tramite una scala che è stata abbandonata sul posto.
(e.l.)

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IL GAZZETTINO di Padova - Venerdì 23 Luglio 2010,
Sicurezza e sfratti, un fronte comune. Il Prefetto in visita a Pontelongo, Brugine e Legnaro. Tavolo permanente per fronteggiare l'emergenza-casa.
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Lotta alla microcriminalità ed emergenza sfratti: sono questi i due temi affrontati ieri mattina dal Prefetto Ennio Mario Sodano, in visita nei comuni di Pontelongo, Brugine e Legnaro. Identiche le problematiche avanzate dai tre sindaci: la necessità di avere un maggior numero di forze dell'ordine e di trovare una soluzione al problema di numerose famiglie, che rischiano di perdere il tetto per effetto della perdita del lavoro. ?La strada da percorrere per far fronte a queste questioni - ha risposto il Prefetto - è la collaborazione tra Comuni e tra essi e le forze dell'ordine. I trasferimenti statali ai piccoli enti saranno sempre meno, pertanto è importante che i Comuni inizino a fare rete tra loro, formulando convenzioni e protocolli. Sul fronte della lotta alla microcriminalità abbiamo già avviato un tavolo provinciale tra tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine e lo stesso potremmo fare anche per il problema degli sfratti, coinvolgendo tutte le parti in causa?. Non è detto che il territorio capofila di quest'ultima iniziativa possa essere proprio il Piovese, dove l'emorragia degli sfratti, conseguenza della crisi economica che ha colpito il settore artigianale e industriale, non accenna a fermarsi. ?Il Prefetto vaglierà l'idea - ha spiegato il sindaco di Brugine, Davide Zanetti - Se andrà in porto la convenzione intercomunale antisfratti, sarà importante coinvolgere anche le banche affinché concedano qualche deroga alle famiglie in difficoltà?. Di lotta alla microcriminalità si è parlato, invece, più specificamente, a Pontelongo e a Legnaro. ?Pare questo non sia il momento migliore per sperare in un potenziamento dell'organico nelle nostre caserme - ha riferito il sindaco di Pontelongo, Fiorella Canova - Il Prefetto ha comunque riconosciuto i particolari problemi di Pontelongo e ci ha invitato a fare rete con i Comuni limitrofi, come già stiamo facendo con Correzzola, che talvolta ci presta i vigili per svolgere controlli mirati sul territorio?.

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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì 22 Luglio 2010,
Le banche offrono garanzie, Attiva spa affronta la crisi
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Il giorno dopo il rigetto, da parte del giudice Caterina Santinello, del piano di salvataggio per Attiva spa ha un po' il sapore di un ?day after?. Amministratori e dipendenti ieri erano letteralmente stremati dopo la giornata campale vissuta martedì. Ieri le novità sostanzialmente sono state poche. Sono continuati gli incontri a vari livelli per rassicurare soci e clienti che la società sta correndo un rischio marginale e che il no del giudice Santinello al piano di salvataggio non significa il fallimento della società. ?Le voci che si sono rincorse poche ore dopo la pubblicazione della sentenza del giudice - ha detto Antonio Ruzzon, sindaco di Conselve che detiene il maggior numero di quote del capitale pubblico all'interno della società - lasciavano ben poche speranze. Fortunatamente gli istituti di credito hanno dimostrato ancora una volta di essere vicini al territorio offrendo una possibilità in più alla ex Cosecon?. La possibilità di salvarsi sarebbero i 13 milioni ?cash? che le banche hanno messo a disposizione per saldare la prima trance di debiti. ?Da una parte - continua Ruzzon - siamo contenti perché con il pagamento immediato dei debiti, come chiesto dal giudice, arriverà una boccata di ossigeno per alcune aziende della zona che avanzavano soldi dalla società, dall'altra ci dispiace che sia saltato il piano di salvataggio che tanto accuratamente era stato preparato da una équipe di consulenti molto preparati, e successivamente votato dalla maggioranza dei soci. Tutti i Comuni che aderiscono ad Attiva hanno comunque espresso la volontà di andare avanti uniti e compatti fino alla fine della crisi?. Le prossime settimane saranno decisive per capire se i soldi tirati fuori dalle banche saranno sufficienti per coprire le passività e riportare la società in sesto, o se sarà necessario arrivare al concordato preventivo, se non addirittura al fallimento.
(St.M.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì 22 Luglio 2010,
PONTELONGO Gratta e vinci.
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Ennesima vincita con il ?gratta e vinci? al Breakfast bar di Pontelongo. Ieri mattina un automobilista di passaggio ha tentato la sorte e si è guadagnato ben 10 mila euro giocando un biglietto del valore di cinque euro. Grande soddisfazione per il fortunato ma anche per la titolare, Desirè Dario, e per le sue aiutanti.
(fe.be.)
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IL MATTINO di Padova - GIOVEDÌ, 22 LUGLIO 2010
Minori attese ai passaggi a livello. Arrivano 720 mila euro per aumentare sicurezza e tecnologia nei treni
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PIOVE DI SACCO. Dopo mesi di disagi e proteste arriva per gli automobilisti sfiancati dalle interminabili attese ai passaggi a livello una buona notizia: la Regione investirà oltre 700 mila euro per implementare i sistemi di sicurezza lungo la linea Adria-Mestre. Gli interventi consentiranno un monitoraggio migliore sul transito dei treni, con la conseguente possibilità di accorciare le attese alle sbarre.
Da mesi vari gruppi di automobilisti hanno manifestato il loro disappunto per le lunghe soste cui sono costretti ai passaggi a livello, tanto più fastidiose quando capitano nel tragitto verso il posto di lavoro. Più volte sono state segnalate code di decine e decine di veicoli che effettivamente mettono a rischio la viabilità e la sicurezza stradale, bloccando incroci e passi carrai. Esposti e lettere di denuncia sono stati inviati in Regione, a Sistemi Territoriali e persino alla Procura. Da un paio di settimane le attese alle sbarre si sono allungate anche al passaggio a livello di Villa del Bosco, sulla Monselice Mare, con disagi infiniti per i pendolari del mare e incolonnamenti di chilometri. ?Il progetto - illustra l'assessore regionale alla mobilità Renato Chisso - prevede l'investimento di 720 mila euro per potenziare gli impianti di sicurezza per la circolazione dei treni: questo sarà possibile tramite il posizionamento di fibre ottiche che consentiranno di telecomandare dalla stazione di Piove di Sacco l'apertura dei passaggi a livello. Saranno anche eseguite delle modifiche agli impianti per ridurre i tempi di attesa, limitando i disagi per il traffico veicolare. Lo stesso progetto - prosegue Chisso - prevede il miglioramento dei servizi di informazione agli utenti a bordo treno, nelle stazioni e nelle fermate, in particolare su eventuali ritardi, con un sistema di telediffusione sonora: anche questo servizio sarà gestito da Piove di Sacco?. La delibera regionale, approvata nei giorni scorsi, di fatto accoglie una proposta di interventi avanzata da Sistemi Territoriali Spa, la società che gestisce la linea ferroviaria e che avrà il compito di eseguire gli interventi stessi.
(ELENA LIVIERI)
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IL MATTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 21 LUGLIO 2010
Da Chernobyl 61 ragazzi grazie a Betulla Onlus
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TORREGLIA. Anche quest'anno le famiglie di Torreglia, Padova, Arzergrande, Pontelongo e Mestrino ospitano 61 ragazzi provenienti da Chernobyl. Quest'opportunità è resa possibile grazie all'associazione Betulla Onlus, nata con il progetto ?Vacanze terapeutiche?, volto ad ospitare per uno o due periodi all'anno bambini orfani o orfani sociali della Bielorussia colpiti dal disastro nucleare di Chernobyl. ?Oltre al periodo lontano dalle radiazioni - afferma il presidente dell'associazione Duilio Bolognini - che ancor oggi permangono, è da subito chiaro che hanno bisogno di affetto per colmare la loro difficile situazione umana?.
(s.s.)
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IL GAZZETTINO di Padova - MERCOLEDÌ, 21 LUGLIO 2010
Caterina Santinello, giudice del Tribunale di Padova, ha rigettato il piano di ristrutturazione del debito di Attiva.
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Caterina Santinello, giudice del Tribunale di Padova, ha rigettato il piano di ristrutturazione del debito di Attiva. Dopo l'acquisizione della documentazione, avvenuta durante l'udienza dei giorni scorsi, il Tribunale in tempo record ha detto no al piano di salvataggio della grossa società conselvana. Gli scenari che si sono prospettati ieri pomeriggio per la ex Cosecon si sono rivelati a dir poco preoccupanti. Con il rigetto del giudice, il futuro della società sembrava segnato. L'intervento d'urgenza del consiglio di amministrazione, e la riunione in serata dei vertici di alcune banche, tra le quali Monte Paschi di Siena (ex Antonveneta) e la Cassa di Risparmio, hanno ridimensionato quella che sembrava essere l'inesorabile strada che conduce al fallimento. Il presidente Gian Michele Gambato e il direttore generale Monica Manto hanno sentito anche i soci più importanti, tra i quali i sindaci dei Comuni che detengono un cospicuo numero di quote all'interno della società. Alla fine, ieri sera a tarda ora le banche hanno firmato un ulteriore accordo per anticipare i soldi ai creditori, agevolando così la richiesta del giudice. Saranno le banche ad anticipare i circa 13 milioni di euro che serviranno a liquidare i creditori chirografari della società. Dopo di che Attiva dovrà ripresentare al Tribunale il piano di risanamento con il nuovo accordo siglato ieri sera dalle banche. Sono stati attimi di vera tensione quelli che si sono vissuti ieri in piazza Martiri di Ungheria, sede attuale della ex Cosecon. La sentenza del giudice ha raggelato tutti. Le previsioni, infatti, erano di tutt'altro tipo. Erano praticamente tutti a "scommettere" che il Tribunale avrebbe detto sì al piano, concedendo così di fatto l'omologazione. In realtà il giudice non ha ritenuto sufficiente l'accordo presentato dalla società per arrivare a liquidare i creditori a fine estate. Il cda di Attiva ieri nel tardo pomeriggio ha vagliato tutte le strade percorribili per arrivare al salvataggio della società. La sentenza del giudice, senza l'intervento delle banche avrebbe voluto dire concordato preventivo o fallimento immediato. L'ancora di salvataggio è arrivata ancora una volta dagli istituti di credito, soci a loro volta della ex Cosecon. La questione è destinata comunque a degli strascichi. Probabile la riconvocazione d'urgenza dell'assemblea dei soci per rivalutare il piano di salvataggio all'indomani delle novità arrivate dal Tribunale. Attiva spa ha un capitale sociale di 21 milioni e 580 mila euro suddiviso in azioni dal valore di 6 euro l'una.
Stefania Mastellaro
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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 20 LUGLIO 2010
PONTELONGO Anziana derubata durante la notte.
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Furto in abitazione l'altra notte a Pontelongo: i ladri hanno preso di mira un'anziana che vive sola in via Villa del Bosco. Mentre lei dormiva hanno aperto la porta d'ingresso, che si era dimenticata di chiudere a chiave, e si sono intrufolati in casa. Hanno rovistato in cucina e salotto e nel sacco della refurtiva sono finiti due orologi e una collana in oro. Il furto è stato scoperto solo ieri mattina quando la padrona di casa si è alzata e ha trovato la casa in disordine. Il figlio, avvisato dalla madre di quanto accaduto, ha richiesto l'intervento dei carabinieri.
(e.l.)
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA, 18 LUGLIO 2010
VINCITA A PONTELONGO AL BREAKFAST 10 MILA EURO
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La fortuna bacia ancora una volta un cliente del Breakfast Bar di via Stazione. Numerose, infatti, le vincite riscosse nel locale di Dario Desirò (foto). Questa volta sono stati vinti 10 mila euro con un ?Gratta e vinci? delle serie ?Milionario? da 5 euro.
(al.ces.)

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IL MATTINO di Padova - SABATO, 17 LUGLIO 2010
Condannati all'afa notturna Blackout per l'alto consumo di corrente. Ieri anche di mattina

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PIOVE DI SACCO. Blackout di energia elettrica da giorni in varie vie della città e anche nei paesi limitrofi: il caldo torrido ha fatto salire alle stelle i consumi mandando in tilt le centraline. Ieri mattina è rimasta senza energia elettrica per oltre un'ora anche la zona industriale, con difficoltà per le aziende, che hanno dovuto interrompere il lavoro. Segnalazioni di interruzione della fornitura di corrente giungono da varie parti. In via San Giovanni Bosco il problema si trascina da tre giorni: ?Tolgono la corrente dalle 22 all'una - lamenta Katia Ferrara - e senza alcun preavviso. In casa abbiamo un anziano infermo appena rientrato dall'ospedale, lascio immaginare i disagi che stiamo passando e la sofferenza per lui. Ho provato decine di volte a chiamare il numero verde dell'Enel ma ogni volta, dopo un quarto d'ora di attesa, l'operatore appena espongo il problema mi riattacca il telefono. E' una cosa indecente. Almeno potrebbero degnarsi di dare qualche spiegazione: non ho visto alcun cartello affisso in giro che annunci interruzioni di corrente, e non credo che si verifichi un guasto ogni sera alla stessa ora?. Il blackout che interessa via San Giovannni Bosco si è esteso a via Montegrappa e via Marte, e anche in questi casi chi ha provato a chiedere lumi all'Enel non ha trovato alcuna risposta. A Brugine è stata tolta l'energia elettrica per due sere consecutive in via Vivaldi: al buio, e al caldo, sono rimaste un centinaio di famiglie. Il fenomeno comunque si sta verificando a macchia di leopardo in tutto il Piovese e non solo. L'Enel fa sapere che il problema è legato al massiccio consumo di energia elettrica, impiegata per far funzionare i condizionatori: nelle scorse ore si è raggiunto il picco di consumi. Le centraline a fronte di un eccessivo prelievo di corrente si surriscaldano e vanno in tilt. Squadre sono al lavoro di continuo per ripristinarle, ma finché resisteranno queste temperature ci sono da attendere nuovi blackout un po' dappertutto. Non è però stato dichiarato lo stato di emergenza che prevede l'interruzione programmata della fornitura di energia elettrica in base a un piano nazionale.
(ELENA LIVIERI)
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IL MATTINO di Padova - VENERDÌ, 16 LUGLIO 2010
PONTELONGO CENA DELLO ?STRADON?
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Stasera si terrà la prima cena dello ?Stradon?. L'antica toponomastica corrisponde all'attuale via Manzoni. E' la prima via di Pontelongo in cui tutte le famiglie residenti e qualche invitato si riuniranno per mangiare insieme con un'organizzazione impeccabile. Nulla, infatti, sarà lasciato al caso: dai cuochi agli addetti alla luce, dalla musica alle decorazioni. Bambini, adulti ed anziani, nelle intenzioni degli organizzatori, potranno condividere insieme un momento di gioia e di scambio, con lo scopo di mantenere vivi i rapporti fra le famiglie.
(al.ces.)

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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì 15 Luglio 2010,
IL SINDACO - Inascoltati i nostri appelli - Ci batteremo con Correzzola?
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La situazione è grave ma le numerose richieste inoltrate finora a Sistemi territoriali, l'ente gestore del trasporto locale su rotaie, sono rimaste inascoltate?. A parlare è il sindaco di Pontelongo, Fiorella Canova, che da mesi ha avviato una battaglia a colpi di lettere a telefonate per vedere se si possa trovare un metodo alternativo per garantire la sicurezza di treni e automobili. ?Avevamo già preventivato che sarebbero successi fatti del genere con l'arrivo dell'estate - osserva - Abbiamo mandato già varie lettere a Sistemi territoriali per chiedere spiegazione di queste lunghe attese. Ci siamo recati in sede anche di persona per parlare con qualche dirigente ma non siamo stati ascoltati. Ho appreso che il problema ora si verifica anche a Correzzola. Contatterò il sindaco Sturaro per intraprendere un'azione comune?.
(Fe.Be.)

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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì 15 Luglio 2010,
Intrappolata in auto con il figlio malato
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È caos, a Pontelongo, a causa delle lunghe attese al passaggio a livello di via San Valentino. La chiusura delle sbarre della ferrovia, collocate in una posizione a dir poco infelice (al culmine di una rampa e all'incrocio tra la regionale 516 e altre strade minori), a causa del suo protrarsi fino a 15, 20 minuti, causa code chilometriche soprattutto nelle ore di punta e nei fine settimana, quando il traffico si gonfia per via dei pendolari del mare. Un caso emblematico si è verificato sabato scorso. Sono circa le 10.30. Il semaforo del passaggio a livello si accende di rosso e le sbarre di abbassano. Due auto che provengono da Piove di Sacco e devono girare in via San Valentino si appaiano davanti alle rotaie, altre raggiungono il centro della carreggiata in attesa di svoltare. Un camion che giunge da Villa del Bosco e deve anch'esso immettersi sulla strada arginale mette la freccia a destra e, non potendo far altro, si ferma bloccando il passaggio dei mezzi che lo seguono. Bastano cinque minuti perché si formi una colonna che arriva quasi alla rotonda di Villa del Bosco, oltre un chilometro più in là. Il tempo scorre, gli automobilisti si infastidiscono e iniziano a suonare il clacson ma il camion non sa dove andare. Tra le persone in fila c'è la mamma di un ragazzo colpito da coliche renali, diretta al pronto soccorso. La donna scende dall'auto, corre sul ciglio della strada per raggiungere il camionista in testa alla colonna e rischia di essere falciata dalle moto e dagli scooter che fanno lo slalom tra i mezzi per divincolarsi dal traffico. Raggiunto il conducente del mezzo pesante, gli chiede cortesemente di proseguire di qualche metro ed eventualmente girarsi, affinché le auto possano passare. Il camionista prosegue, ?stappa? il passaggio, il traffico fluisce sfiorando le due auto appaiate e altre al centro della carreggiata. In tutto questo, le sbarre sono ancora abbassate.
Federica Bertaggia

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IL MATTINO di Padova - SABATO, 10 LUGLIO 2010
Emergenza infermieri all'ospedale di Piove . Il direttore generale Rao: Abbiamo chiesto alla Regione una deroga per 25 assunzioni?
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PIOVE DI SACCO. Protesta la Cisl Funzione Pubblica: il distacco da Chioggia per l'?Immacolata Concezione? ha comportato una riduzione dell'organico. Ridotti i posti letto per garantire le ferie al personale. Organico all'osso, assunzioni a Padova e solo briciole a Piove: per la Cisl Funzione Pubblica l'ospedale Immacolata Concezione continua a vestire i panni della cenerentola anche dopo il passaggio dall'Usl di Chioggia a quella padovana. Il sindacato critica la scelta di destinare appena cinque delle oltre 30 assunzioni di infermieri deliberate un mese fa al presidio piovese, dove per garantire le ferie al personale si sono dovuti ridurre i posti letto. Il direttore generale Fortunato Rao non si sottrae al confronto, e replica deciso: ? Non abbiamo la bacchetta magica per risolvere i problemi, ma l'impegno per garantire un servizio di eccellenza è massimo?. Con l'assunzione di 37 infermieri - argomenta Rosa Quaggia, segretario aziendale della Cisl - sono state soddisfatte le esigenze del Sant'Antonio ma non quelle dell'ospedale piovese, dove rimangono gravi carenze di personale che nel periodo estivo si accentuano ancor di più. Riconosciamo alla direzione di aver intrapreso un percorso di riequilibrio degli organici, ma occorre fare di più. Sono stati assunti due tecnici di laboratorio e due ostetriche ma solo con contratti a termine, mentre sul fronte degli operatori socio-sanitari non è stato fatto nulla. Inoltre non esiste a Piove un'adeguata dotazione di personale tecnico e amministrativo a sostegno delle attività dei reparti. Inevitabilmente si è costretti a spostare personale infermieristico su attività improprie?. Bisogna esercitare le dovute pressioni sulla Regione per ottenere le autorizzazioni necessarie al recupero del turn over dell'anno passato - aggiunge Fabio Turato, della Cisl padovana - perché il distacco da Chioggia ha comportato per Piove una diminuzione di organico?. Rao conferma di aver già chiesto alla Regione una deroga per l'assunzione di 25 unità, tra medici e infermieri: ?Stiamo aspettando il via libera, nel frattempo abbiamo inviato a Piove sei infermieri del Sant'Antonio. Posso assicurare che non esiste un ospedale di serie A uno di serie B, Piove non è una cenerentola, ma dobbiamo far fronte ad una serie di problemi che la struttura ha accumulato negli anni. Stiamo garantendo massima attenzione dal primo giorno, tanti lavori di ristrutturazione sono già iniziati, così come l'acquisto di strumentazioni e tecnologie per supportare l'elevata qualità dei professionisti che operano a Piove?.
ELENA LIVIERI
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 10 LUGLIO 2010
Attiva, l'assemblea certifica il buco di 18 milioni.Il piano di ristrutturazione giovedì sarà al vaglio del tribunale. Il presidente: poi mi dimetto
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La società è ormai in mano alle banche creditrici, bilancio approvato (Maserà si è astenuto). Ma Provincia e Finser disertano la riunione. I soci di Attiva (ex Cosecon) approvano il drammatico bilancio del 2009, che certifica una perdita di ben 18 milioni di euro, ma scommettono nel piano di ristrutturazione che il Tribunale di Padova è chiamato a vagliare giovedì prossimo. Intanto durante l'assemblea di ieri il presidente Gian Michele Gambato ha anticipato l'intenzione di dimettersi entro il prossimo autunno. Lo farà non appena sarà omologato il contratto approvato dal giudice. Giusto un anno fa proprio Gambato aveva lanciato un allarme drammatico: o si inverte la rotta o la società è al tracollo, a causa degli oltre 130 milioni di debiti accumulati con le banche ma anche con numerosi fornitori privati. ?Non è stato facile -ha ammesso il presidente nel corso dell'assemblea dei soci- ma ora tutti i tasselli stanno andando al loro posto e contiamo di arrivare all'omologa del piano entro settembre-ottobre, in modo da poter pagare subito i debiti verso i privati?. Con questo Gambato ritiene di aver assolto al proprio compito e si dice pronto a passare il testimone, lasciando una società piena di debiti ma con i conti finalmente in ordine. Il bilancio 2009 è così pesante, hanno spiegato gli amministratori in assemblea, perché riporta tutte le voci negative e le passività finanziarie e non accumulate in questi anni. Tanto che una proiezione per il 2010 presentata in anteprima ai soci parla di un'inversione di tendenza, con un utile di quasi 4 milioni di euro, dovuto non solo agli effetti del piano di ristrutturazione nei confronti dei debiti con le banche ma anche alla ripresa delle vendite. Uno spiraglio di ottimismo dopo anni duri, anche se la la fine del tunnel è ancora lontana. I soci, comunque, hanno votato compatti il documento economico: nessun contrario, solamente qualche astenuto, fra i quali Maserà. Brillavano per la loro assenza in assemblea, alla quale hanno partecipato comunque oltre il 70 per cento degli azionisti, i rappresentanti della Provincia di Padova e della Fin.Ser, la finanziaria di Palazzo Santo Stefano che naviga in cattive acque anche per gli investimenti a favore di Attiva. Nei primi quattro mesi del 2010 Attiva ha ripreso a macinare utili e a mettere a punto contratti di vendita. Ma la partita più importante è ancora aperta: riguarda la vendita di Veneto Distribuzione, la società che ha in concessione le reti del gas metano. La Spa si sta muovendo su più tavoli con l'obiettivo di portare a casa 13 milioni e mezzo o attraverso la vendita ad Enel Gas, che ha partecipato alla gara, oppure chiedendo al socio privato, la Enerco della famiglia Casellato, di onorare l'impegno assunto sottoscrivendo una fidejussione per la stessa cifra.
(Nicola Stievano)
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato 10 Luglio 2010,
PIOVE DI SACCO Sotto accusa secondo il sindacato Cisl è l'Ulss 16 ? Ospedale senza infermieri?
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Il polo sanitario continua a soffrire di carenza del personale.L'aria condizionata è tornata a funzionare in tutti i reparti dell'ospedale di Piove di Sacco. Già da giovedì sera la temperatura si è abbassata nelle stanze, nei corridoi e nelle sale d'attesa, grazie all'avvio di una macchina di riserva che garantirà il fresco fino all'installazione del nuovo impianto acquistato dall'Usl 16. Per un problema risolto, si apre un'altra questione. A sollevarla sono i sindacati della Cisl funzione pubblica. ?L'Usl 16 ha assunto trentasette nuovi infermieri ma a Piove di Sacco arrivano solo le briciole - dice il segretario Rosa Quaggia - Sono state in qualche modo soddisfatte le esigenze dell'ospedale Sant'Antonio e del territorio, peraltro in grave sofferenza, ma non quelle dell'ospedale di Piove dove continuiamo a registrare gravi carenze di personale?. Non bastano, quindi, le rassicurazioni arrivate nei giorni scorsi dal direttore dell'Usl 16, Fortunato Rao, e dal sindaco di Piove, Sandro Marcolin, circa il potenziamento del personale in dotazione all'ospedale locale. ?Riconosciamo alla direzione dell'Uls 16 - prosegue Quaggia - di aver intrapreso un percorso di riequilibrio degli organici ma occorre fare di più e in tempi rapidi. Sono stati assunti due tecnici di laboratorio e due ostetriche ma tutti con contratto a tempo determinato. Sul fronte degli operatori socio sanitari non è invece stato adottato finora alcun provvedimento?. ?Occorre esercitare le dovute pressioni a livello regionale - le fa eco Fabio Turato dello stesso sindacato - per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie al recupero del turn over del 2009. Con il distacco da Chioggia e l'accorpamento a Padova l'ospedale di Piove di Sacco ha visto diminuire il suo organico di circa venticinque unità. Coprire questi posti vacanti sarebbe un segnale di grande attenzione nei confronti di una struttura che ha subito penalizzazioni a vantaggio di Chioggia?.
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato 10 Luglio 2010,
"Attiva", sì al bilancio Gambato si dimette
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Il bilancio di Attiva spa è passato e il presidente Gianmichele Gambato ha preannunciato le sue dimissioni. Queste, sostanzialmente, le due grosse novità che hanno caratterizzato l'attesa assemblea dei soci che si è tenuta ieri mattina. Il bilancio presenta un forte passivo, 18 milioni di euro, dovuto soprattutto al piano di risanamento voluto dai soci e dagli istituti di credito. Piano di risanamento che dovrà essere approvato il 15 luglio dal Tribunale di Padova in base ad un ricorso presentato ai sensi dell'art. 182 bis, VI comma, della legge fallimentare. Si tratta del primo, importante passo per la ristrutturazione del debito di Attiva, che sta siglando con le banche creditrici l'accordo che dovrà essere omologato dal Tribunale durante l'udienza che verificherà se la proposta presentata risponde a tutti i requisiti previsti dalla legge e, in caso positivo, concederà alla ex Cosecon un termine per depositare l'accordo sottoscritto anche dalle banche. Con la ristrutturazione del debito Attiva dovrebbe trovare finalmente quella stabilità necessaria per riprendere a svolgere la funzione che i soci e il territorio le chiederanno. Intanto il primo semestre del 2010 sta facendo segnare un utile di 3 milioni e 700 mila euro. Un segnale positivo che sta dando un pò di ossigeno alla società di piazza Martiri d'Ungheria. La prima trance di solvenza dei debiti è prevista per settembre, in coincidenza con il decollo vero e proprio del piano di risanamento. In contemporanea il presidente Gianmichele Gambato dovrebbe ufficializzare le sue dimissioni, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale del cda. ?Concluso il tempo tecnico per l'omologazione del piano di ristrutturazione - ha detto ieri Gambato a margine dell'assemblea - bisognerà creare nuove strategie per il futuro della società e questo mi sembra naturale debbano essere persone del territorio a farlo. Il mio compito era quello di salvare Attiva e mi sembra che il fine sia stato praticamente raggiunto?.
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì 8 Luglio 2010,
Lunghe attese ai passaggi a livello
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Il disagio, ben conosciuto agli automobilisti di Piove di Sacco, Arzergrande e Pontelongo, si è esteso fino a Correzzola. Da qualche giorno, infatti, le sbarre di via Bosco e di Villa del Bosco, lungo la Monselice-mare, rimangono abbassate fino a venti, trenta minuti al passaggio della littorina. Conseguenza inevitabile, il formarsi di code lunghe fino a due chilometri, soprattutto nelle ore di punta, che bloccano la viabilità e aumentano i rischi per automobilisti, camionisti, motociclisti e ciclisti.?Gli stessi problemi che denunciano da tempo i cittadini di Piove sono arrivati anche da noi - spiegano alcune persone residenti tra le frazioni di Villa del Bosco e Concadalbero -. Martedì sera, ad esempio, le sbarre del passaggio al livello sulla Monselice-mare sono state abbassate quaranta minuti, un tempo lunghissimo. La gente in coda ha iniziato a suonare il clacson. Alcuni, facendo pericolose manovre, si sono girati andando ad invadere la corsia opposta. Altri hanno chiamato pure i carabinieri. Infine è arrivata un'auto di Sistemi territoriale, l'ente che gestisce il trasporto su rotaie a livello locale, e le sbarre si sono rialzate con buona pace di tutti?.
(Fe.Be.)
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IL GAZZETTINO di Padova - Giovedì 8 Luglio 2010,
Sfratti nel Piovese emergenza continua
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Non si placa l'emorragia di sfratti nel Piovese. Ieri mattina un'altra famiglia di origine marocchina, residente a Brugine, ha ricevuto la visita dell'ufficiale giudiziario, in seguito alla quale le serrature dell'abitazione di via Buffa sono state definitivamente sigillate dal fabbro. Diversamente dal movimentato sfratto al quale, a metà aprile, si era opposta la famiglia Fakri, sempre di Brugine, ieri Khalis Abdeladi, la moglie e i due figli nemmeno si sono fatti trovare. Capito quale destino ineluttabile li attendeva, hanno svuotato l'appartamento e fatto i bagagli già martedì sera. ?Ho sentito dire che dovrebbero essersi trasferiti a Legnaro - afferma il sindaco del paese, Davide Zanetti - Come successo per la famiglia Fakri, il Comune ha provato ad aiutare anche gli Abdeladi. Al capofamiglia abbiamo proposto vari lavori per riuscire a pagare l'affitto, ma tutti i suggerimenti sono stati da lui respinti. Alla fine abbiamo spiegato chiaramente che l'ente pubblico avrebbe potuto trovare una soluzione a tempo determinato solo per i figli minorenni e per la moglie. La quale, non essendo cittadina italiana, alla scadenza del permesso di soggiorno sarebbe stata comunque rimpatriata. Per lui, che ha già acquisito la cittadinanza, a parte offrire dei lavori non avremmo potuto far altro?. Dalla parte degli sfrattati, extracomunitari e italiani che non riescono più a pagare l'affitto magari a causa della perdita del lavoro, si schierano la Rete antisfratti di Padova ma anche i sindacati, le parrocchie e diverse associazioni piovesi che operano nel campo del volontariato: insieme, negli ultimi mesi hanno intrapreso una vera e propria battaglia per far valere il diritto alla dignità delle famiglie in difficoltà. Di contro, nel Piovese si è costituito il comitato che riunisce i proprietari della abitazioni, i quali, a loro volta, chiedono vengano rispettato il loro diritto a riscuotere l'affitto, somma che spesso rappresenta un'entrata fondamentale per il bilancio famigliare.
Federica Bertaggia
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IL GAZZETTINO di Padova - Martedì 6 Luglio 2010,
ATER appartamenti di proprietà del Comune verranno messi in vendita
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Altri 19 appartamenti di proprietà del Comune verranno messi in vendita, attraverso un'asta pubblica, dall'Ater il prossimo 27 luglio. La procedura si aprirà alle 9.30 nella sede dell'Azienda regionale per l'edilizia residenziale di via Raggio di Sole 29. Dieci alloggi si trovano a Padova in via Goito, via Tommaseo, via Melloni, via Fuà, via Manara, e via Luisari. Gli altri nove invece nei comuni di Campodarsego, Camposampiero, Cittadella, San Martino di Lupari, Tombolo, Saonara, Borgoricco, Limena e Pontelongo. Diverse le basi d'asta di partenza: dai 90.400 euro di un appartamento in via Melloni, ai 198.400 euro di un alloggio in via Tommaseo composto di cinque camere, veranda, terrazza e soffitta. Tutte le case messe in vendita sono libere e i lavori di manutenzione deliberati fino alla data di stipula del contratto di compravendita saranno a carico degli aggiudicatari.
(Bernardinim)

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IL MATTINO di Padova - MARTEDÌ, 06 LUGLIO 2010
In ospedale pazienti e personale soffocano Ieri c'erano 30 gradi, il direttore generale promette una soluzione.
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PIOVE DI SACCO. Clima ancora rovente all'ospedale Immacolata Concezione dove da più di una settimana non funziona l'impianto di condizionamento: anche ieri nei corridoi, nelle sale d'attesa, negli ambulatori e nei reparti la temperatura sfiorava i trenta gradi. La situazione dovrebbe risolversi nel giro di pochi giorni. Il direttore generale Fortunato Rao assicura, infatti, che in attesa dell'installazione del nuovo impianto di climatizzazione, verrà trovata una soluzione tampone per garantire un clima quantomeno sopportabile ai pazienti, ai familiari che fanno assistenza, ma anche al personale medico e paramedico che in questi giorni sta lavorando in condizioni molto difficili. Ieri mattina l'aria condizionata mancava nel corridoio centrale del primo piano: le decine di persone in attesa davanti allo sportello del Cup avevano il loro daffare a sventolarsi e uscire in cerca di un po' d'aria. Caldo soffocante c'era sulle rampe di scale, dal primo al settimo piano e in tutte le sale d'attesa. Qualcuno ha anche chiesto di poter aprire le finestre sui corridoi, nella speranza di far entrare un po' d'aria ma gli infissi, per motivi di sicurezza, non si possono aprire. ?Sono uscita adesso dalla stanza perché non ne potevo più - si lamentava una signora che fa assistenza a un anziano - pensavo di trovare un po' di refrigerio in corridoio ma manca l'aria. E' una situazione davvero insopportabile, persino gli infermieri devono lavorare con i camici madidi di sudore?. Il problema del caldo colpisce maggiormente i piani dal quarto al settimo dove ci sono i reparti di medicina, oncologia, pediatria e ginecologia, ortopedia e geriatria. Operai e tecnici sono al lavoro per verificare la situazione: ?Abbiamo eseguito un sopralluogo - ha spiegato il direttore generale dell'Usl 16 Fortunato Rao - per trovare una soluzione tampone entro la fine settimana. Già da oggi arriveranno dei nuovi condizionatori portatili, quelli necessari a garantire una temperatura adeguata nei reparti. Entro la fine del mese verrà installato il nuovo sistema di climatizzazione: la gara per individuare la ditta che deve svolgere il lavoro è stata già esperita nelle scorse settimane, purtroppo i tempi tecnici sono sempre lunghi. Abbiamo già ordinato i macchinari ed è pronto il progetto per rivedere la canalizzazione dell'impianto?. Il nuovo sistema di condizionamento, che il direttore Rao assicura sarà attivo dalla fine di luglio, è costato circa 80 mila euro.
ELENA LIVIERI

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IL MATTINO di Padova - LUNEDÌ, 05 LUGLIO 2010
L'ospedale è diventato un forno - Impianto di condizionamento fuori uso in più piani, anziani a rischio - I familiari di alcuni pazienti hanno portato i ventilatori da casa
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PIOVE DI SACCO. Emergenza caldo in ospedale: da qualche giorno funziona male l'impianto di condizionamento e in alcuni reparti, specie dal 4? al 7? piano, manca l'aria condizionata. Gravi i disagi per i pazienti, soprattutto per gli anziani di geriatria. I familiari, tra proteste e lamentele, sono stati costretti a portare ventilatori e condizionatori da casa. I problemi più seri interessano ortopedia, medicina, ostetricia, oncologia e geriatria: a causa del malfunzionamento di una pompa, l'aria condizionata ai piani superiori del monoblocco arriva a singhiozzo o non arriva proprio. Anche per i medici e gli infermieri lavorare nel clima infuocato di questi giorni è diventato difficile, e ormai anche loro non sanno più come opporsi alle critiche e alle proteste di pazienti e familiari. ?E' una vergogna - lamenta Giuliana Frigoli - trovarsi nei giorni di allarme rosso per temperature e afa senza condizionamento in ospedale. Non stiamo parlando di un guasto improvviso perché è da giorni che l'aria condizionata va e viene e comunque non mi pare che si possa aspettare per sistemarla. Io ho mia madre in geriatria, passo da lei tre volte al giorno, lei e gli altri pazienti stanno soffrendo le pene dell'inferno. Si può solo immaginare come possono stare degli anziani allettati con trentacinque gradi in camera. Hanno messo tre condizionatori portatili per tutto il reparto, figuriamoci a cosa servono con la temperatura che c'è?. L'altra notte per il caldo insopportabile si è sentita male persino una signora che faceva assistenza ad un malato. ?I medici non sanno cosa dirci, quando protestiamo aprono le braccia - aggiunge un'altra parente inviperita - ci sono ambulatori che sembrano forni. Io ho portato un ventilatore, ma manca persino l'aria nelle stanze?. ?Un altro problema - sottolinea Giuliana Frigoli - è che non si sa con chi prendersela: inutile litigare con i tecnici, con i dottori o gli infermieri, ma una figura di responsabile non esiste, si scaricano tutti le responsabilità a vicenda e nessuno risponde dell'enorme disagio che i pazienti stanno sopportando. E' inaccettabile che un ospedale sia lasciato in queste condizioni?. Nei giorni scorsi l'aria condizionata mancava addirittura nella sala d'attesa e negli ambulatori del pronto soccorso, tanto che diverse persone, sfiancate dal caldo oltre che dall'attesa, se ne sono andate ancor prima d ricevere le cure di cui avevano bisogno.
(ELENA LIVIERI)
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IL GAZZETTINO di Padova - Lunedì 5 Luglio 2010,
PIOVE DI SACCO Salta il sistema di climatizzazione nel giorno più caldo dall'inizio dell'estate
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Ospedale senz'aria condizionata Tra i reparti colpiti, la geriatria. Nelle corsie la temperatura è salita fino a 32-33 gradi. Clima equatoriale all'ospedale di Piove di Sacco. In alcuni reparti del nosocomio, tra cui geriatria, ieri è saltata l'aria condizionata: nei corridoi e nelle stanze dei pazienti la temperatura ha toccato picchi di 32-33 gradi.Disagi a non finire per i malati, per i medici, gli infermieri e per i familiari dei degenti. Questi ultimi sono corsi ai ripari abbassando le tapparelle delle camerate e piazzando dei ventilatori ai letti dei loro congiunti, per contrastare la canicola della giornata, in assoluto più calda dall'inizio dell'estate. A soffrire di più sono stati gli anziani del reparto di geriatria.?Che l'impianto dell'aria condizionata possa andare in tilt è comprensibile - si sfogava, a mezzogiorno di ieri, la figlia di una settantenne ricoverata - Ma che nessuno intervenga per riprestare la situazione è inaccettabile. Ho sentito dire che al pronto soccorso e in altri piani l'aria non funziona già da alcuni giorni. Qui a geriatria, per far fronte al problema, è scattata la solidarietà tra famigliari. Chiunque aveva un ventilatore a casa lo ha portato in corsia. Io, ad esempio, ne avevo due. Uno l'ho prestato a pazienti della stanza di fianco?. Non è stata una giornata facile nemmeno per medici e infermieri, costretti a lavorare in condizioni non proprio ideali. Ma i più provati dall'afa e dall'umidità sono stati in assoluto i malati. In particolare quelli costretti a letto. Se il guasto all'impianto dell'aria condizionata non riuscirà ad essere riparato entro le prossime ore e continueranno ad accumularsi i disagi, l'Usl potrebbe fornire dei condizionatori mobili per rinfrescare gli ambienti.
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IL MATTINO di Padova - DOMENICA, 04 LUGLIO 2010
Chi è senza Pec... aggiorni il sito Posta elettronica certificata: tanti gli inadempienti LA LISTA NERA Il ministero della Pubblica amministrazione mette all'indice gli enti che non hanno provveduto
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A più di due mesi dal Pec-Day, svoltosi il 26 aprile, sono ancora numerose le pubbliche amministrazioni padovane che non si sono messe in regola con gli obblighi di legge legati all'attivazione della posta elettronica certificata e che pertanto figurano nella ?lista nera? aggiornata periodicamente dal ministero che fa capo a Renato Brunetta. COS'E' LA PEC. Ricordiamo che la Pec è lo strumento che consente ai cittadini di inviare e ricevere messaggi di testo e allegati cui è attribuito lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento. Il vantaggio è evidente: si può dialogare con tutti gli uffici della Pubblica amministrazione direttamente via e-mail, senza doversi presentare di persona agli sportelli.
GLI OBBLIGHI PER LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI. Ne consegue che ogni pubblica amministrazione deve dotarsi di una casella di Posta elettronica certificata; istituire una casella Pec per ciascun registro di protocollo; pubblicare nella pagina iniziale del sito web istituzionale l'indirizzo Pec cui il cittadino può rivolgersi; comunicare con i propri dipendenti unicamente tramite Pec. MESSI ALL'INDICE. Gli indirizzi Pec delle Pubbliche amministrazioni sono disponibili sull'archivio informatico accessibile attraverso il sito www.indicepa.gov.it.
I COMUNI. Nell'indice del ministero non risultano avere attivato la Pec i Comuni di Abano Terme, Anguillara, Boara Pisani, Casalserugo, Este, Megliadino San Fidenzio, Mestrino, Monselice, Montagnana, Montegrotto Terme, Piazzola sul Brenta, Rubano, San Giorgio delle Pertiche, San Pietro in Gu, Saonara, Tombolo, Trebaseleghe, Urbana, Vescovana, Vigonza, Vo' (che però hanno un indirizzo di posta elettronica ?normale?), di Bovolenta, di Candiana, di Fontaniva, di Limena (che sono sprovvisti pure di un recapito e-mail). E' curioso rilevare che alcune amministrazioni non sono nemmeno comprese nell'elenco ministeriale: Brugine, Carceri, Campodoro, Campo San Martino, Cartura, Casale di Scodosia, Cervarese, Codevigo, Correzzola, Due Carrare, Gazzo, Grantorto, Megliadino San Vitale, Merlara, Piombino Dese, Polverara, Pontelongo, Pozzonovo, San Pietro Viminario, Sant'Elena, Stanghella, Tribano, Vighizzolo d'Este, Villa Estense. A Loreggia, provvista di Pec, è assegnata una ?e? in più, sicché l'amministrazione Peron diventa ?Loreeggia?. Mentre è misteriosamente compreso il Comune di Cirimido, che appartiene alla provincia di Como. GLI ALTRI. Sempre stando all'indice delle PA, risultano inadempienti, tra gli altri, l'Archivio di Stato, l'Azienda Ulss 15 Alta Padovana, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza, la Casa Circondariale di Padova, i sei Cdq di Padova, il Gabinetto del Presidente e l'Ufficio del Difensore Civico della Provincia, gli uffici (in galleria Pedrocchi, piazza del Santo in stazione) di Turismo Padova Terme Euganee. Tra le scuole non hanno Pec gli istituti comprensivi di Loreggia, San Martino di Lupari, l'istituto Calvi, il Meucci di Cittadella, la Polizia Municipale di Cittadella e quella di Padova, l'Ufficio Reclutamento e Comunicazione del ministero della Difesa. I FURBETTI. Ma perché tante amministrazioni, pur disponendo di un indirizzo di Pec, si rifiutano di pubblicarlo? La risposta arriva direttamente dal ministero: ?Per non dover poi adeguatamente riorganizzare i propri uffici nell'azione di risposta tempestiva alle richieste dei cittadini
CLAUDIO BACCARIN
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IL GAZZETTINO di Padova - Sabato 3 Luglio 2010,
"LA LINGUA DEI VIOLINI" A PONTELONGO In scena gli anziani della casa di riposo
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Nell'aprile del 2009, la Casa di riposo Galvan di Pontelongo è stata promotrice di un ambizioso progetto sperimentale, ideato e coordinato dalla regista Marilena Maiorani, e realizzato in collaborazione con Se.smac, Società di Servizi. Il progetto denominato "Henos - Cantori della saggezza" è stato proposto come laboratorio di ricerca teatrale; un percorso umano ed artistico capace di inserirsi nell'esperienza quotidiana degli anziani, in grado di raccogliere e rielaborare le loro diverse rappresentazioni del mondo per tentare di trasformarle in materiali artistici. Da qui nasce "Le lingue dei violini", spettacolo debutta oggi alle 18 a Villa Foscarini Erizzo, in via Roma a Pontelongo. Un'opera in cui il contemporaneo dei racconti autobiografici si fonde con la matrice collettiva del mito. Le drammaturgie originali sono assemblate con testi di Walt Withman, Jorge Luis Borges e Julio Cortàzar. Le musiche sono rielaborate dai temi di Philip Glass ed eseguite dal vivo da Alessandro Fagiuoli e Luca Paccagnella, mentre il canto è affidato a Luisanna Serra e parte della recitazione ad Andrea Candian. Il cast è composto da 17 attori, 12 ospiti e 5 operatori della Casa di riposo. Ingresso libero.
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IL MATTINO di Padova - SABATO, 03 LUGLIO 2010
PONTELONGO LE LINGUE DEI VIOLINI A VILLA FOSCARINI
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Oggi alle 18 in villa Foscarini va in scena ?Le lingue dei violini?. Lo spettacolo va in scena dopo 16 mesi di laboratorio teatrale che Sesmac, grazie alla collaborazione e alla regia di Marilena Maiorani, ha prodotto con gli ospiti della Casa di Riposo ?Galvan?.
(al.ces.)

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